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Sic transit infamia mundi

Per cercare di mescolarsi alla rabbia crescente dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, degli sfruttati, lo spettro ormai evanescente della Lega Nord e i sette militi di Forza Nuova hanno cercato di rispolverare la loro vocazione populista contro gli «usurocrati di governo» in occasione della visita di Mario Monti all’iniziativa del giornale «La Repubblica» svoltosi a Bologna.

Ovviamente, la Lega Nord si è subito fatta di nebbia. I militi di Forza Nuova hanno prima dichiarato a «Bologna Today» una fantomatica assemblea pubblica (!?) e poi hanno smentito qualsiasi iniziativa: non sanno neanche loro cosa dicono.

Invece, CasaPound ha annunciato ai giornali che avrebbe appeso i soliti tre striscioni tutti uguali. In zona Murri e altrove sono stati prontamente staccati.

Ma il tempo di CasaPound pare ormai passato. Non sono certo l’«Alba d’oro» italiana. Potranno talora emulare le odiose pratiche squadriste e xenofobe dei neonazisti greci. Ma, dopo le faide interne, tutt’al più possono sventolare le loro bandierine al comizio semideserto della Lega Nord a Verona (vedi, preceduto dalla solita fastidiosa pubblicità, il video del Tg3). Sic transit infamia mundi.

Frattanto, in Val d’Aosta una vicenda giudiziaria nata da una querela di CasaPound stabilisce che non è diffamazione dire che i fascisti sono fascisti: «Nel nostro ordinamento le posizioni politiche legate al fascismo e al nazismo non meritano alcuna tutela».

Ma ciò non vale in gran parte d’Italia. Nella capitale il sindaco Alemanno festeggerà il 19 giugno in Campidoglio la X MAS: una delle più famigerate formazioni terroristiche della Repubblica di Salò, attiva dal 1943 al 1945 al fianco dei reparti nazisti, che operò sia in operazioni militari e in attività antipartigiane, macchiandosi di numerosi crimini di guerra, sia nei rastrellamenti e nelle deportazioni di ebrei e altri civili italiani in campi di lavoro e di sterminio.

A Roma? Sì, dove i neofascisti tolgono persino le più umili tracce della loro violenza passata: ad esempio è stato divelto un altro dei sampietrini dorati, quello che in via Garibaldi 38 ricordava il falegname antifascista Augusto Sperati deportato e assassinato a Mauthausen il 15 luglio 1944.

Possono togliere tutte le «pietre d’inciampo» che vogliono. Possono travestire di quattro stracci «culturali» o «sociali» il loro squadrismo nostalgico. Ora tutti vedono cosa sono. E anche le riviste patinate del grande capitale cominciano a smettere di far loro propaganda. Sic transit infamia mundi.

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