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Ombre nere sullo schermo della crisi

Qualcosa di insolito e odioso è apparso la scorsa settimana sul soffitto della stazione centrale di Zurigo. Sul display tridimensionale a colori brillava infatti una svastica gigante (foto).

Anche a Taranto riappaiono i fantasmi neri del passato italico: Mario Cito, candidato sindaco, nei suoi comizi fascistoidi scaglia anatemi contro le minoranze etniche e gli «zingari dappertutto».

Poi c’è l’attentato alla scuola di Brindisi. C’è la gente che fischia i politici e il vescovo: «Fuori i politici dal palco, non vogliamo collusi, non vogliamo ascoltarvi». C’è l’ipotesi che sia stato un militare. E ha ragione Femminismo a Sud a sentirvi puzza di neofascismo e misoginia.

Poi c’è il capo della polizia Antonio Manganelli che dichiara: «non uccidono in questo modo neanche le aree antagoniste, dalle Br all’estrema destra».

Quattordici grandi stragi neofasciste in Italia smentiscono, ancora una volta, le parole di questo strapagato funzionario degno di un regime ben più lugubre del nostro.

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