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[Fano] Ancora Fusaro tra fascio-clericali e massoni

A quanto pare la propaganda nera in salsa Fusaro va ormai di gran moda fra clericali e massoni che rabbrividiscono di piacere per ogni “conciossiaché…” e “in guisa che…” del più farlocco maître à penser del momento. Riceviamo da “Malamente” e condividiamo la notizia di un suo passaggio per Fano…

La cultura delle caverne: un fascista clericale e un massone alla Memo di Fano?

La notizia è di qualche giorno fa, ma fino all’ultimo abbiamo sperato che si trattasse di una fake news. Purtroppo no. Domani pomeriggio nella preziosa MEMO – Mediateca Montanari di Fano, il sedicente filosofo, propagandatore di teorie clerico-fasciste, Diego Fusaro terrà la sua lezioncina sugli argomenti più cari al suo nuovo datore di lavoro: l’organizzazione neofascista CasaPound. Continued…

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[BO] Sab 3 nov h.15: Contro il decreto Salvini: assemblea pubblica delle e dei migranti

Riceviamo e condividiamo questa convocazione di un’assemblea pubblica di migranti e italiani contro il decreto Salvini che si terrà il 3 novembre alle ore 15 al Circolo Berneri di Porta S. Stefano. Per una prima presa di parola collettiva contro la deriva razzista e fascista!

Contro il decreto Salvini: assemblea delle e dei migranti

Siamo donne e uomini migranti che hanno deciso di combattere la paura di Salvini. Siamo uomini e donne che in questi anni hanno scioperato e lottato contro il ricatto del permesso di soggiorno per lavoro. Siamo migranti che negli scorsi mesi – a Modena, a Bologna e in tutta la regione – hanno manifestato e lottato contro la politica dei dinieghi, contro i provvedimenti che hanno limitato l’asilo e la protezione umanitaria, contro il ricatto dello sfruttamento e della povertà, i respingimenti in mare e rimpatri forzati.

Il ministro della paura sembra più forte di chi lo ha preceduto, ma è solo più aggressivo e crede di poter costruire la sua fortuna politica sulla nostra pelle. In realtà a lui dei migranti non gliene frega niente: Salvini è pericoloso perché indicando i migranti come nemico vuole fare paura anche agli italiani, dicendo che il problema siamo noi. Salvini minaccia i migranti perché vuole dare una punizione esemplare a chi non accetta le sue condizioni. L’unico modo per evitare che ciò accada è quello di organizzarci e alzare la voce: non dobbiamo farci dividere tra profughi e richiedenti asilo, migranti economici e stagionali, clandestini e regolari, ma dimostrare che esistono soltanto uomini e donne migranti che rifiutano quello che il razzismo del governo vuole imporre. Restare isolati e in silenzio non serve a niente.

Un ministro che minaccia ogni giorno i migranti, blocca le navi, dice che vuole mandare via tutti, può far paura. Ma se Salvini vuole dividerci e spaventarci per costruire sulla violenza nei confronti di alcuni la sicurezza misera di altri, noi rispondiamo dicendo che insieme non abbiamo paura perché sappiamo che la nostra libertà è la libertà di tutte e tutti. Per questo invitiamo tutte e tutti, migranti e italiani, a un’assemblea pubblica il 3 novembre alle 15 al Circolo Berneri (Porta S. Stefano).

Come raggiungere il Circolo Berneri dalla stazione dei treni: Prendere l’autobus 32 e scendere a Porta Santo Stefano.

Coordinamento migranti Bologna, ASAHI Modena, Ascad Senegal, Associazione Lavoratori Marocchini in Italia-جمعية العمال المغاربة بإيطاليا, Diaspora Ivoirienne d’Emilia-Romagna, Eritrea Democratica

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Sab 10 nov: manifestazione nazionale contro il governo, il razzismo e il decreto Salvini

Per quanto le politiche di questo governo siano in continuità con quelle del centrosinistra che lo ha preceduto, da qualche mese i rapporti di forza sui territori sono bruscamente mutati in peggio perché prima neofascisti e razzisti non si sentivano a loro agio, e ora invece sono diventati avanguardie del nuovo governo. Per questo appare necessaria e urgente una presa di parola collettiva contro la deriva razzista e fascista e il 10 novembre si sta preparando una manifestazione nazionale a Roma contro la conversione in legge del Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza, considerato un preoccupante attacco generalizzato ai diritti e alle libertà di tutti e tutte.

