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[BO] mar 25 apr: corteo antifascista da Piazza dell’Unità per la resistenza e l’autogestione

25 aprile: Resistenza e Autogestione
Corteo antifascista, ore 10, Piazza dell’Unità, Bologna

Dalla partecipata assemblea pubblica di mercoledì 5 aprile è emersa una chiara indicazione per l’indizione di un corteo antifascista molteplice e plurale che attraversi la città il 25 aprile.

Che il fascismo non solo non sia mai completamente scomparso dopo la Liberazione, ma che abbia ripreso forza e stia puntando in maniera famelica anche le nostre città, è un dato di fatto a cui nessuno e nessuna può sottrarsi. L’apertura di Terra dei Padri a Modena, l’intensificarsi di attività destrorse a Reggio Emilia e Imola, la sequela di maldestri quanto inquietanti tentativi di aggressioni e provocazioni a Bologna, hanno reso evidente come la lotta antifascista sia ancora oggi una necessità da cui non si può derogare.

Se da un lato ci si confronta con uno spettro reazionario che passa per razzismo diffuso, neo-nazionalismi identitari e cultura securitaria, l’altro lato della medaglia è quello del blocco di potere che detiene il governo nazionale e locale: il «partito della nazione» riesce contemporaneamente a riabilitare i criminali repubblichini e a fare picchetti ai sacrari partigiani, a sgomberare spazi antifascisti e a dichiararsi erede della Resistenza, a imprigionare i/le migranti e a definirsi contro il razzismo.

Il Decreto Minniti, emanato in queste settimane, aggrava ulteriormente l’attuale tendenza alla criminalizzazione diffusa della povertà e della protesta sociale. Sempre maggiore sorveglianza, controllo e repressione si concretizzano attraverso consolidati strumenti autoritari come il foglio di via e l’attribuzione di poteri di polizia ai sindaci.

Poteri che verranno utilizzati ancora una volta per reprime le insorgenze sociali come d’altronde abbiamo già visto accadere in questi ultimi mesi: sgomberi di occupazioni abitative e di realtà autogestite – non ultimo quello minacciato di XM24 – hanno costituito la cifra non solo del governo cittadino locale ma anche a livello nazionale.

Questura, Procura e Comune agiscono di concerto al fine di garantire le condizioni di un sempre maggiore e incondizionato sfruttamento: questo agire classista fa sì che da un lato le geografie urbane sono ridisegnate in favore di un modello basato sul consumo e l’esclusione sociale, e dall’altro vengono smantellati e privatizzati diritti e servizi essenziali (sanità, casa, scuola, trasporti, cultura, etc.) aumentando le disuguaglianze. Uno sfruttamento che si manifesta nella frammentazione e parcellizzazione del lavoro e nella sua oramai piena precarizzazione.

Questa ulteriore recrudescenza e rafforzamento di discorsi e dispositivi securitari colpisce più duramente chi vuole attraversare le frontiere: antifascismo deve voler dire quindi oggi anche antirazzismo, nella costruzione quotidiana di società meticce e solidali.

A fronte di tutto ciò è nostro compito opporre una resistenza plurale e unitaria che sappia porre le condizioni necessarie per rafforzare le pratiche diffuse di autogestione e conflitto sociale e quindi ribaltare completamente tale scenario.

L’antifascismo è una pratica concreta per la costruzione di un mondo diverso, basato sui principi di libertà e uguaglianza, realizzabile facendo riferimento a quei percorsi che in maniera orizzontale e trasversale mettono in discussione le dinamiche patriarcali di dominio e oppressione.

Il 25 aprile saremo in piazza dietro lo striscione «Autogestione e Resistenza» e daremo corpo in maniera visibile assieme a tutte le realtà antifasciste e resistenti dei territori bolognesi e regionali.

Martedì 25 aprile manifestazione: partenza da Piazza dell’Unità ore 10 e arrivo al Pratello, Bologna.

Realtà antifasciste

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[Cesena] ven 21 apr h.20.30: Siamo invasi?

