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[Roma] Dopo “il Trota” arriva “il Baccalà”

Dopo Renzo Bossi un altro celebre rampollo della classe dirigente scende in campo, ma senza scorciatoie. Manfredi Alemanno comincia da zero, ma proprio da zero. Leggi tutto su Contropiano.org.

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[Polonia] Via libera al logo di un partito nazi-omofobo

da Queerblog.it

Via libera al simbolo omofobo. In Polonia il tribunale ha concesso a un partito di estrema destra di utiizzare un simbolo elettorale anti-gay: il Partito della rinascita polacca (Narodowe Odrodzenie Polski, NOP) oltre alla classica croce celtica userà questo nuovo logo, in cui un simbolo di divieto copre il disegno di due omini stilizzati impegnati in un atto sessuale.

Le associazioni lgbt polacche hanno protestato con veemenza contro questa decisione e il deputato di opposizione Robert Biedron, uno dei pochi gay dichiarati in Parlamento, si è rivolo al ministro della Giustizia. Secondo Biedron, fondatore dell’ong “Campagna contro l’omofobia”, «questi simboli si richiamano direttamente alla tradizione di intolleranza fascista, neonazista e xenofoba».

Da parte sua il NOP canta vittoria e si prepara a diffondere il simbolo con lo slogan «Zaka Pedalowani» (qualcosa come «divieto di froceria»): dalle strade, però, il logo ora finirà anche sulle schede elettorali e contribuirà a peggiorare il clima di paura in cui vive la comunità lgbt polacca: due polacchi su tre si oppongono al Gay Pride, l’80% dice no al matrimonio gay e il 90% è contrario all’adozione per le coppie dello stesso sesso.

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[Cuneo] Giudice permette a CasaPound di costituirsi parte civile

Mentre, come al solito, i media di regime coccolano CasaPound dopo il ritrovamento a Napoli del solito armamentario d’ordinanza (30 mazze di legno, 50 tranci di cavi elettrici di oltre un metro, 30 bastoni di un metro e numerose bottiglie di vetro vuote), ops…

sabato 26 novembre il Tribunale di Cuneo – che forse non sa di far parte di una repubblica «nata dalla Resistenza» – ha accolto la richiesta fatta dai «fascisti del terzo millennio» di costituirsi parte civile (!?) nel processo a carico dei 19 antifascisti che il 26 febbraio scorso cercarono di impedire l’inaugurazione di una sede di CasaPound a Cuneo.

Tre antifascisti hanno patteggiato una condanna pari a un anno e cinque mesi di reclusione. Gli altri sedici sono stati rinviati a giudizio. La prossima fase del processo si terrà il 25 gennaio 2012.

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Gli «argomenti» dei fascisti (neo, post, terzo millennio, ecc.)

Ancora una volta la Questura di Bologna ha autorizzato un presidio xenofobo dei neonazisti di Forza Nuova il 26 novembre scorso in Piazza Galvani.

E ciò in barba al fatto che già nel dicembre 2008 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno che chiedeva al Ministro dell’interno «la messa fuorilegge del movimento politico Forza Nuova, per ricostruzione del partito fascista e per inottemperanza delle norme previste dalla legge Mancino, essendo stati diversi dirigenti e militanti di Forza Nuova più di una volta coinvolti in episodi di violenza razzista e fascista (a Bologna, a Rimini, a Verona e in altre italiane)».

Intanto, sempre il 26 novembre a Napoli l’«associazione culturale» CasaPound è scesa in piazza con un furgone contenente gli argomenti tipici dell’ideologia fascista: «Oltre 30 aderenti di CasaPound hanno tentato di impedire il controllo perché all’interno [del furgone] c’era un vero e proprio armamentario: 30 mazze di legno di lunghezza variabile tra i 50 e 60 cm, 50 tranci di cavi elettrici rivestiti di plastica di oltre un metro, 30 bastoni di plastica di un metro e numerose bottiglie di vetro vuote».

Anziché prendere una qualunque posizione sui camerati sempre in mezzo a spranghe tricolori, razzismo e slogan come «Boia chi molla» e «Sieg Heil», il (post?)fascista Galeazzo Bignami (figlio ed erede di un noto neofascista bolognese) chiede invece al Prefetto di vietare la Frocessione dell’8 dicembre: «Fermate la Frocessione! Offende la Chiesa e il Papa».