10 novembre: manifestazione nazionale
Uniti e solidali contro il governo, il razzismo e il decreto Salvini

È il momento di reagire, mobilitarsi e unirsi contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà di tutte e tutti. Leggi tutto su Melting Pot.

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[Ferrara] Quando un coro antifascista diventa minaccia lieve…

Attualmente l’uso fantasioso e vendicativo della legge contro l’antifascismo e l’antagonismo sociale rappresenta un luogo solo apparentemente marginale – e in realtà decisivo – della criminalizzazione del dissenso e del crescente disciplinamento autoritario che stiamo vivendo. Riceviamo e condividiamo questo appello di solidarietà.

APPELLO DI SOLIDARIETÀ AL COMITATO CAMBIAVENTO FERRARA

PER ADESIONI: laresistenzaeventi at gmail punto com oppure contattare le realtà firmatarie

Invitiamo le realtà ferraresi e del territorio a firmare l’appello di CambiaVento Ferrara, comitato di solidarietà nato dalla vicinanza di molte cittadine e cittadini che hanno deciso di sostenere le persone accusate da un esponente della Lega Nord ferrarese. Essere solidali significa essere con chi conduce battaglie e manifesta per evitare che la nostra società si perda in politiche di odio e disgregazione, in un clima da campagna elettorale permanente che sta allontanando sempre più la nostra attenzione dalla società che vogliamo.

Nello specifico l’accusa è di minaccia lieve (codice penale, competenza del giudice di pace) per aver eseguito un coro durante la manifestazione antifascista del 23 aprile 2017. Ne è risultato che un anno fa cinque attivisti/e del Centro Sociale La Resistenza, persone che studiano o precarie, si sono viste notificare indagini per minaccia lieve. Dopo alcuni mesi il giudice per le indagini preliminari ha poi chiesto il non luogo a procedere, ma l’esponente della Lega Nord si è opposto all’archiviazione sostenendo di sentirsi ancora minacciato.

Succede allora che la macchina processuale fissa l’udienza per il 28 novembre 2018 alle 11:00. Una volta respinta l’archiviazione, il Comitato CambiaVento ha dato vita a numerose iniziative per sostenere le spese legali, portando a conoscenza un caso che ha subito riscosso vicinanza e sostegno, perché chiunque abbia conosciuto questa storia ha provato rabbia e stupore nel porsi queste ed altre domande: “Mi piace manifestare il mio antifascismo oggi? Voglio mettere il mio impegno per una società migliore? Sono disposto a sostenere un procedimento penale per un coro durante un corteo? Questo caso è simile ad altri casi di repressione?”

Per questi motivi invitiamo le realtà solidali a costruire insieme ulteriori momenti di discussione e di mobilitazione. Le prossime iniziative del Comitato CambiaVento Ferrara saranno:

16 ottobre ore 19:30 Presentazione di “Stop al Panico!” Al Centro Sociale La Resistenza
30 ottobre iniziativa benefit per spese legali con live Sandro Joyeaux all’Arci Black Star

Prime adesioni
Centro Sociale “La Resistenza” Ferrara
A.R.C.I. Black Star Ferrara
Link Studenti Indipendenti Ferrara
Unione degli Studenti Ferrara
ASD Stella Rossa Ferrara
Non Una Di Meno Ferrara
Laboratorio Meticcio Ferrara
FEHH Underground Rap Festival
A.N.P.I. Cento
Associazione “Primo Moroni”
Nodo Giraffa
A.R.T.I. Area Ricerche Teatrali Indipendenti
F.I.O.M. Ferrara

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[BO] Un sabato di tranquillo antifascismo

Oggi il piovoso pomeriggio contro la presenza di Forza Nuova in città è cominciato con una partecipata assemblea pubblica di studenti antifascisti in Piazza Santo Stefano che per due ore hanno discusso del cupo presente dell’Italia e dell’Europa e della necessità di prepararsi a un avvenire di lotta e di impegno sociale.

Intanto, fin dalla mattina avevamo riempito Piazza San Domenico di piccoli volantini con slogan antirazzisti per chiarire ai neonazisti di Forza Nuova tutta la loro idiozia pseudoidentitaria. Era un modo per contestarli, visto che la Questura ha ormai l’abitudine di sequestrare le piazze concesse alle provocazioni dell’estrema destra con grate metalliche e con un ingente spiegamento di mezzi, idranti e agenti. Così Roberto Fiore ha potuto tenere il suo triste comizietto razzista solo a qualche decina di camerati in trasferta per sostenere che «la nostra civiltà è superiore in tutto e per tutto».