Riceviamo e diffondiamo l’invito a un’interessante iniziativa che avrà luogo a Cesena venerdì prossimo:

VENERDÌ 21 APRILE

SIAMO INVASI?

La distanza tra i numeri e la rappresentazione mediatica del fenomeno migratorio. Ne parliamo con Andrea Staid, antropologo.

dalle 20.30 – CONFERENZA PUBBLICA
presso la sala di quartiere Oltresavio in piazza Anna Magnani 143 a Cesena

Qui la locandina dell’incontro.

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[Imola] Ricordare non basta!

Nell’anniversario della Liberazione di Imola del 14 aprile 1945, Imola Antifascista rilancia una serie di appuntamenti che vanno oltre le ricorrenze, perché non c’è modo migliore di ricordare l’antifascismo che praticarlo tutti i giorni!

Lunedì 17 aprile: Giornata antifascista a Monte Battaglia:

Per saperne di più vedi Brigata36 e l’evento facebook.

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Martedì 25/4
25 APRILE IN PIAZZA!
25 aprile in piazza con Imola Antifascista, non solo per ricordare la Liberazione ma per tenere viva l’attualità dell’antifascismo!
Alla mattina volantinaggio in piazza Gramsci a Imola
Dalle 10 corteo antifascista a Bologna «Resistenza & Autogestione», da Piazza dell’Unità al Pratello.
Finito il corteo e per tutta la giornata vi aspettiamo al Pratello R’esiste al banchetto di Imola Antifascista!

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Sabato 27 e domenica 28 maggio
2° FESTIVAL DI IMOLA ANTIFASCISTA
Si ritorna con la 2° edizione del Festival di Imola Antifascista!
Due giornate ricche di incontri, mostre, concerti, banchetti e tanto altro!
Tieniti libero/a, non puoi mancare!
Presto ulteriori info!

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Qui invece si può leggere il resoconto del vivace presidio antirazzista del 14 aprile contro la Lega Nord nella frazione di Fabbrica.

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[BO] Ven 21 apr: Contro i fascismi di ieri e di oggi

Nel giorno della liberazione di Bologna dai nazifascisti, Vag61 vuole ricordare la data del 21 aprile 1945 parlando delle odierne resistenze. Alle ore 18.30 dibattito sul decreto Minniti e le forme attuali di «fascismo istituzionale». Leggi tutto il programma della serata.

Sempre venerdì 21 aprile, nell’anniversario della Liberazione di Bologna dal nazifascismo, il Nodo sociale antifascista invita all’incontro «Dalla Spagna ’36 all’odierno Kurdistan turco. Storie di volontariato internazionalista» presso Senape vivaio urbano, via Santa Croce 10 (BO), alle ore 19:00.

Saranno con noi: Enrico Acciai, Università di Leeds, autore del libro Antifascismo, volontariato e guerra civile in Spagna. La Sezione italiana della Colonna Ascaso (Unicopli 2016) e Claudia Albanesi del Servizio Civile Internazionale. Coordina Jacopo Frey del Caso S.

Entrambe le serate di venerdì 21 si inseriscono all’interno del ciclo Resistenze e sono le ultime prima del corteo «Austogestione & Resistenza» promosso da numerose realtà antifasciste che martedì 25 aprile attraverserà la città. Appuntamento alle ore 10 presso piazza dell’Unità.

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1937-2017: a ottanta anni dai bombardamenti di Durango e Gernika

Come ha scritto Furio Jesi, la «cultura di destra» si fonda sempre su una qualche «religione della morte» e su una mitologia sacrificale e perciò stragista. A ottant’anni dai bombardamenti di Durango e di Guernika, quella violenza non è stata estirpata, ma resta ancora viva, in altre forme, nelle mitologie identitarie e nelle pratiche razziste dell’Europa di oggi.

