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Anche CasaPound onora Paride Mori

«Mio padre non è stato un delinquente. Era sicuramente un fascista, ma fascista non significa delinquente. Ha fatto il suo dovere».

Con queste parole pubblicate sulla «Gazzetta di Parma», Renato Mori ha cercato di difendere la medaglia conferita al padre Paride Mori, repubblichino di Traversetolo caduto nel 1944 in uno scontro con formazioni partigiane.

Certo non tutti i fascisti furono «delinquenti», ma sono stati però tutti conniventi con un regime criminale, razzista, colonialista e genocida. Che Mori abbia «fatto il suo dovere» non è né potrà mai essere un titolo di merito.

Del resto, Paride Mori è stato un mito del neofascismo assassino degli anni Settanta: e basti citare le pagine agiografiche e menzognere di Boia chi molla di Bruno Borlandi uscito nel 1969…

Non sorprende allora che nella notte del 20 marzo i neofascisti di CasaPound abbiano affisso a Parma uno striscione con scritto «Onore a Paride Mori».

Quella a Paride Mori è una medaglia a tutti i neofascismi d’Italia e dimostra quanto il «Giorno del ricordo» sia una commemorazione falsificante, ipocrita e avvelenata.

E il trucco è nella legge n. 92 del 30 marzo 2004 che assimila surrettiziamente alle persone giustiziate e fatte scomparire nelle foibe qualsiasi altra forma di morte o «scomparsa» per qualsiasi ragione:

«Agli infoibati sono assimilati, a tutti gli effetti, gli scomparsi e quanti, nello stesso periodo e nelle stesse zone, sono stati soppressi mediante annegamento, fucilazione, massacro, attentato, in qualsiasi modo perpetrati».

Da tanti anni il «Giorno del ricordo» non è mai stato all’insegna di un’autentica pietà verso i morti, ma della strumentalizzazione e delle fantasie revisioniste, come pretesto avanzato da neofascisti e neonazisti per sfilare nelle piazze, compiere atti squadristici e rivendicare l’autoritarismo, il razzismo, l’antisemitismo.

Vedi anche CHI ERA DAVVERO PARIDE MORI: UN REPUBBLICHINO AGLI ORDINI DEI NAZISTI

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