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[BO] ven 26 gen h.20: Rojava, una democrazia senza Stato @Vag61

VENERDÌ 26 GENNAIO 2018 alle ore 20 a Vag61, via Paolo Fabbri 110, Bologna:

Rojava. Una democrazia senza Stato
Presentazione e dibattito intorno al libro Rojava: una democrazia senza Stato, a cura di Dilar Dirik, David Levi Strauss, Michael Taussig, Peter Lamborn Wilson, Elèuthera 2017. Qui una recensione.

Iniziativa a cura di Vag61 e Nodo sociale antifascista

– ore 20: cena sociale

– ore 21: dibattito con Paolo “Pachino” (di ritorno dal Rojava) e Daniele Barbieri (redattore del blog labottegadelbarbieri.org)

Rifacendosi al confederalismo democratico elaborato dal leader curdo Abdullah Öcalan, detenuto in un carcere turco dal 1999, la popolazione del Rojava ha iniziato ad autogovernarsi attraverso una rete di assemblee e consigli in cui vengono decisi aspetti cruciali della vita sociale come l’autodifesa militare e l’amministrazione della giustizia. Questa visione non-statale dell’organizzazione sociale, fortemente influenzata dal municipalismo libertario di Murray Bookchin, si rivela rivoluzionaria anche per il contributo fondamentale delle donne, che partendo dalla critica della disparità uomo/donna sono arrivate a identificare nello Stato il principio organizzatore da abbattere.

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CasaPound fra social russi e vecchi arnesi

Minacce di morte. Insulti razzisti. E poi un fiume di materiale negazionista e apertamente antisemita. Foto di coltelli, passamontagna e richiami di guerra. È la rete dell’ultradestra, con social pronti ad accogliere tutti i «patrioti» espulsi da Twitter, Facebook o Google a causa di proclami violenti, stragisti, razzisti o/e neofascisti.

Lo spazio alternativo più noto è diffuso si chiama Vkontakte ed è gestito da San Pietroburgo. Considerato oggi il più usato in Ucraina e in Russia, il social network appartiene a una serie di imprese riconducibili a uomini vicinissimi a Putin, tra i quali il multimilionario russo Alisher Usmanov, proprietario dell’Arsenal. CasaPound, con i suoi 2288 follower, è sicuramente tra le organizzazioni politiche italiane più presenti. Più dettagli sulla «Stampa».

Intanto, fra una coltellata, un pestaggio e qualche intervista patinata per rotocalchi di moda, CasaPound pare voglia candidare a Bologna l’intramontabile e impresentabile Filippo Berselli (ex MSI, ex AN, ex PdL e berlusconiano di ferro…) tanto per farci vedere una faccia nuova e gggiovane…

Si sa, le elezioni sono quel triste momento dell’anno in cui, con la scusa della campagna elettorale, risalgono a galla i personaggi più maleodoranti, e i più odiosi partiti e partitini di destra fanno i loro sordidi banchetti xenofobi e securitari nel tentativo di prendere qualche voto in più e garantire sedie e carriere a figuri senza arte né parte.

Non che razzismo e autoritarismo siano solo a destra. Ad esempio, di recente il sindaco di Spinetoli Alessandro Luciani del PD ha sfilato con CasaPound e Lega Nord contro l’arrivo di 34 migranti. E la notte del 31 Dicembre, a Spinetoli, è stata data alle fiamme la palazzina destinata all’accoglienza di minori migranti.

Allo stesso modo, il sindaco di Porto San Giorgio Nicola Loira del PD ha chiuso la Stazione FS durante la notte perché quattro o cinque senza casa vi trovavano riparo. I neofascisti di CasaPound avevano fatto una ronda contro tale «degrado» dichiarando che «sarebbero tornati» se non fosse cambiata la situazione. Nella stazione non era successo niente. Nessun tipo di reato. Vedi al riguardo Il fascismo che viene

D’altra parte, sappiamo da tempo chi ha sdoganato Casa Pound

Ora e sempre resistenza!

