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Licenza di uccidere

È dalla manifestazione di Genova del 2001 che le forze dell’ordine hanno avuto una sorta di rinnovata impunità e di implicita «licenza di uccidere» da parte del mondo della politica istituzionale, inquieta per le grandi mobilitazioni sociali degli anni Novanta.

Così, da più di un decennio abbiamo vissuto una fascistizzazione crescente delle istituzioni repressive che in Italia continuano a provocare un numero rilevante di morti e feriti solo per estro sadico e omicida: Bolzaneto, la Scuola Diaz, Carlo Giuliani, Marcello Lonzi, Federico Aldrovandi, Riccardo Rasman, Aldo Bianzino, Giuseppe Turrisi, Stefano Brunetti, Niki Aprile Gatti, Manuel Eliantonio, Giuseppe Uva, Stefano Frapporti, Francesco Mastrogiovanni, Simone La Penna, Bledar Vukaj, Stefano Cucchi…

Nelle loro riunioni sindacali le forze dell’ordine ora fanno banda e applaudono in piedi per cinque minuti i poliziotti che hanno assassinato a calci il diciottenne Federico Aldrovandi, all’alba del 25 settembre 2005. Rivendicano la loro «licenza di uccidere». E ciò vuol dire che quel mandato forse sta per scadere.

Ora e sempre resistenza!

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