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[BO] Sarà una risata che li seppellirà!

Dinanzi alle reazioni sdegnate e altisonanti dell’amministrazione comunale di Bologna dopo la manifestazione antifascista del 18 ottobre, non siamo i soli ad aver percepito la comicità involontaria del sindaco Virginio Merola e delle burocrazie impettite e insipienti del centrosinistra.

Su Zic si leggono degli appunti lucidi e divertenti sulla manifestazione contro Visco e Forza Nuova. Con buona pace dei tromboni, a Bologna vi è infatti una piazza viva e promettente che sfida quella presunta e pretestuosa «contro le violenze» proposta da Merola. Che, quasi quasi, varrebbe la pena vedere.

Anche il TPO racconta una giornata ben diversa dai resoconti faziosi o grotteschi di chi è arroccato a difesa del privilegio e del profitto.

E sulle curiose piroette della storia si sofferma pure Valerio Evangelisti paragonando Enio Gnudi e l’attuale nulla in fascia tricolore.

Sarà una risata che li seppellirà!

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[TN] Aggressione neofascista a volto coperto

Secondo il sindaco Virginio Merola qualsiasi «opinione» è valida «in democrazia», anche l’apologia di fascismo, l’istigazione all’odio xenofobo, l’antisemitismo o la diffamazione di cui, del resto, politici sindaci e giornalisti fanno gran uso contro l’attivismo sociale.

Come se le «opinioni» non fossero la premessa di azioni. E nel caso di neonazisti e neofascisti queste azioni sono ben note per le tante aggressioni notturne, vandalismi, coltellate e altri atti di squadrismo che per lo più non fanno notizia. Ecco un esempio recente raccontato da chi l’ha vissuto:

[Trento] Aggrediti di notte da incappucciati

Siamo un gruppo di ragazze e ragazzi, studenti e lavoratori. La sera del 13 ottobre stavamo tornando a casa da una cena di compleanno in un’osteria del quartiere di Piedicastello. Sul cavalcavia di San Lorenzo siamo stati affiancanti da due macchine dalle quali sono scese sei/sette persone incappucciate che ci hanno aggredito in modo brutale e ingiustificato con pugni, calci, insulti e minacce di accoltellamento. Gli aggressori sono poi fuggiti in auto poco prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Abbiamo subito lesioni, alcuni ragazzi sono finiti in pronto soccorso, siamo tutti traumatizzati e sotto shock.

Dagli insulti ricevuti è deducibile che l’assalto sia stato compiuto in nome di presunte opposizioni politiche da militanti di estrema destra, ma ha colpito dei cittadini completamente estranei a dinamiche di violenza che perciò non hanno reagito, subendo increduli l’aggressione di questo violento gruppo di ragazzi dal volto coperto.

Non è possibile che tale azione passi inosservata e che venga archiviata dalla stampa locale come l’ennesima rissa tra fazioni politiche opposte. Ci teniamo a precisare che si è trattato di una violenta aggressione che per una sfortunata coincidenza ha avuto noi come obbiettivo, ma che avrebbe potuto colpire qualunque altra persona presente sul posto. Invitiamo dunque tutta la cittadinanza alla riflessione.

L’ingiustificata brutalità del gesto deve essere condannata in modo assoluto in una delle città più vivibili d’Italia e ci auguriamo che questi avvenimenti non si ripetano e che le persone autrici del fatto non vengano lasciate libere di continuare a seminare terrore e violenza.

Vi ringraziamo per la vostra attenzione. I cittadini aggrediti

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Appello urgente: Manifestazione globale contro ISIS – per Kobanê – per l’Umanità! 1 novembre ore 14

Data della Manifestazione Globale: 1 novembre 2014, ore 14.00

ISIS ha lanciato una pesante campagna militare su più fronti contro la regione kurda di Kobanê nel nord della Siria. Questo è il terzo violento attacco a Kobanê dal marzo 2014. Dato che ISIS non ha avuto successo nelle due precedenti occasioni, sta attaccando con forze maggiori e vuole prendere Kobanê. Leggi tutto su ReteKurdistan.