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[GE] sab 3 feb h.15: corteo antifascista dopo l’ennesima aggressione di CasaPound

Di fronte all’ennesima aggressione squadrista per mano di militanti di CasaPound a Genova, la migliore solidarietà è quella di una risposta collettiva per le stesse strade che sono state teatro della violenza.

CORTEO ANTIFASCISTA

TORNIAMO NELLE STRADE PER CONTRASTARE LE POLITICHE FASCISTE DI GOVERNO E I NEOFASCISMI DILAGANTI

Mentre vengono chiuse le frontiere e costruiti lager in Libia, mentre lo sfruttamento diventa legge, mentre avanza la devastazione dei territori in nome del «progresso» e si chiudono gli spazi di libertà per chi non acconsente, Genova scende in piazza a gran voce per dire che la città che vogliamo è antirazzista, antisessista, anticapitalista, contro l’omofobia, solidale e accogliente.

COMBATTEREMO CON OGNI MEZZO NECESSARIO
LA REPRESSIONE NON CI FERMERÀ!

3 FEBBRAIO 2018 ★ h 15
Genova, Piazza De Ferrari

Vedi anche il Comunicato dell’Assemblea antifascista di Genova.

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Una mappa dell’odio neofascista

Se ne è accorta persino «Repubblica» che per tanti anni ha sempre spoliticizzato e sottovalutato ogni violenza dello squadrismo neofascista.

Ora, lo straordinario lavoro di documentazione di ECN Antifa cominciato sistematicamente nel 2005 diventa fruibile anche attraverso una mappa interattiva a disposizione di tutte e tutti per segnalare intimidazioni, minacce, attentati, violenze e aggressioni dell’estrema destra…

Proprio le reticenze e le rimozioni dei media ufficiali rendono importante che ognuno collabori segnalando tutti quegli episodi che resterebbero ignorati o tutt’al più confinati nei trafiletti della cronaca locale.

È evidente infatti che nell’ultimo anno c’è stata ovunque una crescita esponenziale di aggressioni ed episodi violenti.

Per contribuire a ECN Antifa la mail è: infoantifa at ecn punto org

Ora e sempre resistenza!

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Sull’assemblea in programma a Parma

AGGIORNAMENTO. Su Coordinamenta si legge un’articolata risposta di chi ha organizzato e partecipa all’assemblea del 19 gennaio prossimo a Parma. Ora, al netto dei toni polemici e delle inesattezze nel testo divulgato dalla rete #iostoconclaudia, continuiamo a ritenere che un’assemblea che non riesca a «diventare un momento di confronto a tutto campo è sempre una sconfitta e un impoverimento per tutte e tutti». Vedi anche Nicoletta Poidimani, Non Una Di Meno Parma e Abbatto i muri.

Riteniamo anche, più in generale, che nel movimento antifascista la questione del sessismo sia stata troppo spesso considerata secondaria o affrontata in modo superficiale. Ed è importante che non sia più così perché siamo antifascisti in quanto siamo antiautoritari, antisessisti, anticapitalisti e antirazzisti.

* * * * *

Organizzare un’assemblea e non farla diventare un momento di confronto a tutto campo è sempre una sconfitta e un impoverimento per tutte e tutti. Ma non si possono accettare rimozioni, reticenze o scorciatoie. Non porta da nessuna parte non avere chiarezza e determinazione nell’affrontare i problemi e non cercare di rendere protagonista chi subisce oppressione, sfruttamento o violenza. Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato. Vedi qui e anche qui e quiQui le precisazioni di Parma Antifascista 2.0.

le compagne e i compagni del Nodo

CI VUOLE UNA COMUNITÀ PER STUPRARE UNA DONNA.
SULL’ASSEMBLEA IN PROGRAMMA A PARMA.

