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[Verona] Ritornano i gruppi Nazirock a Verona: palcoscenico l’Arena di Verona!


Riceviamo e condividiamo:

COMUNICATO STAMPA
Ritornano i gruppi Nazirock a Verona, palcoscenico l’Arena di Verona!

«Arrivano i Sumbu Brothers, paese blindato
Uscire di casa non è consigliato
Nascondete le donne e pure i bambini»

Terrore nella bassa, Sumbu Brothers

Il 2013 è un anno molto importante per la città di Verona. La squadra locale si accinge a ritornare nella serie A del campionato calcistico proprio nell’anno in cui la società raggiunge la veneranda età di 110 anni. Per festeggiare degnamente questo avvenimento alcune associazioni, tra cui l’“associazione culturale Hellas Verona”, con il patrocinio del Comune di Verona e la sponsorizzazione di tutte le sue partecipate (AMIA, AGSM, ATV), ha organizzato per lunedì 20 maggio un maxi concerto. Il palcoscenico offerto dall’amministrazione sarà all’altezza dell’evento: l’Arena, l’antico anfiteatro romano.

Il presidente dell’“associazione culturale Hellas Verona”, Alberto Lomastro, non è il primo che passa per strada. Già noto alle cronache cittadine per essere il leader carismatico della Banda Loma (nucleo dei duri e puri della curva sud nei primi anni ‘90), indagato (con Yari Chiavenato di Forza Nuova, poi assolti entrambi) per la vicenda del manichino di colore impiccato dagli ultras nel 1996 come protesta contro la decisione della società di acquistare il calciatore africano Ferrier, coordinatore provinciale e candidato nelle liste della Fiamma Tricolore, poi candidato per Forza Nuova, in seguito accolto a braccia aperte nella Lega Nord di Flavio Tosi (che lo presenta per due volte in conferenza stampa).

Ad allietare la serata ci saranno gruppi musicali, cabarettisti e cantanti. Tra gli ospiti anche due band locali di riferimento dell’estrema destra: Sumbu Brothers [1] e 1903. Dopo una gavetta come gruppi spalla a varie band di chiara ispirazione nazifascista italiane tra cui gli Zetazeroalfa del leader di Casapound Gianluca Iannone [2], i Gesta Bellica [3] di cui faceva parte l’attuale presidente di AMIA Andrea Miglioranzi, e i Legittima Offesa, responsabili di numerose aggressioni a Bologna, oggi i Sumbu Brothers e i 1903 hanno la possibilità di calcare un palcoscenico patrimonio storico-culturale e vera icona della città di Verona, davanti al “pubblico delle grandi occasioni”. Gli stessi hanno suonato insieme sempre qui a Verona, alla Teca, con la collaborazione del “The Firm” [4], circolo night-club al cui indirizzo risultano domiciliati sia la sede di Forza Nuova sia il negozio di merchandising nazifascista “Movimento” [5]. E suoneranno di nuovo in territorio scaligero, a luglio, in occasione dei vent’anni dalla nascita della Tuono Records [6], tra le più note etichette discografiche nazionali del cosiddetto nazirock.

Ancora una volta Verona dimostra la sua centralità come laboratorio politico della destra, radicale e non. Se negli anni ‘90 con la sindaca Michela Sironi (Forza Italia) alcuni assessori e il vicesindaco, organici all’estrema destra locale, finanziavano concerti “nazirock” e mostre dedicate all’editoria “non conforme” con i soldi dei contribuenti, oggi lo stesso “progetto identitario” (una fede calcistica-un credo politico…) è portato avanti con il sostegno della Lega Nord di Flavio Tosi, che ha piazzato molti suoi fedelissimi, fra cui alcuni pezzi grossi del neofascismo locale, non solo in giunta e consiglio comunale ma anche negli altri posti chiave del potere locale: consigli di amministrazione di partecipate, enti bancari e finanziari. Controllo capillare, ripartizione di incarichi, suddivisione di privilegi, adesione ad un identico modello culturale identitario.

Il clima in cui è maturato nel 2008 l’omicidio di Nicola Tommasoli non è cambiato. Lo stanno a dimostrare anche le numerose aggressioni che continuano tutt’oggi, ultime quella del febbraio scorso all’interno della stessa università scaligera o quelle che hanno visto protagonista Marcello Ruffo, leader locale di Casapound e consigliere in circoscrizione per la lista “Civica per Verona – Tosi sindaco”.