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Sabato 25 ottobre giornata di mobilitazione antifascista e antirazzista a Verona

Le reti antifasciste veronesi annunciano un nuovo dossier sulle violenze squadristiche e sulle connivenze con chi governa la città. Sabato 25 ottobre giornata di mobilitazione antifascista e antirazzista a Verona.

Giornata antifascista e antirazzista del 25 ottobre 2014 a Verona

Verona, il laboratorio fascio-leghista di Tosi (con dossier sulla violenza neofascista a Verona)

Adesioni:

Kollettivo Autonomo Antifascista Verona
Circolo Pink LGBTE Verona
Ross@ Verona
Partito dei Comunisti Italiani – Verona Vicenza Padova Parma
Rifondazione Comunista – Verona
Partito Comunista – Verona
Collettivo Gardesano Autonomo
Nuova Autonomia Udinese
Milk Center
Piccolo Circolo ARCI di Arte e Pensiero MAMAdanzateatro
Noi Restiamo
Federazione dei Comunisti Anarchici sezione Nord Est
Partito Comunista dei Lavoratori – Vicenza Venezia Trento
Circolo UAAR Verona
Associazione Lieviti
Arcilesbica Verona
RomeoinLove
Circolo LGBTQ Maurice – Torino
Arcigay Pianeta Urano Verona
Csoa Lambretta Milano
Csoa Magazzino 47 Brescia
Rete Antifascista Bresciana
Agedo Vicenza – Triveneto
Circolo Arci Brigitte Bardod
Sinistra Anticapitalista

Per info e adesioni: assemblea25ottobre at autoproduzioni punto net

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Dimissioni per il sindaco dei neonazisti!

Pare che non sia impossibile. Mentre a Bologna il sindaco Virginio Merola difende il «diritto costituzionale di manifestare» per i neonazisti di Forza Nuova e s’inventa «assalti premeditati alle forze dell’ordine» capovolgendo la verità dei fatti, in una città come Monza – dove da anni operano formazioni neofasciste come Lealtà Azione, Forza Nuova e Leone Crociato – il Consiglio comunale approva invece una mozione antifascista:

«Si impegna la Giunta e il Sindaco a:
·  Individuare le forme e le modalità più efficaci per impedire secondo tutti i propri mezzi che le organizzazioni neofasciste abbiano agibilità politica sul territorio cittadino, in particolare nell’ambito delle occupazioni di suolo pubblico con gazebo da parte di associazioni o partiti che non si riconoscono nei valori antifascisti della Costituzione.
·  Coordinarsi con il Prefetto affinché vi sia una più severa applicazione della legge n. 645 del 1952 (legge Scelba) e della legge n, 205 del 1993 (legge Mancino).
·  A promuovere, direttamente quando possibile, azioni legali in caso di violazione delle suddette leggi sul territorio comunale.
·  A farsi carico del mantenimento della memoria storica della Resistenza e delle origini antifasciste della Repubblica Italiana, con iniziative culturali in collaborazione con le scuole di ogni grado, e nei luoghi di aggregazione.
·  A sensibilizzare la cittadinanza monzese sui nuovi fascismi in particolare sul nostro territorio, con particolare attenzione alle fasce più giovani più esposte al fascino della mitologia neofascista».

Non vogliamo un sindaco come Virginio Merola che dà spazio a neofascisti e neonazisti e difende senza batter ciglio lo squadrismo legale della polizia!

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L’incidente lo vogliono loro. Con la necessaria resistenza di sabato e al fianco di Teo!

Noi abbiamo visto le pozze di sangue sul selciato dopo la prima, violentissima carica della polizia sabato scorso.

Noi abbiamo letto le cronache locali che, per mesi e mesi, hanno invocato «guerra» e «tolleranza zero» contro forme di lotta pacifiche e ragionevoli, incoraggiando la polizia a esercitare prevaricazioni e violenze.

