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[BO] Nostalgie «securitarie» degli ex squadristi del FUAN

Dinanzi a una crisi rovinosa, a Bologna la conflittualità sociale è estremamente ben educata, non vi sono mobilitazioni sopra le righe, ed è sempre più difficile per le istituzioni e i media inventarsi un «nemico pubblico» da additare ai benpensanti.

Ma ci sono di nuovo le elezioni e la Politica ha le sue esigenze. Così, ecco i postfascisti Galeazzo Bignami e Michele Facci che cercano di rilanciare la magica parola d’ordine del razzismo perbenista: il «degrado».

Sulle pagine locali del «Resto del Carlino», che già da tempo avanza inquietanti minacce di «guerra» alle occupazioni, l’ex squadrista Galeazzo Bignami si mette ancora una volta l’elmetto contro il «degrado»:

«Anarchici, collettivi e gruppi antagonisti scrivono sui muri che occuperanno le case vuote e, sui volantini, che per loro la Bolognina è un laboratorio. È inevitabile che il degrado conquisti sempre più spazio. […] Tolleranza zero. Bisogna far vedere la presenza delle istituzioni e la loro fermezza di fronte alle situazioni illegali. Cacciare subito via chi occupa le case […]. Allontanare il centro sociale Xm24 dal quartiere e ribadire che la Bolognina non è territorio degli anarchici».

Invece l’ex squadrista Michele Facci se la prende con i «lavavetri» diffondendo un appello su Facebook falsificante e miserabile quanto la campagna di CasaPound contro i «parcheggiatori abusivi» a Parma:

«Ai semafori delle strade di Bologna gli automobilisti sono sempre più presi d’assalto dai lavavetri, alcuni anche molto aggressivi. La Polizia municipale è assolutamente assente e comunque tollerante. Da domani faremo un censimento completo della città, con tanto di fotografie, per documentare alla Giunta comunale e alle autorità di polizia la diffusione di un fenomeno di impunita illegalità e crescente degrado. AIUTATECI! SEGNALATECI I SEMAFORI INTERESSATI, POSSIBILMENTE CON FOTOGRAFIE! INVIARE MAIL A:
GruppoForzaItalia@bologna.it; michele.facci@comune.bologna.it

#bastadegrado #stoplavavetri»

Questo appello a una schedatura di persone con tanto di fotografie è un ulteriore gravissimo segno del degrado profondo delle istituzioni cittadine, impegnate ad agitare lo spettro grottesco e fascistoide della «sicurezza».

Si sa, il pesce puzza sempre dalla testa, e a progettare indisturbati la devastazione e il saccheggio di questa città sembrano piuttosto l’Alma Mafia, FI.C.O & altri speculatori. E ai postfascisti felsinei, per ricompensa del loro polverone securitario, forse si lascerà raccogliere qualche briciola che cade sotto il tavolo.

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