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Gli «argomenti» dei fascisti (neo, post, terzo millennio, ecc.)

Ancora una volta la Questura di Bologna ha autorizzato un presidio xenofobo dei neonazisti di Forza Nuova il 26 novembre scorso in Piazza Galvani.

E ciò in barba al fatto che già nel dicembre 2008 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno che chiedeva al Ministro dell’interno «la messa fuorilegge del movimento politico Forza Nuova, per ricostruzione del partito fascista e per inottemperanza delle norme previste dalla legge Mancino, essendo stati diversi dirigenti e militanti di Forza Nuova più di una volta coinvolti in episodi di violenza razzista e fascista (a Bologna, a Rimini, a Verona e in altre italiane)».

Intanto, sempre il 26 novembre a Napoli l’«associazione culturale» CasaPound è scesa in piazza con un furgone contenente gli argomenti tipici dell’ideologia fascista: «Oltre 30 aderenti di CasaPound hanno tentato di impedire il controllo perché all’interno [del furgone] c’era un vero e proprio armamentario: 30 mazze di legno di lunghezza variabile tra i 50 e 60 cm, 50 tranci di cavi elettrici rivestiti di plastica di oltre un metro, 30 bastoni di plastica di un metro e numerose bottiglie di vetro vuote».

Anziché prendere una qualunque posizione sui camerati sempre in mezzo a spranghe tricolori, razzismo e slogan come «Boia chi molla» e «Sieg Heil», il (post?)fascista Galeazzo Bignami (figlio ed erede di un noto neofascista bolognese) chiede invece al Prefetto di vietare la Frocessione dell’8 dicembre: «Fermate la Frocessione! Offende la Chiesa e il Papa».

Resta il fatto che l’anticlericalismo è una delle più antiche tradizioni europee, floridissima già nel medioevo quando si recitava in piazza il Sanctum evangelium secundum marcas argenti (cioè il Vangelo secondo i marchi d’argento, per far capire a cosa miravano i preti… di allora), florida sempre in ogni angolo dell’Europa e a Bologna in particolare.

Dante mette un sacco di pontefici cattolici all’Inferno, uno o due in Purgatorio, nessuno in Paradiso, e rimprovera alla Chiesa di «puttaneggiar coi regi». Non parliamo poi del Decameron di Boccaccio, dove preti, frati, suore, abati e abbadesse derubano i poveri, s’ingozzano di cibo e di vino e praticano, talvolta con l’inganno, tutte le forme della sessualità…

Se fosse conseguente, il (post?)fascista Galeazzo Bignami dovrebbe chiedere alle autorità di togliere dalle biblioteche comunali Dante, Boccaccio, Machiavelli e tutti quei numerosissimi autori che commettono vilipendio e costituiscono, come dice Galeazzo Bignami, «un’ignobile provocazione rivolta alla Città di Bologna, alla Comunità Cattolica e a tutti i bolognesi».

Per tutti gli antifascisti residenti in città la sola «ignobile provocazione» è che le cronache locali continuino a dar risalto alle miserabili trame di un politicante pleonastico, noto solo per battaglie strampalate, proposte oziose, interpellanze cavillose, insinuazioni pretestuose, carte vane.

Depressione pre-natalizia? L’8 dicembre c’è la Frocessione!

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