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[BO] ven 23 mar h.18.30: presentazione del libro di Paul Polansky “La mia vita con gli zingari” alla Libreria delle Moline

Presso la Libreria delle Moline
Via delle Moline, 3/A
40126 Bologna

VENERDÌ 23 MARZO
ore 18.30

PAUL POLANSKY e PINA PICCOLO presentano il volume:

P. Polansky, “La mia vita con gli zingari. Origini e memorie degli zingari d’Europa”, Datanews 2012.

Una storia degli Zingari in Europa dalle prime antiche migrazioni ad oggi. Tradizioni, lingua, letteratura orale, integrazione in un libro che spazia dalla storia alle esperienze concrete di vita nei campi a fianco di un popolo mai accettato, anzi discriminato in ogni paese.

Una analisi attenta, documentata di uno studioso americano che vive fra gli Zingari e conosce la loro storia, le discriminazioni, i progetti di integrazione per evitare lo sradicamento. Un libro scritto con taglio giornalistico che aiuta a comprendere la realtà di un popolo disperso e offeso da secoli.

Paul Polansky è nato a Mason City, Iowa, nel 1942. La sua decisione di frequentare il college alla Madrid University diventò l’inizio di una lunga odissea attraverso l’Europa, che lo ha portato a diventare uno degli scrittori più impegnati nella lotta per i diritti umani nell’Europa dell’est.

Poeta, fotografo, operatore culturale e sociale, è diventato negli anni un personaggio mitico per il suo impegno a favore delle popolazioni Rom. Le sue raccolte di poesie “Living Through It Twice”, “The River Killed My Brother”, e “Not a refugee” descrivono le atrocità commesse da cechi, slovacchi albanesi e altri contro quelle popolazioni.

Ha anche svolto studi accurati sui campi di concentramento nazisti nei quali venivano trucidate, insieme a quelle ebraiche, intere comunità Rom. Attualmente dirige alcuni progetti di aiuto e salvaguardia di queste popolazioni nel Kosovo e in Serbia.

Nonostante egli debba la sua fama mondiale alle sue battaglie a tutela dei Rom kosovari, Polansky è anche un prolifico e apprezzato romanziere e poeta, che riesce a fondere, nei suoi scritti, l’esperienza di sessantotto anni vissuti intensamente e l’impegno a salvaguardia di una cultura gitana che lo ha toccato nel profondo e che la civiltà occidentale tende a sopprimere.

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