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Contro la Lega e il “Resto del Carlino”, solidarietà antifascista!

Può far sorridere che un partito come la Lega Nord, che ha dirigenti capaci di sottoscrivere le «idee» del terrorista cristiano responsabile delle stragi di Oslo e di Utoya, se la prenda con l’autogestione studentesca dell’Aula C, invocando addirittura in Parlamento «provvedimenti urgenti volti ad impedire che si creino sedi volte ad ospitare soggetti eversivi anche organizzati in forma associativa». O che se la prenda con lo striscione issato sul Circolo anarchico Berneri: «Indignazione? Rivoluzione!».

Oggi che la crisi economica rende meno efficaci le campagne xenofobe e razziste, ecco che l’allarme sociale viene esteso ad altri soggetti, i «nuovi barbari», i «soggetti eversivi», i «nemici pubblici», che vanno additati alla «società civile» per rinsaldare una politica istituzionale in forte calo di consensi e di legittimazione. Non è un caso che i media di regime promuovano dall’alto un clima di delazione, strombazzata da giornalisti, politicanti e polizia ben oltre la sua esigua consistenza.

Ma non sono però soltanto le forze di destra a propagandare la pedagogia autoritaria dell’allarme repressivo. Basta ascoltare Nichi Vendola, che nel 1998 avvallò con il proprio voto in Parlamento la legge razzista Turco-Napolitano, e che ora richiama i benpensanti alla vigilanza delatoria: «Non è ancora un partito armato, ma c’è il rischio che lo diventi. Possono reclutare nella crescente disperazione delle nuove generazioni». Secondo questa logica, le politiche di austerity implicano necessariamente l’inasprimento del controllo sociale e un’ulteriore restrizione delle garanzie dello «stato di diritto».

Di fronte ai pretestuosi attacchi mediatici della Lega Nord amplificati al solito dal «Resto del Carlino», esprimiamo la nostra piena solidarietà alle realtà sociali che oggi vengono messe sotto i riflettori del potere anzitutto per la loro scelta di campo: quella di promuovere valori antifascisti, antisessisti, antirazzisti, antiautoritari, antimilitaristi, internazionalisti, di libertà e autogestione sociale.

Di fronte al maldestro tentativo bipartisan di cancellare le spinte a un cambiamento radicale della società con perquisizioni, incriminazioni fantasiose, proposte di leggi speciali, incitamento mediatico alla delazione, chiediamo e continueremo a chiedere con forza la scarcerazione immediata dei dodici arrestati per i moti del 15 ottobre.

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