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Una storia dimenticata dell’antifascismo europeo

Su Il caso S. è apparsa un’interessante recensione di Jacopo Frey alla “storia dimenticata dell’antifascismo europeo” pubblicata di recente da Valerio Gentili. Un libro, secondo Frey, “da prendere con le pinze, ma che deve essere letto, approfondito e, naturalmente, discusso”.

Valerio Gentili, Bastardi senza storia. Dagli Arditi del popolo ai combattenti rossi di prima linea: la storia dimenticata dell’antifascismo europeo, Castelvecchi, Roma 2011, pp. 184.

Un tentativo di squarciare il velo che copre la memoria corta dell’oramai più che traballante movimento operaio europeo con una ricerca dal titolo un po’ “tamarro”. Le premesse con cui ci avviciniamo alla lettura non sono quindi delle migliori, ma devono essere vinte per apprezzare il valore della critica storiografica espressa dall’autore all’idea, «figlia di un’opera trasversale di rimozione storiografica, che la marcia di avvicinamento al potere dei fascismi europei non abbia trovato, sul terreno della violenza politica, nemici in grado di fronteggiare la situazione. Per motivi diversi si è preferito elidere il ruolo giocato, negli anni fra le due guerre, da quei movimenti “irregolari” che contesero ai fascisti non solo il mero terreno della violenza di strada ma un intero immaginario fatto di simboli, liturgie, marce, divise, slogan taglienti e affilati». Leggi il resto della recensione e il dibattito che ne è seguito su Il Caso S.

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