Noi sappiamo che gran parte delle forze dell’ordine sono da anni vicine alla destra e all’estrema destra. Ieri erano i poliziotti assassini della Uno Bianca, erano i torturatori della Scuola Diaz e di Bolzaneto che ci facevano cantare «Faccetta nera», sono quelli che hanno ucciso di botte Federico Aldrovandi, Riccardo Rasman, Aldo Bianzino, Giuseppe Turrisi, Stefano Brunetti, Niki Aprile Gatti, Manuel Eliantonio, Giuseppe Uva, Stefano Frapporti, Francesco Mastrogiovanni, Simone La Penna, Bledar Vukaj, Stefano Cucchi e tanti altri…

Chi oggi a Bologna sta innalzando il livello dello scontro è la Questura e il sindaco Virginio Merola. Lo fanno perché ciò rende loro più facile gestire le emergenze sociali come questioni di ordine pubblico. Ed è anche un modo semplice ed efficace per isolare la protesta dal disagio diffuso.

Secondo questa logica cinica e violenta, la Questura ha autorizzato un corteo di Forza Nuova in centro città con neonazisti provenienti da tutto il Nord Italia. Quando il Questore accusa i movimenti sociali di «cercare l’incidente», non fa che imputare ad altri la sua misera strategia di normalizzazione.

Se il corteo non si fosse autodifeso in Piazza Cavour, avremmo subìto un’altra carica violenta e avremmo avuto soltanto altre teste rotte, senza che ciò facesse nemmeno notizia sulla stampa borghese.

Teo è un compagno che tutt* noi conosciamo e a cui va tutta la nostra solidarietà per il processo sommario che ha dovuto subire. Una solidarietà che si è espressa fin da subito sotto la Questura, domenica sotto il carcere della Dozza, e oggi davanti al Tribunale che, condannandolo, ha voluto dare un «esempio» solo per coprire la pessima gestione della piazza da parte della polizia e della Questura.

Di fronte alla violenza delle istituzioni, ci appare ridicola la figura di Virginio Merola che vorrebbe impartire lezioni su che cosa sia l’antifascismo senza aver mai detto nulla in passato sull’attivismo neofascista di CasaPound o sulle ricorrenti manifestazioni di neonazisti calati da Lombardia e Veneto per «riprendersi Bologna».

A Teo, agli e alle antifascist* ferit* la nostra vicinanza e solidarietà!

Non un passo indietro!

Nodo sociale antifascista

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[MI] Grande mobilitazione della Milano meticcia antifascista e antirazzista! #stopinvasione della #legaladrona

Grande mobilitazione della Milano antirazzista nel giorno del corteo xenofobo della Lega Nord che al posto delle 100.000 persone annunciate ha portato in piazza alcuni nostalgici e una triste parata nonostante la chiamata nazionale e la macchina organizzativa pagata con i soldi pubblici. Leggi tutto su Cs Cantiere 0.2.

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[BO] lun 20 ott h.10: presidio di solidarietà per l’immediata liberazione di Teo in P.za S. Domenico

BOLOGNA È LIBERA,TEO LIBERO!

Ieri è stata una grande e importante giornata per la Bologna antifascista, antirazzista, antisessista, anticapitalista. Oltre un migliaio di precar@, student@, lavoratori e migranti della città degna hanno dato vita a una lunga e intensa giornata di conflitto contro la presenza, a poche centinaia di metri di distanza, del governatore di Bankitalia Ignazio Visco e dei fascisti di Forza Nuova con il loro capo Roberto Fiore. È un’inaccettabile provocazione che la Bologna della memoria partigiana e la Bologna della strage del 2 agosto 1980 siano insultate dalla presenza di un piccolo gruppo neo-nazista.

Il corteo si è concentrato alle 14.30 in Piazza XX Settembre, per comunicare con la città i contenuti della manifestazione, iniziando con delle iniziative di rifiuto del Mos Maiorum, l’operazione di polizia europea contro i migranti. Poco dopo le 17 la manifestazione si è diretta in Via Castiglione, dove era prevista la lectio magistralis di Visco, tra i responsabili delle politiche di austerity e impoverimento di massa in accordo con la troika e la Bce. Invitato dal Mulino (casa editrice storicamente legata alla famiglia Prodi) e dall’Unibo dello sceriffo Dionigi, la sua lectio magistralis aveva come titolo «Perché i tempi stanno cambiando». Ma questa volta la lezione gliela abbiamo data noi, con un benvenuto fatto di determinazione, coraggio e vernice colorata. La polizia ha risposto con violente cariche, che hanno provocato diversi feriti tra i manifestanti. Il corteo è rimasto compatto, resistendo ai manganelli della celere e riprendendo il proprio percorso.

