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[BO] Pasquino in guerra senza arte né parte, ovvero… pasquinate a CasaPound

«Mi hanno proposto di andare a discutere ed io ho accettato di andare a discutere. Lei pensa che debba fare la guerra?». Con queste parole Gianfranco Pasquino, professore di Scienza Politica all’Università di Bologna ed ex candidato sindaco nel 2009, ha confermato a Radio Città del Capo che il prossimo 23 ottobre prenderà parte a un dibattito organizzato da CasaPound alla Sala dell’Angelo, assieme al deputato finiano Enzo Raisi e ad Adriano Scianca, responsabile culturale dell’associazione neofascista.

Con la solita spregiudicatezza opportunistica e duttilità tattica del fascismo storico, CasaPound si autoproclama «estremo centro alto» e si presta intanto ad ogni bisogna che possa aprirle qualche spiraglio di credito istituzionale, cioè qualche appoggio nella deprecata «partitocrazia», candidandosi dove può per ogni possibile funzione di sottogoverno. Così, dopo che per mesi e anni i neofascisti hanno riempito i loro forum di messaggi di scherno sul «rinnegato» Fini, adesso fanno i maggiordomi per gli abboccamenti tra il centrosinistra bolognese e i finiani.

Oggi ormai l’ideologia bipartisan si sta trasformando in ideologia nopartisan: non importa di cosa e con chi si discute, basta discutere, parlare, chiacchierare, coprire con le parole il vuoto e l’orrore dell’attualità, lavarsi la coscienza gli uni con gli altri del colossale fallimento di un’intera classe dirigente: politica, imprenditoriale, intellettuale, accademica. Ed è giusto che il cerimoniere adatto alla circostanza sia oggi riassunto nella demagogica formula del «né rossi né neri ma liberi pensieri» dei «fascisti del terzo millennio». Una formula, in fondo, che piace a tutto l’arco politico istituzionale.

È sempre lo stesso disco suonato dopo il 1989, come qualcuno ricordava già nel ’97: «Ora, con il definirsi di uno spazio “al di là” della distinzione destra/sinistra, nell’incontro tra “personalità creative” provenienti dall’uno e dall’altro campo, si procede alla costituzione di un nuovo “centro libero dalle ideologie”: “Oggi – asserisce Antie Vollmer su Der Spiegel nel 1993 – ci sarebbe seriamente bisogno degli intellettuali per predisporre un nuovo consenso sociale”. Il gesto “ribelle” della trasgressione delle “vecchie appartenenze” prepara una nuova normatività».

Noi pensiamo che Gianfranco Pasquino la stia già facendo la sua guerra. Una guerra del vuoto, dell’irresponsabilità, della smemoratezza. Una guerra implicitamente solidale con tutti i «fascisti del terzo millennio» d’Europa: quelli che ieri a Belgrado hanno tirato molotov e sassi al grido di «A morte i gay», quelli che pestano o accoltellano chi non è come loro, quelli che manipolano la memoria civile con le fandonie del revisionismo, quelli che intitolano strade ad Adolf Hitler (che creativi!), quelli che a Milano hanno cercato di assalire gli studenti del Liceo Manzoni, quelli che a Roma hanno cercato di fermare la protesta contro la riforma Gelmini…

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3 Responses

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  1. Arrmando Rossi says

    Vorrei precisare che quelli che il commento di Riccardo Lenzi cerca di schernire e provocare chiamandoli “ribelli” tra virgolette, si sono dati da fare abbastanza contro le “grandi opere” della massoneria, in particolare contro i tentativi di depistare le responsabilità degli esecutori e dei mandanti della strage della stazione di Bologna.
    Tentativi avviati in primis dalla loggia massonica P2 di Licio Gelli (alla quale – detto per inciso -l’attuale presidente del consiglio Silvio Berlusconi, si era affiliato il 26 gennaio 1978: con la tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625) .

    Questi e queste ribelli hanno sempre avuto rispetto dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto ’80, ma nessun riguardo per i rappresentanti del governo di “centro” destra, alleato organico dei fascisti veri e propri, e colluso con i tentativi di depistaggio, rappresentanti che sono stati spesso oggetto di contestazioni popolari (scomode anche per il centrosinistra locale…) .

    E poi, suvvia! Non siamo noi, ma la sciagurata adesione di Pasquino a offrire visibilità mediatica a CasaPound!
    E sui media passa la notizia dell’incontro di Pasquino con CasaPound (in compagnia del il finiano Raisi , mentre viene mantenuto un rigido SILENZIO STAMPA sulle prese di posizione di che disapprova questa ennesima grottesca celebrazione bipartisan. Altro che inquisizione! E’ chi critica ad essere censurato.
    Per finire: ci si perdoni, ma non ci risulta che la presentazione di un libro con Cevenini o qualsiasi altro esponente del Pd costituisca una garanzia di affidabilità politica sul terreno dell’antifascismo, sepolto ormai da decenni a partire dal famigerato discorso di Luciano Violante sui “ragazzi si Salò”.
    E’ a questi “ragazzi” che noi – riserviamo le virgolette!
    Peccato che ci sia chi si prende gratuitamente il lusso di cercare di appiopparle a noi.
    Del resto, non ci risulta che il centrosinistra e i suoi fan abbiano l’autorità di dare patenti di ribellione.

    Rispettare le pasquinate e non chi le critica è un atteggiamento che si qualifica da solo.
    E, almeno per me, non merita ulteriori commenti.

  2. Riccardo Lenzi says

    La sostanza non è nell’aver accettato l’invito di casa Pound, ma in quello che Gianfranco Pasquino dirà in quella sede. Personalmente non avrei accettato quell’invito – evito di frequentare i dipendenti e i simpatizzanti di Berlusconi – ma, conoscendo Pasquino, mi sembra del tutto pretestuosa l’accusa di essere “implicitamente solidale” con i nazifascisti.
    Peraltro Pasquino, di recente, ha presentato un suo libro insieme a Cevenini, che non è un bolscevico ma, fino a prova contraria, non è nemmeno il candidato di Fini… e allora? Tanto rumore per nulla.
    Ho l’impressione che qualcuno scambi l’antifascismo – che è una cosa seria – per una specie di inquisizione laica.
    Considerare un problema i comportamenti di Pasquino (professore di Scienza politica che, per mestiere, deve conoscere e frequentare tutti coloro che si occupano di politica), dimenticandosi – per esempio – che l’anno scorso la Provincia di Bologna ha patrocinato un’iniziativa pubblica del Grande Oriente d’Italia, nel silenzio assordante di tanti “ribelli” bolognesi, mi sembra, nella migliore delle ipotesi, un segno di immaturità.
    Chi ha fatto e chi continua fare più danni ai bolognesi?
    La massoneria o i quattro sfigati di casa Pound (neofascisti mascherati da qualunquisti, ai quali si continua a fare un favore parlando di loro)???

  3. antifa says

    Ma dove vive Pasquino? Non sa niente di cose come questa?
    Non è una notizia dei Lotta Continua, ma del Messaggero, non è 40 anni fa ma di maggio di quest’anno!

    ROMA (7 maggio) – «Quelli che ci attaccano sono infami come i loro nonni partigiani, il nostro cammino sarà la loro distruzione». Sono le parole di Francesco Polacchi, 24 anni, uno tra i leader di Blocco Studentesco, il movimento di destra vicino a Casa Pound che stamattina era in sit-in a Roma, in piazza della Repubblica.

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