Resta il fatto che l’anticlericalismo è una delle più antiche tradizioni europee, floridissima già nel medioevo quando si recitava in piazza il Sanctum evangelium secundum marcas argenti (cioè il Vangelo secondo i marchi d’argento, per far capire a cosa miravano i preti… di allora), florida sempre in ogni angolo dell’Europa e a Bologna in particolare.

Dante mette un sacco di pontefici cattolici all’Inferno, uno o due in Purgatorio, nessuno in Paradiso, e rimprovera alla Chiesa di «puttaneggiar coi regi». Non parliamo poi del Decameron di Boccaccio, dove preti, frati, suore, abati e abbadesse derubano i poveri, s’ingozzano di cibo e di vino e praticano, talvolta con l’inganno, tutte le forme della sessualità…

Se fosse conseguente, il (post?)fascista Galeazzo Bignami dovrebbe chiedere alle autorità di togliere dalle biblioteche comunali Dante, Boccaccio, Machiavelli e tutti quei numerosissimi autori che commettono vilipendio e costituiscono, come dice Galeazzo Bignami, «un’ignobile provocazione rivolta alla Città di Bologna, alla Comunità Cattolica e a tutti i bolognesi».

Per tutti gli antifascisti residenti in città la sola «ignobile provocazione» è che le cronache locali continuino a dar risalto alle miserabili trame di un politicante pleonastico, noto solo per battaglie strampalate, proposte oziose, interpellanze cavillose, insinuazioni pretestuose, carte vane.

Depressione pre-natalizia? L’8 dicembre c’è la Frocessione!

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Feticismi neri in Romagna

Mentre a Cesenatico La Destra ha ritrovato i bronzi di… Storace («due bellissimi [sic!] busti di bronzo, uno di Benito Mussolini e l’altro del Re Vittorio Emanuele») e vorrebbe collocarli addirittura nella biblioteca comunale…

ecco che a Predappio l’amministrazione comunale organizza una discutibile mostra nella «Casa natale del Duce», ove sono stati appena restaurati «alcuni arredi dell’abitazione in cui Benito Mussolini è cresciuto».

Al riguardo, basti riportare la dichiarazione rilasciata alla «Voce della Romagna» da Maurizio Viroli, docente di teoria politica all’Università di Princeton:

«I neofascisti non hanno bisogno di altri luoghi per radunarsi e per esprimere le loro idee che offendono la costituzione e la coscienza degli uomini liberi. Non vedo nessuna ragione di restaurare arredi in quella casa, che ricorda una storia che invece ci dobbiamo scordare».

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[BO] Forza Nuova in Piazza Galvani domani 26 novembre

Vietata piazza della Mercanzia ai manifestanti di Forza Nuova per un volantinaggio xenofobo contro la politica locale sugli immigrati. I forzanovisti sono stati relegati dalla Mercanzia in piazza Galvani: «Ci hanno detto per motivi di ordine pubblico, ma noi a differenza di altri non abbiamo mai creato problemi».

Problemi no, ma anche a Bologna svariate violenze gratuite sono riconducibili a militanti del partitino neonazista, come quando – proprio in Piazza della Mercanzia – il responsabile provinciale dei giovani di Forza Nuova capeggiò un violento pestaggio contro alcuni studenti e studentesse dal presunto look alternativo, ferendone gravemente due, uno dei quali operato d’urgenza per le fratture al volto.

Così, tra menzogne e travestimenti da scolaretti, i neonazisti felsinei si lamentano con i giornali:

«Avevamo dato comunicazione già da un paio di settimane al comune, ci è stata vietata dalla questura adducendo come motivo fantomatici problemi logistici e di traffico. Vogliamo far notare che circa un mese fa abbiamo svolto con successo una manifestazione analoga nello stesso posto e nessun problema né di ordine pubblico né di traffico si era creato»

(hanno infatti atteso il 15 ottobre – quando tantissimi antifascisti erano in manifestazione a Roma – per diffondere il loro verbo xenofobo…)

Così ha dichiarato il rasatissimo Fiorenzo Consoli, portavoce di Forza Nuova Bologna:

«In questa città chi vuole fare politica in maniera corretta e rispettosa delle leggi viene discriminato per l’ennesima volta. Forza Nuova comunque scenderà in piazza ribellandosi a queste ennesime ingiustizie. Dietro la decisione di dirottare la nostra iniziativa da piazza delle Mercanzie a piazza Galvani, che si traduce in una visibilità assai ridotta per il flusso pedonale molto differente nelle due aree, fa nascere il sospetto che ci sia dietro l’ostilità del sindaco Merola nei nostri confronti. D’altronde già in campagna elettorale non ha fatto mistero della sua ‘antipatia’ nei nostri confronti tacciandoci di razzismo».