Ancora una volta è grazie alla strumentalizzazione dell’immagine (a Verona molto spendibile) della squadra e dei colori cittadini che chi rivendica senza pudore il proprio credo fascista riesce a veicolare la propria simbologia e le proprie pratiche. La tradizione calcistica diventa tradizione per i valori della destra e merchandising su cui alcuni costruiscono  fortune e carriere. La curva dell’Hellas (e con essa una cospicua “minoranza” del tifo organizzato) è ancora in mano ad un manipolo di squallidi imprenditori politici della destra identitaria e xenofoba, un tempo la Fiamma Tricolore e il Veneto Fronte Skinhead di Miglioranzi e Lomastro, l’altro ieri la “formazione sperimentale” della Lista Tosi (lo ricordiamo Tosi in curva Sud, durante la campagna elettorale?), oggi Forza Nuova e chissà chi altri che strumentalizzano con elementare facilità (e ottimi risultati…) le equazioni identità ultrà = identità politica, radicalità ultrà = radicalità politica, tradizione del tifo = tradizione politica. Il tutto con la complicità attiva di una parte del tifo ma, soprattutto, nell’imperdonabile indifferenza di una “maggioranza” che per passività, comodità o ignavia accetta ciò che in altre curve è oggi categoricamente rifiutato. È venuto il momento che la “maggioranza” della tifoseria, della stessa curva prenda una posizione… a partire dalla festa di lunedì prossimo.

A questo punto ci sorgono spontanee alcune domande:

* Sono a conoscenza Francesca Cheyenne e Mauro Micheloni (presentatori della serata) e gli altri partecipanti (Umberto Smaila, Jerry Calà, Massimo Bubola, Cecilia Gasdia, Dino e i Nuovi Cedrini, Roberto Puliero, Beppe Bifido e Cristiano Contin) del fatto che spartiranno il palcoscenico con due band dichiaratamente e spudoratamente nazirock?

* Perché questa iniziativa viene finanziata anche con i soldi pubblici? L’uso dell’anfiteatro è stato concesso gratuitamente? Nel sito è possibile leggere che il ricavato andrà a beneficio di alcune associazioni: sanno tali associazioni grazie a chi riceveranno i soldi?

* La soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici non ha niente da esprimere circa la destinazione dell’anfiteatro romano a location per un maxi evento tale che ha più a che vedere con stadi e trasferte piuttosto che con le opere liriche?

* Visti i precedenti documentati (aggressioni, cacce al nero, cinghiate ai “diversi”, ecc..) accaduti nel corso delle varie “feste dell’Hellas”, cosa dobbiamo aspettarci stavolta?

* Per quanto ancora il sindaco Flavio Tosi riuscirà a coniugare il suo nuovo stile democristiano (utile per accreditarsi come leader nazionale) con il suo passato di simpatizzante dei gruppi neofascisti e integralisti cattolici che riemerge in maniera così lampante in questa circostanza?

* Come può questa città pensare di rimuovere definitivamente il problema della violenza squadrista (reiteratamente “gestito” dalla stampa locale derubricando a “rissa” i numerosi ed evidenti fatti), dentro e fuori dallo stadio, tra i quartieri e le vie del centro storico, se continua a dare soldi, spazio, visibilità a siffatti gruppi e organizzazioni?

* Come è possibile che la gestione di un’iniziativa di così grande risonanza mediatica e di così forte impatto sulla cittadinanza venga affidata ad un’associazione presieduta da un noto neofascista che “casualmente” inserisce due band come Sumbu Brothers e 1903 nel programma della serata? O dobbiamo davvero dar credito alle insinuazioni della stampa nazionale quando cita Verona come “città più nera d’Italia”, “in mano ai fascisti”? O alle stesse esternazioni di Umberto Bossi nei confronti di Tosi, che lo reputa responsabile di avere fascistizzato la Lega Nord?

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Kollettivo Azione Antifascista Verona
Circolo Pink
Cittadine e Cittadini Antifascist* Verona

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One Response

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  1. (A) says

    è la strategia della tensione 2.0
    stavolta con Umberto Smaila che garantirà di sicuro un colpo grosso…
    povera Arena e, soprattutto, povera Italia…

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