Nel settembre del 2010 in via Testi a Parma dentro la sede della RAF (rete antifascista) un numero imprecisato di individui (da 4 a 6) ha preso parte attivamente e/o come spettatore ad uno stupro di gruppo ai danni di una ragazza, che da poco aveva compiuto diciotto anni. Lo stupro viene ripreso con un cellulare e il video prodotto gira per molto tempo tra decine e decine di persone fino a che nell’agosto del 2013 un ordigno rudimentale scoppia a pochi passi dalla sede di CasaPound a Parma e partono delle indagini che, come prevedibile, vanno a colpire il movimento antifascista e anarchico parmense e delle zone limitrofe. Continued…

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Contro CasaPound a volte basta poco…

A volte basta poco. A Cesena è bastata una scritta sul muro per far scoprire a un condominio che in quello stesso edificio, all’angolo tra via Albertini e via Verdoni, zitti zitti cercavano di aprire una sede di CasaPound e presto ci sarebbe stato un viavai di squadristi sguaiati e prepotenti. Così, intanto i neofascisti si sono buscati una diffida del condominio.

Invece, a Roma gli squadristi in gita ad Acca Larentia per la foto di gruppo si sono fatti riconoscere anche in una pizzeria tra urla, volgarità, spacconate e insolenze. Gli altri avventori hanno guardato la cosa con disgusto, ma anche con una pericolosa, schifata sufficienza.

Ma il neofascismo va preso sul serio perché sul serio minaccia, mena, discrimina, indottrina, accoltella, bastona e peggio. Non importano Hashtag o Photoshop, né social, né likes. Non vanno ridotti a uno sgradevole fenomeno di costume. Fossero pochi, sarebbero sempre troppi.

Ma a volte basta poco. Questa mattina a Bologna è bastato un contropresidio di una trentina di antifascisti/e per vanificare e far smobilitare un banchetto a sorpresa di CasaPound in Piazza Malpighi. Resistere è possibile se l’antifascismo diventa una pratica concreta e quotidiana!

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«Marie Claire» e la moda del neofascismo

Non ha destato alcuno scalpore né reazione istituzionale il fatto che un migliaio di militanti di CasaPound provenienti da tutt’Italia siano andati a fare il saluto romano nel luogo di un atipico duplice omicidio del 1978 compiuto con una mitraglietta Skorpion che era allora di proprietà di un ispettore di polizia…

D’altronde, la fine della legislatura ha messo la parola fine anche alla Legge Fiano che introduceva il nuovo reato di propaganda del regime fascista e nazista.

Invece, la rivista di moda «Marie Claire», tra un servizio sull’eleganza degli stivaletti rossi e un altro sul ritorno dei camperos, si cimenta con una maldestra réclame elettorale a favore del neofascismo in un articolo intitolato «Che cosa sai veramente delle donne di CasaPound?» di tal Davide Burchiellaro.

Le foto che corredano il servizio sono di Alberto Palladino detto «Zippo», militante di CasaPound, combattente nero nel Donbass e squadrista noto per aver guidato quindici camerati con caschi e spranghe contro tre attivisti che stavano distribuendo volantini.

Tra i vari ritratti oleografici dell’articolo c’è anche quello di Emmanuela Florino, nota fra i camerati come «la Ducessa», responsabile come dirigente di CasaPound Napoli di numerose aggressioni squadriste, di indottrinamento nazistoide e di progetti edificanti come «violentare una studentessa universitaria ebrea» e «dare fuoco a un’oreficeria di proprietà di un ebreo».

Ovviamente, la rivista patinata propone quadretti lusinghieri che potrebbero essere smentiti con una caterva di fatti anche recenti e recentissimi. Ma, si sa, i/le giornalisti/e oggi sono del tutto impermeabili al reale. Potrebbe distrarli/e dal loro lavoro. Così, secondo «Marie Claire» la neofascista tipo è una brava ragazza, aiuta il prossimo, crede negli ideali, ha ormai rinunciato alla violenza e le bandiere nazi sventolano indisturbate sulle felici città d’Italia.

Che dire? Questa continua campagna pubblicitaria su tivù e rotocalchi conferma un fatto risaputo: i neofascisti cercano di passare per ribelli e per idealisti, ma sono sovvenzionati, sostenuti e coccolati proprio dai padroni e dal potere economico… Nihil sub sole novi, niente di nuovo sotto il sole.