Dopo i padroni, ci siamo quindi diretti verso i loro servi, cioè i fascisti di Forza Nuova. Alle 19, orario previsto per il raduno di Forza Nuova in Piazza San Domenico, eravamo tutte e tutti lì davanti. In mezzo, a proteggere i fascisti, ancora una volta polizia e carabinieri. Per diversi minuti dal corteo fuochi d’artificio e materiali pirotecnici hanno illuminato la sera, per dire che a Bologna non c’è spazio per i fascisti. Per proteggere Forza Nuova, poliziotti e carabinieri hanno nuovamente caricato con brutale violenza, ferendo molti altri manifestanti e operando un fermo. Abbiamo concluso la manifestazione prima davanti a Palazzo d’Accursio (per indicare nel comportamento del sindaco Merola la responsabilità politica di aver concesso spazio a Forza Nuova) e infine davanti alla Questura, per rivendicare la libertà del compagno dichiarato nel frattempo in stato di arresto.

Ieri la Bologna degna ha dimostrato che l’antifascismo non si delega a nessuno, ma è una pratica che si esprime lottando quotidianamente contro l’austerity e il razzismo. Non è stata infatti solo un’importante iniziativa di conflitto, perché si inserisce in radicati percorsi di movimento e apre nuovi spazi di lotta. Ecco perché i tempi possono davvero cambiare.

Convochiamo per lunedì alle ore 10.00 in Piazza San Domenico un presidio di solidarietà per l’immediata liberazione di Teo e alle 11.30 una conferenza stampa per spiegare perché la Bologna antifascista non si processa.

Le compagne e i compagni di Bologna

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[BO] Sab18 h14.30 pza XX Settembre: corteo antifascista

Ci vediamo sabato 18/10 alle 14.30 in p.zza XX settembre.
Ci troverete dietro lo striscione antirazzista

Appello

Nuovo comunicato

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Comunicato di rilancio della manifestazione di sabato 18

Dal tracciato segnato dalla piazza del 5 ottobre, in cui Bologna ha cacciato con decisione le sentinelle in piedi e i fascisti di FN, una partecipata assemblea cittadina auto-convocata lancia la manifestazione di sabato 18 ottobre. In risposta alla annunciata presenza di Roberto Fiore e di quasi tutta la sua organizzazione al completo da un lato, e della presenza di Ignazio Visco dall’altro per un convegno, l’ambizione è la costruzione di un corteo che pratichi, dentro e oltre le date del 5 e del 18, un antifascismo non delegato e non di facciata, che conquisti diritti e la libertà di movimento fino in fondo. Libertà e diritti che riguardano anche i migranti oggetto di un’operazione di delazione e di rastrellamento, su scala europea, come quella di Mos Maiorum. Ci riprenderemo le piazze e le strade sino a dove sarà necessario, in maniera antifascista, antisessista e anticapitalista. L’austerity dei banchieri come Visco e della Troika, e la povertà che ne deriva, sono concatenati all’emersione delle varie forme di destre xenofobe, partitiche e non, in Italia, in Europa e nel mondo.

I contenuti che esprimeremo sabato saranno anche quelli del 16 ottobre, giornata di sciopero dei lavoratori del settore della logistica, verso la giornata di sciopero sociale del 14 novembre, e gli stessi che tutte le soggettività che hanno preso parte all’assemblea esprimono ogni giorno in questa città.

Ci vediamo il 18 ottobre, alle ore 14.30, in piazza XX settembre.
Per una Bologna libera, antifascista, antisessista, antirazzista, anticapitalista.

I compagni e le compagne di Bologna.

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