Non è difficile credersi superiori quando si sa poco o niente di altre culture. Fra l’altro, nel suo discorso pieno di spropositi esilaranti, Roberto Fiore ha palesamento confuso la «setta alawita» con il «wahhabismo» all’origine di alcune derive integraliste come l’ISIS. E ha sostenuto che il PD attuale si ispira al «trozkismo» e che il «matrimonio gay» sarebbe una «malattia». Tanto per dire il livello…

Contro l’iniziativa razzista di Forza Nuova, un corteo agile e comunicativo ha sfilato intorno a Piazza San Domenico dietro lo striscione «Bologna è antifascista». Fra slogan e interventi dal megafono, il collettivo Hobo ha giustamente denunciato il fatto che da un lato si blindano le piazze per dare la parola ai neofascisti e dall’altro il PD agita, ma solo a parole, una fuorviante retorica frontista. Non v’è dubbio infatti che le politiche autoritarie del PD abbiano aperto la strada all’egemonia della destra: governo dell’austerity, impoverimento, precarizzazione, potere delle banche, promozione del traffico d’armi, devastazione ambientale, sgomberi arresti e manganellate…

Nel mentre, l’assemblea nazionale di Non Una Di Meno è scesa in piazza a Porta San Donato per dar vita a un momento di gioiosa contestazione della lugubre ideologia neofascista.

Vedi anche Zic.

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[BO] sab 6 ott h.17.30: ancora Forza Nuova in Piazza San Domenico

Da qualche tempo tutti i neonazisti e neofascisti d’Italia vogliono farsi un giro a Bologna per quattro saluti romani e un «Boia chi molla». E adesso che il procuratore Giuseppe Amato ha stabilito che si tratta soltanto di «cattivo gusto», ecco che la Questura di Bologna organizza l’ennesimo giro turistico di Forza Nuova in Piazza San Domenico per sabato 6 ottobre alle ore 17.30 con comizio di Roberto Fiore contro la costruzione di una nuova moschea…

Che dire? Già il 16 febbraio migliaia e migliaia di persone hanno mostrato che per loro le manifestazioni neofasciste e neonaziste non sono «cattivo gusto», ma un insulto grave alla città e alla sua storia.

Peraltro è evidente che i neonazisti di Forza Nuova, ampiamente superati a destra da Salvini, se la passano davvero male.

Recentemente a Rimini hanno tenuto una «manifestazione nazionale» in duecento, tutti in jeans e camicia bianca, provenienti in prevalenza dal Veneto e dal Friuli. C’era Roberto Fiore con una panza sempre più grande e una retorica sempre più fiacca e ripetitiva. E c’era un clima di fanatismo identitario frustrato e insoddisfatto, tanto che anche il solito sventolìo di bandiere aveva un che di malinconico e di stanco. «Quando parla il Segretario, le bandiere vanno sventolate! Ve le ho portate per sventolarle, non per tenerle chiuse!…», ha urlato un dirigente prima che Roberto Fiore si mettesse a parlare.

È un fatto però che quando Forza Nuova cala su Bologna ci sia sempre qualche anonima intimidazione, qualche monumento antifascista vandalizzato, qualche aggressione, qualche attentato razzista come l’incendio al Centro di Cultura Islamica del 2009.

Invitiamo tutte e tutti alla vigilanza, alla resistenza e alla creatività antiautoritaria.

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Osservatori internazionali arrestati a Istanbul

Ogni giorno, fra il rumore della disinformazione permanente, trapelano le notizie di un mondo sempre più aggressivo e atroce. Negli ultimi quattro mesi 867 persone sono state lasciate morire nel Mediterraneo. Ad Atene pare che i neofascisti abbiano linciato Zak, 33 anni, attivista LGBTQ+. E in Turchia la repressione imperversa.

OSSERVATORE INTERNAZIONALE ITALIANO ARRESTATO A ISTANBUL

Stamattina, giovedì 4 ottobre, nel centro culturale IDIL di Istanbul – in due diverse retate della polizia turca – sono stati arrestati musicisti e militanti di sinistra. Tra loro anche Gianfranco Castellotti, uno degli italiani che presenziavano – in qualità di osservatori internazionali – alle udienze del processo ai membri di Group Yorum (gruppo musicale di sinistra da anni nel mirino della repressione). Gianfranco, compagno comunista di Massa, è noto per il suo decennale impegno antimperialista.

