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[BO] 25 aprile corteo contro tutti i fascismi!

25 aprile 2019: corteo ore 10 da piazza dell’Unità.

Incontro pubblico martedì 16 aprile alle 18.00
a Vag61 in via Paolo Fabbri 110

Contro tutti i fascismi. Per una società di uguali e liber*!

25Aprile perché non abbiamo bisogno di celebrare ricorrenze ma di batterci attivamente contro tutti i fascismi, contro il razzismo, il sessismo e lo sfruttamento.

25Aprile perché l’opposizione collettiva alle politiche autoritarie, oscurantiste, nazionaliste e antisociali del governo Lega-M5s è giusta e necessaria.

25Aprile perché non abbiamo alcuna intenzione di rassegnarci alla legge Salvini, al ddl Pillon, alle sparatorie-sempre-legittime, all’offensiva sull’aborto e alle altre barbarie in salsa gialloverde. Continued…

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[BO] 23-26 apr: Festa d’Aprile: Giornate Resistenti

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[Cesena] Resoconto della manifestazione di sabato 6 aprile

Oggi è importante socializzare nelle piazze e far vedere pubblicamente che c’è chi dissente e lotta e sogna un mondo diverso. Riceviamo e condividiamo un resoconto della manifestazione che si è tenuta a Cesena.

Sulla manifestazione di sabato 6 aprile a Cesena

Bella giornata quella di sabato 6 aprile! Circa 300 persone hanno partecipato alla manifestazione di Cesena “contro il fascismo di governo e il decreto Salvini” lanciata dall’Assemblea Antifascista di Cesena e da altri comitati locali, tra cui la Rete Antifascista di Ravenna. Molti i cori, gli slogan, gli interventi al microfono aperto, i volantinaggi e il materiale cartaceo fatto girare. Nota positivissima, la partecipazione di svariati studenti delle scuole di Forlì-Cesena che hanno portato il loro contributo, con anche diversi interventi al microfono in cui hanno ribadito la necessità anche per gli studenti di lottare contro il fascismo istituzionale e non, sia all’interno delle scuole come nella società. Si è fatta presente la situazione incredibile in cui versano le scuole, dove i soldi per la manutenzione ordinaria sono traslati dal governo verso l’installazione di telecamere, controlli di polizia tra i banchi e mini-naja. Continued…

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[BO] gio 11 apr h.19: Bologna Città Transfemminista in Piazza Nettuno

Dopo la sagra del fondamentalismo misogino e omofobo del Congresso Mondiale delle Famiglie a Verona, ora anche a Bologna la destra integralista, perbenista e/o neonazista vorrebbe sventolare le proprie miserabili bandierine.

Non solo Forza Nuova prosegue con le provocazioni e le minacce che nei giorni scorsi hanno preso di mira la Libreria delle Donne, ma giovedì 11 aprile, presso la Sala polivalente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, si terrà un convegno intitolato “Sì alle leggi per la famiglia. No alla legge sulla omotransnegatività” che sarà un’ulteriore occasione per l’integralismo clericofascista di diffondere “democraticamente” messaggi d’odio e di discriminazione.

Riteniamo grave che sia stata concessa una sala pubblica a un’iniziativa che cerca di mettere in dubbio la libertà delle persone e intende negare la violenza assassina del patriarcato.

Giovedì 11 aprile saremo tutte e tutti in Piazza del Nettuno dalle ore 19 per dire che Bologna Città Transfemminista non intende affatto essere “accogliente” o “ospitale” di fronte all’odio e alla discriminazione, come ha suggerito il sindaco Virginio Merola.

Qui il comunicato di Non Una Di Meno di Bologna che promuove l’iniziativa e qui sotto alcune delle ragioni della mobilitazione tratte dal comunicato:

«Gli attacchi ripetuti all’autodeterminazione di donne, lesbiche, gay, persone trans e intersex, di qualsiasi età, si sommano e si riflettono nella violenza razzista, istituzionale e sociale. Non basta appendere bandiere rainbow alle finestre del Comune, nessuno spazio deve essere concesso alla violenza dei neofondamentalismi e dei fascismi.