1937-2017: A OTTANTA ANNI DAI BOMBARDAMENTI DI DURANGO E GERNIKA

di Gianni Sartori

Come ogni anno nel giorno di Pasqua migliaia di baschi parteciperanno all’Aberri Eguna (Giorno della Patria Basca) inalberando striscioni e ikurrinas (bandiere basche). Risale al 1964 la prima celebrazione dell’Aberri Eguna in Hegoalde (Paese basco sotto amministrazione spagnola) durante la dittatura franchista. Non casualmente si svolse a Gernika, la cittadina bombardata nell’aprile 1937, 80 anni fa. Mentre è ormai universalmente conosciuta la responsabilità dell’aviazione nazista, è meno noto che al mitragliamento partecipò anche l’aviazione italiana con i Savoia-Marchetti. Quasi sconosciuto poi il ruolo italiano nel bombardamento, propedeutico a quello di Gernika, di Durango (cittadina di Bizkaia) del 31 marzo 1937. Continued…

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Sul concetto di «sicurezza» e sull’uso politico della parola «degrado»

Giovedì 30 aprile la contestazione della Lega Nord a Imola (vedi Zic, Brigata 36 e Imola antifascista) è stata accompagnata da un volantino che riflette sull’uso politico manipolatorio di parole come «sicurezza» e «degrado», usate trasversalmente da forze politiche in apparenza contrapposte, ma in realtà sempre più simili fra loro nel promuovere paure, allarmi sociali e strette repressive al solo fine di raccogliere voti e istaurare un comodo, «decoroso» stato di polizia (vedi Carmilla e Contropiano).

Oggi in via Aspromonte le strumentalizzazioni della Lega Nord sono state nuovamente contestate!

NON CREARE DEGRADO: IL RAZZISMO BUTTALO NEGLI APPOSITI CONTENITORI, NON LASCIARLO PER LE STRADE!

Alcune riflessioni sul concetto di «sicurezza» e sull’uso politico della parola «degrado»

Maggiori «controlli e decoro» a favore di tutti; la sicurezza come un «nuovo bene pubblico», così viene descritto nelle proposte del pacchetto targato ministro Minniti (PD).

Tutti chi, ci chiediamo?

La sempre più evidenti strette repressive e securitarie targate PD e caldeggiate dall’altra sponda (Lega Nord) non fanno che riportarci alla solita riflessione: ordinanze locali e decreti nazionali non fanno che reprimere e tentare di nascondere condizioni di povertà o marginalità causate dalle politiche di precarizzazione dell’esistente (lavoro, casa, sanità e welfare).

Per risolvere i problemi delle aree metropolitane che si fa? Politiche sociali più incisive volte all’inclusione e al benessere comune? No certo, avanti con sanzioni, telecamere e allontanamenti per l’accattonaggio invasivo e per chi si prostituisce, daspo urbano e multe per gli spacciatori e chiunque danneggi il «decoro».

Il richiamo al decoro urbano è significativo: ciò che conta è che le città diventino pulite e asettiche vetrine di beni di consumo, percepite sicure e tranquille per il cittadino che spende, lavora, tace.

Avete notato come si moltiplicano i centri commerciali ultimamente mentre le città vengono «riqualificate»?

La cementificazione non è mai un problema?

Per chi ha memoria, le attuali derive legislative fascistoidi sono addirittura peggiori di quello emanate a suo tempo dal leghista Maroni. E intanto si scivola verso un sempre più «sottinteso» stato di polizia, per la sicurezza, di tutti.

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Franco Serantini, il sovversivo dimenticato

Il 7 maggio ricorre il 45° anniversario dell’assassinio di Franco Serantini per mano della polizia. Oggi, in tutto il mondo, le strutture del potere statale continuano ogni giorno a manganellare, inquinare, uccidere e insabbiare le verità scomode. Ricordare ogni nome, tramandare ogni storia è già una forma minima di resistenza all’oppressione e di presa di coscienza che lottare è possibile, cambiare necessario.