Gli altri arrestati, al momento trattenuti in una caserma di Istanbul, sono: Dilan Poyraz, Özgür Zafer Gültekin, Hasan Farsak, Irin Ayaz, Taylan Gültekin, Gönül Bozkurt.

Il processo – per direttissima – è previsto per domani, venerdì 5 ottobre.

Per quanto campata in aria, appare scontata l’accusa di “terrorismo”.

A Massa per sabato pomeriggio è previsto un presidio di solidarietà perché “la cultura non si può arrestare”.

Gianni Sartori

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[Ancona] sab 6 ott h.17: manifestazione contro la presenza di CasaPound in città

Ancona si mobilita contro l’apertura di una sede di CasaPound ed è stata indetta una manifestazione antifascista per sabato 6 ottobre con appuntamento alle ore 17.00 in Piazza del Crocifisso.

Nelle Marche, da almeno dieci anni i neofascisti hanno compiuto numerosi pestaggi, attentati e accoltellamenti: a Senigallia, Pesaro, Ascoli, Fabriano, Fano… Fino ad arrivare all’omicidio di Emmanuel Chidi a Fermo e alla tentata strage razzista a Macerata per mano di due neofascisti vicini alla Lega… Ma, accanto allo squadrismo e alle aggressioni, i neofascisti mirano ad accreditare sui media un’immagine posticcia di impegno solidaristico e patriottico per cercare consensi nei ceti popolari, diffondendo insieme vittimismo e razzismo, passività e violenza. Non sorprende che a promuovere e spalleggiare i neofascisti vi siano istituzioni, questure, giornalisti, politici e industriali.

Riceviamo via mastodon.bida e condividiamo una riflessione sulla manifestazione di sabato 6 ottobre.

Non chiedete allo Stato ciò che non può fare. – Comunicato stampa 3 ottobre 2018

Come anarchici e libertari consideriamo importante una mobilitazione antifascista ampia e partecipata ad Ancona, anche se alcune considerazioni vanno fatte.

Lo scorso febbraio una manifestazione nazionale a Macerata ha dato voce alla condanna della caccia all’africano messa in pratica da Traini, ma sognata da non pochi. Uno dei tanti episodi di razzismo veicolati dai media in larga parte, e dai partiti di governo – a fasi alterne. – Dal crescere di politiche di austerità e dai tagli al welfare.

Il crescere del consenso sociale attorno a rozze parole d’ordine fasciste è uno dei primi atti d’accusa nei confronti della trappola della povertà, in cui la sinistra di classe, antagonista e sociale da anni è stretta fra un liberismo vorace e le illusioni istituzionali. Se ha senso, ed ha senso, scendere in piazza oggi contro chi semina odio sostenuto da leggi e politiche di sfaldamento totale dei diritti conquistati nel tempo, bisogna però che questa azione sia condivisa da un fronte ampio di opposizione.

In poche parole: il fascismo si combatte scendendo in piazza contro i tagli al welfare, non facendo sentire soli i poveri in attesa per ore nel pronto soccorso o i migranti oggetto di ogni tipo di oltraggio.

Il fascismo si combatte lottando contro il lavoro precario e la restrizione delle libertà fatta di soldi spesi per telecamere e non per gli asili, poliziotti davanti alle scuole e non libri, banchi e sicurezza (sismica) dentro le scuole.

Il fascismo è omologazione, gerarchia e assenza del dissenso. L’antifascismo è lottare assieme fra diversi, per obiettivi utili alla crescita sociale e alla vita dei più fragili.

Queste nostre parole sono un programma politico ben preciso, su cui confrontarsi, in una regione che si sta impoverendo e dove gli affari degli amici degli amici, lo strapotere dei palazzi – e delle logge – farà aumentare e vincere i populismi.

Aspettare che le istituzioni di questo paese dimostrino il loro antifascismo è un lusso che poveri, lavoratori, pensionati e migranti non si possono più permettere.

Chi è antifascista deve farsi strumento organizzato, partecipato e condiviso di libertà, uguaglianza e solidarietà sociale.

Gruppo Anarchico “Kronstadt” (senza fissa dimora) – Ancona
F.A.I. – Federazione Anarchica Italiana
sez. “M. Bakunin” – Jesi
sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle
Alternativa Libertaria / FdCA
sez. “Silvia Francolini” – Fano/Pesaro

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Un allegro suicidio collettivo?