Non Una di Meno lotta quotidianamente nelle case e nelle strade di tutto il mondo per un futuro e un presente femminista, che non lasci nessun* indietro. Risponderemo come sempre a queste derive e a questi attacchi: con migliaia di voci, irriducibili alle norme di genere, arrabbiate e vitali, contro la reazione familista e fascista.

Giovedì 11 aprile, ci ritroviamo in piazza del Nettuno dalle 19».

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Incontro pubblico verso il corteo del 25 aprile

Ci vediamo martedì 16/4 dalle h18 a Vag61 per un momento di incontro, confronto e condivisione tra chi si è battuto e vuole battersi attivamente contro tutti i fascismi, contro il razzismo, il sessismo e lo sfruttamento.

Un incontro tra spazi sociali, collettivi, associazioni, sindacati conflittuali, realtà studentesche, soggettività che hanno attraversato le piazze delle mobilitazioni antifasciste e antirazziste, le piazze della marea transfemminista, le piazze dei territori che resistono alle opere inutili, le piazze per i porti aperti, le piazze delle/i lavoratrici che rivendicano diritti e tutele, le piazze che difendono il clima e l’ambiente.

Sarà anche l’occasione per distribuire volantini, locandine e manifesti del corteo.

Realtà antifasciste bolognesi verso il corteo del 25 aprile (h10 @ piazza dell’Unità)

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[Strasburgo] Condanne di militanti curdi per le proteste del 25 febbraio

Ancora indifferenza, ancora condanne…

STRASBURGO: CONDANNE DI MILITANTI CURDI PER I FATTI DEL 25 FEBBRAIO
di Gianni Sartori

Sono 17 (due donne e quindici uomini di età compresa tra i 19 e i 32 anni) i giovani curdi condannati il 4 aprile, dopo un’udienza di nove ore, dal tribunale di Strasburgo per i danneggiamenti al Consiglio d’Europa risalenti al 25 febbraio. Sette di loro comparivano in aula da detenuti.

Le condanne variano da un mese a un anno di detenzione. Le pene più pesanti riguardano il militante curdo ritenuto l’organizzatore della manifestazione (poi degenerata in disordini) e altri due per danneggiamenti e atti di violenza nei confronti della polizia. Uno soltanto degli imputati vive in Francia, tutti gli altri in Germania e quindi – dopo essere già stati rimessi in libertà – dovranno eventualmente scontare qui la loro pena. Inoltre dovranno indennizzare il Consiglio d’Europa (si parla di una cifra di 296.000 euro) e per due anni non potranno recarsi in Francia.

Sostanzialmente “un giudizio equilibrato” – hanno spiegato i loro avvocati Florence Dole e Sendegul Aras – in quanto la pena è inferiore a quanto richiesto dal pubblico ministero che aveva prospettato una condanna a 18 mesi.

Il 25 febbraio di quest’anno una quarantina di militanti curdi avevano danneggiato l’Agorà, un immobile del Consiglio d’Europa che ospita il CPT (Comitato europeo per la prevenzione della tortura). Organismo a cui i curdi rimproverano una eccessiva prudenza (eufemismo) in merito alla situazione di Abdullah Ocalan, il leader settantenne curdo segregato a Imrali dal 1999.

I danneggiamenti consistevano in alcuni vetri (blindati) infranti dalle sassate (sanpietrini) dei manifestanti.

Tutti loro hanno dichiarato di non aver preso parte all’iniziativa con l’intenzione di compiere danneggiamenti, ma per visitare i curdi che da dicembre sono in sciopero della fame davanti al Consiglio d’Europa e di aver voluto entrare all’Agorà per parlare con un rappresentante del CPT in quanto turbati dalle condizioni di salute degli scioperanti.

Gianni Sartori

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[CT] Arrestati cinque studenti antifascisti dopo una provocazione di «Assalto studentesco»

Per la magistratura ormai contrastare il razzismo e l’antisemitismo rientra nell’aggravante dei «motivi futili e abbietti» e lo squadrismo ha sempre ragione.

Così, venerdì 5 aprile a Catania cinque studenti delle scuole superiori appartenenti a diversi collettivi studenteschi sono stati prelevati dalle proprie abitazioni alle 6 di mattina per la notifica delle misure cautelari con obbligo di permanenza in casa agli arresti domiciliari e per uno di loro è stato disposto il trasferimento in una comunità per minori. I giovani antifascisti arrestati ora non possono ricevere visite, né telefonate, né andare a scuola.