FRANCO SERANTINI, IL SOVVERSIVO DIMENTICATO
di Gianni Sartori

Facile profezia. Come altri anniversari, anche il 45° dell’assassinio di Franco Serantini, passerà inosservato, o quasi. In memoria del giovane anarchico massacrato dalla polizia a Pisa nel maggio 1972 Ivan della Mea (16 ottobre 1940-4 giugno del 2009) aveva scritto una canzone: «… da morto fai paura / scatta l’operazione, rapida sepoltura / È solo un orfano, fallo sparir / nessuno a chiederlo potrà venir...»). Continued…

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[BO] Troppe svastiche in città

Mentre a Bologna si prepara un raduno europeo di bande musicali neonaziste e neofasciste previsto per il 6 maggio e intitolato «White Kriminals Party» (vedi Radio Città del CapoRepubblica)…

intanto altre bande hanno imbrattato via Marsala con svastiche, DVX e scritte antisemite («Juden Raus») e la cosa non fa ovviamente notizia…

e invece secondo la preside di un liceo bolognese le svastiche sono «messaggi politici»

poi ci sono due coniugi ultracinquantenni che hanno imbrattato il portico di piazza Roosevelt con svastiche, scritte inneggianti al periodo fascista e contro neri e immigrati, ma per il «Resto del Carlino» è solo una storiella divertente…

Sono invece i sintomi inquietanti del fatto che la destra bolognese sta elevando il livello della propaganda razzista e white kriminal puntando su persone più fragili o marginali o ideologizzate.

Ora e sempre resistenza!

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[MO] San Cesario: lo strisciante fascisteggiare del consigliere sui social (e non solo)

Riceviamo e volentieri rilanciamo questa riflessione su un consigliere comunale di San Cesario di simpatie neofasciste. Qui trovate anche gli screenshot.

San Cesario: lo strisciante fascisteggiare del consigliere sui social (e non solo)

Anche il fascismo, come del resto tutto il mondo politico, ha subito mutazioni e trasformazioni negli ultimi decenni. Oramai non dobbiamo pensarlo solo come croci celtiche, svastiche, saluti romani e teste rasate. Oggi il fascismo è un problema anche culturale, sempre più intrinseco alla nostra società: il modo di pensare, di parlare, di relazionarsi con l’altro, di muoversi nella società. Da questo punto di vista pare evidente che la società modenese abbia cominciato ad essere permeata da forme di cultura fascista, razzista, xenofoba, discriminatoria. Non si contano più gli episodi di insulti razzisti, i quotidiani episodi di intolleranza nei confronti del «diverso», fino ad arrivare alle vere e proprie aggressioni (da quella in via Gallucci ai danni di un ragazzo «alternativo» o a quella di pochi giorni fa all’università di Bologna con tanto di coltelli).

In questo contesto di fascistizzazione strisciante anche la politica istituzionale fa la sua parte.

Ne è un esempio Francesco Sola, candidato a San Cesario sul Panaro (un piccolo paese della provincia di Modena) dentro un anonima lista civica di centrodestra e poi, una volta eletto consigliere, staccatosi da essa per crearne una propria. Alla faccia della trasparenza e della «novità politica» che millanta, notiamo come questo rampante giovane consigliere, appena ha fiutato la possibilità di far carriera politica giocando sulla pancia della gente, sulle legittime insicurezze e sulle paure attraverso un facile e becero razzismo, non ha esitato a cambiare velocemente casacca abbandonando l’«apartiticità» per accasarsi all’estrema destra.

Presentatosi come ambiguo appartenente alla categoria di «apartitico» e cavalcando il legittimo malcontento per l’amministrazione PD cittadina, ci è in realtà facile scoprire la sua vera collocazione politica attraverso una veloce ricerca sui social. Sappiamo quanto i neofascisti abbiano trovato un terreno fertile su queste piattaforme e le usino per sfogare pulsioni represse, ma troviamo sconcertante come una carica istituzionale possa incitare pubblicamente a dare fuoco, come «unica soluzione» (finale?), a delle persone unicamente per la propria etnia, perché rom; minacciare chi non è fascista (come lui?) «con manganello e olio di ricino»; intrattenere apertamente relazioni con militanti e dirigenti di Forza Nuova a livello regionale e nazionale; operare attivamente all’interno del circolo neofascista Terra dei Padri, alla cui inaugurazione era presente Mario Merlino, noto esponente della destra eversiva e stragista degli anni Settanta, applaudito e osannato dalla platea di cui il consigliere Sola faceva parte.