Oggi l’ambiente in cui viviamo sta mutando rapidamente e giunge a manipolare la percezione stessa di ciò che ci circonda, promuovendo una fascistizzazione della coscienza sociale e un mondo sempre più cupo, claustrofobico e devastato, povero di senso e di avvenire e anzi privo di prospettive e di speranze. È una questione su cui occorre riflettere se si vuole rendere efficace la lotta antifascista. Riceviamo e condividiamo una riflessione al riguardo.

MA QUESTA TERRA È ANCORA LA NOSTRA TERRA?
di Gianni Sartori

Forse perché – mio malgrado – osservatore privilegiato (vivendo in una delle regioni più cementificate del pianeta) tra le attuali forme di devastazione ambientale, vorrei segnalare come particolarmente deleteria la metastasi urbana. In particolare quella denominata “fabbrica diffusa” (modello veneto, capannoni e villette).

Il termine urban sprawl (“poltiglia urbana”: rende bene l’idea) è alquanto appropriato per indicare l’estendersi, il dilagare degli agglomerati urbani, in particolare lo “sviluppo a bassa densità, autodipendente”, ossia oltre il limite coperto da servizi e infrastrutture urbane. Negli Usa sembra essere diventato un vero e proprio “pilastro dell’organizzazione sociale, un elemento sostanziale e ineliminabile dell’american way of life”. Commentava impietosamente un ecologista: “Al di là di tutta la retorica che lo circonda, il sogno americano non consiste in nient’altro che in una villetta suburbana con una staccionata, due o tre auto e una vacanza all’anno”. Una casa, un prato (diserbanti e tosaerba), talvolta un albero per “credere di vivere in campagna”. Un modello sempre più diffuso, anche nelle numerose “villettopoli” del nostro Nord-est. Situazione resa possibile soltanto dall’uso quotidiano dell’auto (spesso un ingombrante Suv), indispensabile per ogni spostamento, dato che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di pendolari che lavorano in città. Scontate le conseguenze: aumentano strade e autostrade, aumenta l’inquinamento. Secondo calcoli effettuati negli Stati Uniti la casa unifamiliare (la “villetta”) suburbana richiede in media che siano asfaltati almeno dieci metri di strada ogni due famiglie. Ovviamente si moltiplicano anche i chilometri di linee telefoniche, fognature e condotte idriche. A spese di boschi, foreste, terreni agricoli. Negli Usa le aree urbane delle metropoli aumentano ad un ritmo che è doppio rispetto all’aumento della popolazione e lo sprawl fagocita ogni anno circa 4mila Kmq di terra destinandoli a scopo urbano (strade, case, parcheggi, centri commerciali…). Sul lungo periodo l’ambiguo “amore per la campagna e la natura” degli statunitensi comporta effetti devastanti: distrugge quella stessa natura che pretendo di “amare” e allarga enormemente le aree urbanizzate. Continued…

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Il procuratore De Gustibus

«Nessun reato, solo cattivo gusto», con questa tesi il procuratore Giuseppe Amato ha chiesto l’archiviazione per i saluti romani in Piazza Galvani durante un comizio di Forza Nuova contro il quale si erano mobilitate, con grande determinazione, migliaia di persone.

Giuseppe Amato è noto soprattutto come persecutore cavilloso di anarchici e antagonisti, ma pare alquanto disattento o poco reattivo contro mafie, affarismo e inquinamento ambientale, oltre ad essere un magistrato in odore di estrema destra.

Viene perciò da chiedersi se quel «cattivo gusto» non sia lo stesso con cui Giuseppe Amato chiamava ufficialmente «zecche» gli anarchici trentini…

Viene da chiedersi se sia lo stesso «cattivo gusto» con cui tentava di archiviare l’inchiesta sui mandanti della strage del 2 agosto 1980 garantendo lui, d’ufficio, lo «spontaneismo» degli assassini neofascisti…

O con cui applicava i suoi collaudati schemi persecutori agli studenti universitari in protesta ipotizzando addirittura una «associazione a delinquere»

Noi riteniamo che Giuseppe Amato abbia dimostrato più volte di essere in un conflitto di interessi tutto politico e che non sia né imparziale né adatto al ruolo che ricopre.

Vedi anche Zic.

Ora e sempre resistenza!

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