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[MO] Dalle trame nere alla Terra dei Padri

Oggi una parte dei ceti dirigenti europei vedono nel fascismo una soluzione credibile alla crisi economica e non a caso si allarga l’intreccio fra destre moderate, media, talk show, politicanti neofascisti e squadristi di strada con le spranghe in mano. E, di là dai discorsi d’occasione, vi è una generale acquiescenza e permeabilità della politica “di sinistra” verso la resistibile ascesa della propaganda nazifascista, razzista, revisionista, antisemita… Ora Modena Antifascista segnala che il circolo neofascista Terra dei Padri apre il 2018 con un intervento del neonazista Claudio Mutti e dello showman Diego Fusaro. Una metafora dei tempi attuali, sempre più cupi, sguaiati e violenti. Come scriveva la tredicenne Anna Frank il 20 giugno 1942, «la nostra libertà è dunque assai ridotta, ma si può ancora resistere»!

DALLE TRAME NERE A TERRA DEI PADRI – Chi è Claudio Mutti, ex braccio destro di Franco Freda, a Modena il 13 gennaio 2018.

Sabato 13 gennaio il “circolo” neofascista Terra dei Padri festeggia un anno dalla sua apertura: un anno in cui, come avevamo previsto e mai smesso di denunciare, si è distinto per aver reso Modena epicentro e luogo di ritrovo della galassia nazifascista regionale, un ruolo che la città ha sempre dimostrato di rifiutare con decisione.

A celebrare il “lieto evento” il ritorno di Diego Fusaro, il ridicolo “filosofo” rossobruno che sproloquia di Piano Kalergi nei salotti televisivi e si professa anticapitalista dal “soviet” di Courmayeur, e Claudio Mutti, una personalità poco conosciuta ma di primo piano nella galassia che si richiama alla storia, alle tesi e ai valori del neofascismo italiano, in particolare quello più legato alle influenze e suggestioni nazionalsocialiste e attivo negli anni ’70 dentro le trame nere della strategia della tensione: una figura che incarna perfettamente l’essenza di Terra dei Padri.

Ma chi è Claudio Mutti? Bastano poche ricerche per scoprirlo. Continued…

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Claudio Miccoli (1958-1978) poeta e ambientalista ucciso dai fascisti

Mentre ogni anno l’estrema destra commemora tutti i suoi quattro o cinque morti con saluti romani e gran vittimismo sui giornali, le decine e decine di attivisti di sinistra assassinati dai neofascisti risultano oggi quasi rimossi dalla memoria collettiva. Ecco una storia fra le tante, da Wikipedia via ECN antifa:

Claudio Miccoli (1958-1978) poeta e ambientalista vittima di violenza fascista

Claudio Miccoli (Napoli, 3 agosto 1958 – 6 ottobre 1978) è stato un poeta e ambientalista italiano, morto in seguito all’aggressione avvenuta ad opera di picchiatori neofascisti la sera del 30 settembre 1978 in Piazza Sannazaro a Napoli.

L’aggressione e la morte

La sera del 30 settembre 1978 Claudio Miccoli, consigliere regionale del WWF campano, si ritrovò ad assistere presso Piazza Sannazaro all’aggressione di un giovane militante comunista da parte di una squadra di neofascisti armati di bastoni. Assistendo allo scompiglio generato dall’aggressione, Miccoli cercò da solo di dirigersi verso un gruppo di quattro neofascisti cercando di riportarli alla ragione. Tuttavia egli fu immediatamente raggiunto da un colpo di bastone alla testa scagliato dal militante di estrema destra Ernesto Nonno, il quale poi infierì sul corpo di Miccoli caduto a terra esanime fracassandogli il cranio. La sera stessa Claudio Miccoli, trasportato in ospedale, entrò in coma. Morì il 6 ottobre 1978, dopo aver espresso la volontà di donare i propri organi.