Forse a Bologna l’ostilità ai neonazisti di FN è un bel po’ più diffusa.

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[Germania] Omicidi del kebab: terzo arresto sfiora partito di estrema destra

In Germania, l’indagine sugli omicidi del kebab sfiora adesso il partito nazionaldemocratico tedesco (NPD), omologo e alleato di Forza nuova. Un presunto complice della cellula neonazista responsabile di una decina di vittime, fra cui nove turchi, è – guarda caso – il fratello di uno dei capi dell’organizzazione giovanile del NPD.

Ma la violenza nazifascista e/o identitaria è possibile in Europa per la tolleranza delle istituzioni e per la consueta minimizzazione e spoliticizzazione operata da tivù, politica e giornali: «I ministri dell’Interno confederale e regionale in Germania hanno corretto e addolcito le statistiche sui crimini – denuncia Memet Kılıç, deputato tedesco di origini turche – E le minacce di razzismo e i crimini razzisti sono stati registrati come insulti o controversie».

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[Parma] CasaPound attacca i partigiani

Un giornaletto distribuito agli studenti, la Resistenza liquidata come “raffiche di mitra, violenze e stupri”. Riecco CasaPound, i “fascisti del terzo millennio”. Dopo la presentazione del libro Nessun Dolore, lo scorso 8 aprile nel quartiere Cittadella militarizzato, il gruppo d’ultradestra torna sulla scena con un attacco alla Lotta di liberazione e all’Anpi in una città già attraversata dalle polemiche per la targa alla RSI posta al cimitero. Vedi Repubblica Parma.

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[Bologna] Grazie, Iqbal: nessuna sala pubblica a CasaPound

da Zic

A fronte della denuncia pubblica e della mobilitazione degli antifascisti, in presidio il 19 novembre dalle 10 di mattina in via Battindarno contro l’iniziativa che i “fascisti del terzo millennio” avevano in programma alla sala del Quartiere Reno, a battere un colpo è il Sindaco, chiamato in causa direttamente da una nota diffusa ieri dal Circolo Iqbal Masih che ricordava come Merola, in campagna elettorale, si fosse schierato contro la concessione di spazi comunali ai neofascisti. Continued…

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Parole e misfatti

A Salerno CasaPound replica uno dei suoi consunti numeri post-ideologici: la conferenza in omaggio a Ernesto «Che» Guevara, il quale però da ragazzo militava in una risoluta organizzazione antifascista come la Juventud de Acción Argentina. È la solita mossa stantìa per far notizia e passare da «creativi»: vedi 1, 2.

Intanto, in Grecia sta destando scalpore l’entrata nel governo di alcuni esponenti di un partitino di estrema destra fondato da un ex colonnello golpista. C’è chi si chiede se siano più importanti «i conti e le politiche rigoriste dettate da Bruxelles o i principi di uno stato democratico che ripudia la dittatura e i suoi eredi». Invece in Italia il problema pare superato, dopo quasi un ventennio di postfascisti, piduisti e razzisti al potere…

In Germania si è scoperto che, fra il 2000 e il 2006, tre terroristi di estrema destra hanno ucciso turchi e greci colpevoli di vendere kebab. I tre vivevano a Zwickau in Sassonia e facevano parte del gruppo «Underground nazionalsocialista», che aveva come motto lo slogan «Fatti al posto delle parole». I «fatti» erano però omicidi e, grazie alla scoperta del gruppo, si stanno per chiarire una decina di delitti. Tra questi la maggior parte ha coinvolto immigrati turchi che vendevano kebab, simbolo della Germania multiculturale: vedi 1, 2. Invece in Italia il problema del kebab pare assolutamente bipartisan.

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