L’accusa nei loro confronti è di aver preso parte a uno scontro fuori dalla scuola in cui è rimasto ferito un 18enne nostalgico di Mussolini e di Hitler appartenente al gruppo «Assalto studentesco» vicino a Forza Nuova. Avendo avuto la peggio, ha subito sporto denuncia con il solito vittimismo dei neofascisti e il magistrato ha applicato tutte le «aggravanti» del caso…

Oggi ormai è diventato normale che polizia, magistratura e neofascisti trovino sempre nuove linee di sinergia. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza agli studenti antifascisti arrestati!

Vedi anche il comunicato del Comitato di Solidarietà Popolare “Graziella Giuffrida”.

Fascisti, padroni e polizia: un amore senza fine!

Qualche settimana fa, di fronte a una scuola catanese, alcuni studenti rispondono alla provocazione di un gruppo di neofascisti. La rissa finisce con un fascista che deve farsi medicare all’ospedale. La stampa locale comincia una canea senza precedenti, parlando di atto gravissimo, inventando numeri incredibili, 30 contro 1, quando chi era presente racconta di uno scontro alla pari, si parla di lesioni gravi, ma il fascistello è in giro il giorno dopo, tranquillo, sorridente e integro. Leggi tutto qui.

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[BO] Intimidazione neonazista contro la Libreria delle Donne

Gridare il saluto nazista “Sieg Heil!” durante una cerimonia in ricordo della Repubblica di Salò non è, secondo i tribunali, un’istigazione all’odio e all’antisemitismo, ma una «manifestazione del pensiero costituzionalmente garantita» che non merita neppure una piccola multa…

Invece gettare un po’ di vernice rossa sul monumento di un re iniquo e feroce come Umberto I di Savoia non è affatto una «manifestazione del pensiero costituzionalmente garantita», non è nemmeno una performance artistica di action painting da apprezzare e salvaguardare, ma merita una bella multa di quasi 12.000 euro

Di fatto, Umberto I di Savoia premiò il generale Bava Beccaris per aver preso a cannonate le manifestazioni del maggio 1898 facendo 81 morti e 500 feriti… Così Bava Beccaris divenne Senatore del Regno d’Italia e finì poi per appoggiare Mussolini…

Insomma, tribunali e istituzioni mostrano ogni giorno da che parte stanno, in modo sempre più esplicito.

Così i neonazisti si sentono ben protetti e in giro per l’Italia aumentano ovunque provocazioni, intimidazioni e violenze con il beneplacito di questure e amministrazioni locali.

Accade anche a Bologna dove giovedì 11 aprile si terrà un convegno dell’estrema destra contro il progetto di legge regionale sull’omotransfobia.

E subito Forza Nuova si dà alle intimidazioni e alle minacce. «Libri Gender ne faremo falò», «Tutti nascono maschietti o femminucce», «Un bambino nasce solo da una mamma e un papà». Sono alcuni dei cartelli lasciati da militanti di Forza Nuova e dell’associazione Evita Peron sulla saracinesca della Libreria delle Donne di Bologna in vista di un evento che si è tenuto ieri sui libri per bambin* gender variant.

Che dire? È da anni che le istituzioni reprimono solo e sempre l’antagonismo sociale e si voltano dall’altra parte quando si tratta di razzisti, omofobi, neofascisti o di mafie.

Da anni, Bologna e l’Emilia-Romagna sono diventate «terra di ’ndrangheta», un’ampia area di riciclaggio di fiumi di denaro sporco e anche di spaccio mafioso di droghe pesanti e pericolose per controllare una società impoverita, inquieta e senza prospettive.

Ora, per garantire la «sicurezza» degli affari, lo Stato cerca di assicurare a razzisti e neonazisti la loro squadrista «manifestazione del pensiero costituzionalmente garantita»…

Ora e sempre resistenza!