Il processo e le condanne

Per l’assassinio di Claudio Miccoli furono fermati 9 imputati tra i neofascisti protagonisti della spedizione punitiva del 30 settembre 1978 a Piazza Sannazaro. Alla fine del processo, durato 30 mesi, furono effettivamente condannati l’autore materiale dell’assassinio, Ernesto Nonno (14 anni di carcere), e Pietro Romano (6 anni di carcere, condannato per concorso anomalo in omicidio volontario). Gli altri 7 imputati dell’aggressione fascista (Rosario Lasdica, Antonio Torre, Giancarlo De Marco, Guido Matacena, Davide Savino, Antonio Todaro, Antonio Appierto) nel frattempo avevano già scontato la pena o erano stati graziati.

Claudio Miccoli da giovane creò un fumetto che purtroppo non riuscì mai a finire. Grazie all’aiuto dell’Associazione Claudio Miccoli e alla Scuola Italiana di Comix, con i fondi della Chiesa Valdese, è stato finanziato un progetto per la realizzazione di un libro uscito nel 2017 «La più bella vittoria – Dieci storie di Nonviolenza… più una». All’interno di quest’ultimo è presente il fumetto creato dallo stesso Claudio Miccoli, oltre ad altri 10 fumetti dedicati ai maggiori esponenti della pace.

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[Cesena] dom 7 gen h.18: un comizio di Forza Nuova in centro?

Aggiornamento. Piazza Giovanni Paolo II non è stata concessa a Forza Nuova. Ma la provocazione dei neonazisti pare si terrà in un’ignota sala privata non in centro.

Nonostante il nuovo codice comunale antifascista per la concessione di spazi pubblici, domenica 7 gennaio è in programma un raduno neofascista in centro a Cesena. In Piazza Giovanni Paolo II, i neonazisti di Forza Nuova vorrebbero tenere un comizio alle ore 18 intitolato «Il male assoluto» per fare il solito vittimismo ipocrita a quarant’anni da Acca Larentia e raccogliere soldi per gli squadristi in carcere.

Infatti, per i forzanovisti il «male assoluto» sarebbe la presunta «oppressione antifascista» che li riguarda.

Ma la celebre formula del «male assoluto» è adoperata dai forzanovisti anche come implicita provocazione antisemita giacché fu inventata da Hannah Arendt per definire lo sterminio nazista di sei milioni di ebrei.

Per la Arendt ci sono orrori così enormi, atroci e indecifrabili che non possono essere commisurati ad altro:

«Quando l’impossibile è stato reso possibile, è diventato il male assoluto, impunibile e imperdonabile, che non poteva più essere compreso e spiegato coi malvagi motivi dell’interesse egoistico, dell’avidità, dell’invidia, del risentimento, della smania di potere, della vigliaccheria; e che quindi la collera non poteva vendicare, la carità sopportare, l’amicizia perdonare, la legge punire».

(H. Arendt, Le origini del totalitarismo, Torino, Einaudi, 2004, p. 628)

Non c’è dubbio invece che i misfatti di Forza Nuova siano spiegabilissimi con il risentimento, la smania di potere e la vigliaccheria.

Riteniamo che una manifestazione pubblica neofascista e antisemita sia un fatto da condannare e da contrastare!

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Piccoli stragisti crescono

A San Pietroburgo pare che l’attentato contro un supermercato che lo scorso 27 dicembre ha fatto 18 feriti sia stato compiuto da un neonazista russo 35enne, Dmitry Lukyanenko, membro del movimento esoterico e ultranazionalista «New Age».

A Sondrio, invece, la tentata strage dello scorso 11 dicembre nell’area pedonale di Piazza Garibaldi quando un’auto è piombata sulla gente investendo 4 persone è opera di un 27enne lombardo, Michele Bordoni, seguace italico dell’Ordine dei Templari. «Dovevo purificare il mondo», ha dichiarato.

Ma se non sono jihadisti i media non ne parlano e anche il leghista Umberto Bosco, sempre così loquace quando si tratta di bufale contro i mussulmani, ancora non ha messo in rete un suo comunicato contro la retorica buonista.

Nel 2016 un’accurata inchiesta del Royal United Services Institute for Defence and Security e dell’Università di Leiden ha dimostrato che in Europa lo stragismo dell’estrema destra è altrettanto pericoloso e anzi fa più vittime del terrorismo islamista.

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