È possibile notare come questa figura cerchi di negare il becero razzismo di cui è portatore rivendicando un’iniziativa di integrazione con i profughi che hanno trovato sosta a San Cesario; iniziativa, tuttavia, rimasta isolata e a se stessa, in quanto di puro opportunismo politico per lavarsi l’immagine pubblica ammantata di xenofobia.

Non a caso siamo venuti a conoscenza di questo grottesco personaggio attraverso una trita e ridicola canea montata ad arte sul presunto «negazionismo» di un volantino di Rifondazione comunista sul giorno del ricordo: reo, questo volantino, di contestualizzare storicamente gli eventi correlati alle foibe e di riportare fatti documentati dalla ricerca storiografica e archivistica, in grado di ridimensionare la retorica nazionalista, vittimista e mistificatrice delle destre filofasciste.

Allora ci chiediamo come possa un consigliere comunale, eletto in un sistema che si dice democratico, accettare da un lato questo sistema traendone benefici di carriera politica, e dall’altro inneggiare e sostenere un modello che si rifà agli infami valori e pratiche del regime fascista, intrisi non solo di razzismo, xenofobia e discriminazione, ma di vera e propria violenza (fino a quando solo verbale?).

«Spesso sono i fatti a precedere le parole. Il più delle volte invece avviene il contrario. La parola diventa allora presagio di ciò che avverrà o che potrebbe avvenire. Per questo è importante vigilare anche sulle parole dette e quelle ascoltate, non sottovalutarne il peso cercando di leggere quale concretezza potranno assumere, in quale corpo potrebbero trovare forma; le parole che oggi seminiamo potrebbero diventare i fatti dentro i quali i nostri figli si vedranno costretti a scrivere la loro storia».

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[BO] mer 5 apr h.20: assemblea pubblica per costruire il corteo antifascista del 25 aprile

Mercoledì 5 aprile, ore 20: assemblea pubblica per la costruzione di un corteo delle realtà antifasciste cittadine e in regione nella giornata del 25 aprile

Che il fascismo non solo non sia mai completamente scomparso dopo la Liberazione, ma che abbia ripreso forza e stia puntando in maniera famelica anche le nostre città, è un dato di fatto a cui nessuno e nessuna può sottrarsi.

L’apertura di Terra dei Padri a Modena, l’intensificarsi di attività destrorse in luoghi storicamente «sicuri» come Reggio Emilia e Imola, infine la sequela di maldestri quanto inquietanti tentativi di aggressioni e provocazioni a Bologna, hanno altresì reso evidente come la lotta antifascista non sia più delegabile a certe singole realtà, a certi singoli e per singoli territori divisi a scompartimenti stagni.

Se da un lato ci si confronta con uno spettro reazionario che passa per razzismo diffuso, neo-nazionalismi identitari e cultura securitaria, l’altro lato della medaglia è quello del blocco di potere che detiene il governo nazionale e locale: il «partito della nazione» riesce contemporaneamente a riabilitare i criminali repubblichini e fare picchetti ai sacrari partigiani, a sgomberare spazi antifascisti e dichiararsi erede della Resistenza, a imprigionare i/le migranti e definirsi contro il razzismo.

L’antifascismo è una pratica quotidiana, costante e concreta che può svilupparsi e incarnarsi solo nelle pratiche e nelle riflessioni per un mondo diverso, basato sui principi di libertà e uguaglianza.

Per questo vogliamo costruire con tutte le realtà antifasciste, resistenti e libertarie dei territori bolognesi e regionali, un percorso che abbia nel corteo del 25 aprile un momento pubblico importante, dove dietro la tematica di «Autogestione e Resistenza», tutte e tutti possano esprimere assieme i loro percorsi.

Con questo obbiettivo, invitiamo tutte e tutti all’assemblea pubblica del 5 aprile per la chiamata del corteo del 25 aprile, alle ore 20 al FISH’N’ROLL di Via Santa Croce 16/d.

Realtà antifasciste di Bologna e della regione

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