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Sono già sette i militanti curdi che si sono tolti la vita per protesta

Dal 28 febbraio al 30 giugno alle Gallerie Estensi di Modena si terrà una mostra su Angelo Fortunato Formiggini, editore, antifascista, ebreo, che si diede la morte nel 1938 gettandosi dalla torre della Ghirlandina per protesta contro l’approvazione delle leggi razziali. Le istituzioni sono sempre molto brave a ricordare il passato, invece tutti tacciono quando si tratta degli orrori del presente. Sono già sette i prigionieri politici curdi che si sono tolti la vita per protesta…

Zülküf Gezen

Uğur Şakar

Ayten Beçet

Zehra Sağlam

Medya Cinar

Yonca Akici

Sirac Yuksek

SETTE MILITANTI CURDI HANNO GIÀ PERSO VOLONTARIAMENTE LA VITA PER PROTESTARE CONTRO L’ISOLAMENTO
di Gianni Sartori

Ormai sono sette. Sette in neanche quindici giorni.

Il 2 aprile un altro prigioniero politico si è tolto la vita. Ancora un’azione di protesta contro l’isolamento a cui viene sottoposto il leader curdo Ocalan. Continued…

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Una firma per la libertà d’espressione e contro le vili gogne mediatiche del fascismo strisciante

Nella sera di venerdì 29 marzo si è svolta a Padova una manifestazione di Forza Nuova. Immediatamente è stata organizzata una contromanifestazione che però, a differenza del corteo neofascista, non è stata autorizzata dalla Questura.

Il divieto, giustamente, non ha fermato le forze antifasciste, che hanno svolto comunque la contromanifestazione, mascherandosi tutte e tutti da “massaie” per irridere la visione della donna proposta da Forza Nuova, che sfilava davanti a striscioni con la scritta: “L’Italia ha bisogno di figli, non di aborti” – un chiaro attacco contro la legge 194 che dal 1978 consente l’interruzione volontaria di gravidanza.

La polizia ha caricato ingiustificatamente le/i manifestanti così farsescamente vestite/i, che avanzavano a mani alzate. Qui si può vedere un video dell’accaduto. Durante la carica le forze dell’ordine hanno fermato due ragazze, per poi portarle in Questura, identificarle e denunciarle per resistenza a pubblico ufficiale.

Sembrava che la vicenda si “limitasse” al favoreggiamento esplicito verso un movimento neofascista da parte degli organi di polizia, violenza gratuita contro manifestanti disarmati, nonché denuncia per due ragazze la cui unica colpa era di essere lì.

Invece, la mattina di domenica 31 marzo sul quotidiano “Il mattino” di Padova è comparso un articolo a firma del giornalista Enrico Ferro, in cui Maria, una delle due ragazze fermate e denunciate, veniva messa alla berlina perché contemporaneamente attiva nei centri sociali e insegnante di matematica in un liceo. Si è scatenata una gogna mediatica che non è ancora terminata. Proprio ieri si è espresso anche il Ministro dell’Inferno Matteo Salvini con un post sulla sua formidabile bacheca Facebook.

Diverse e diversi insegnanti hanno preparato una lettera di solidarietà che si può leggere e firmare a questo link. Invitiamo tutte e tutti a firmare e far circolare il documento il più possibile.

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Per ricordare Alex e Amanda morti nel rogo a Santa Caterina di Quarto il 3 aprile 2000

Si stanno raccogliendo le firme per dedicare il tratto di strada tra via Fiorini e la prima rotonda per Castenaso ad Alex e Amanda, due bambini uccisi il 3 aprile 2000 dalla miseria, dall’incuria e dall’indifferenza. Oggi sarebbero due ventenni.

Un evento presto rimosso dalla coscienza di Bologna, evento pesantemente annunciato dalla situazione di miseria, degrado e incuria che connotò il campo rom di Santa Caterina di Quarto.

Sorto con il parere negativo della Usl dell’epoca, scarsamente monitorato, ma non tanto scarsamente da non evidenziare la esistenza di gravi rischi tra cui quello elettrico e d’incendio che, infatti, portò al tragico rogo.

Molte delle baracche avevano il tetto in eternit, qualcuno donò la carcassa di un autobus coibentato in amianto come abitazione di fortuna… Si bruciavano rifiuti in stufe rudimentali per scaldarsi d’inverno…

Poi, dopo il rogo in cui morirono Alex e Amanda, i soliti interventi del “giorno dopo” e la solita grottesca commozione istituzionale…

Per firmare l’appello vedi sulla Bottega del Barbieri.

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