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Siamo tutti infiltrati!

Di fronte a fenomeni materiali, sociali o economici che risultano “sgraditi” al potere, la paranoia autoritaria ricorre da sempre alla facile spiegazione del “complotto”. Lo hanno fatto tragicamente i nazifascisti incolpando gli “ebrei” per la crisi economica degli anni Trenta. Lo ha fatto di recente questo governo ignobile denunciando un “complotto internazionale” contro l’Italia: Pompei crolla, la spazzatura trabocca, Finmeccanica è sotto inchiesta per corruzione, piove troppo, smottamenti, Wikileaks, le cariche contro gli studenti sul “New York Times”… Ci sarà certo un “grande vecchio” che tira le fila, una Spectre, una sinistra congiura!

Ma quello che fanno i capi, i servitori cercano umilmente di replicarlo più in piccolo. Ecco il “Corriere di Bologna” che, di fronte a oltre 10.000 studenti che sotto la pioggia occupano una delle più trafficate autostrade italiane, l’A1, si sofferma preoccupato su 20 studenti “infiltrati”, «Quei venti “tutti neri” in missione dall’Aula C», colpevoli di rivendicare «l’antifascismo militante, la lotta contro i centri di identificazione ed espulsione, la campagna di solidarietà ai compagni greci in rivolta e l’avversione contro le divise blu».

Lasciamo perdere le menzogne dei faziosissimi editoriali pro Gelmini del “Corriere della Sera”. Lasciamo perdere che il “Corriere di Bologna” non ha mai dato spazio adeguato nemmeno alle pacatissime ragioni dei ricercatori che protestavano (diversamente, ad esempio, dal “Corriere del Veneto”). Lasciamo perdere che dal ’77 alla Pantera, la velina della Questura è stata sempre quella dei “20-30 infiltrati” nelle pacifiche proteste studentesche. Se non ci fossero crisi, miseria, licenziamenti, deportazioni, ci sarebbe persino da ridere per il revival. Ma oggi va detto che l’antifascismo, l’antirazzismo, l’internazionalismo, l’avversione per tutte le violenze degli Stati sono per fortuna un patrimonio largo e condiviso. Oggi è sotto gli occhi di tutti che il capitalismo è di nuovo in bancarotta e che lo Stato sta sperimentando un autoritarismo crescente.

Nell’esprimere solidarietà a tutti i congiurati «in missione», sottolineiamo la pochezza morale e deontologica di questo presunto giornalista che sa benissimo che gli anarchici non sporgono querela.

Siamo tutti infiltrati!

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