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[BO] Un altro pugno per l’ex squadrista del FUAN

Si sa, a Galeazzo Bignami spesso e volentieri gli «salta la mosca al naso». Nel 2013 il «postfascista» Bignami, ex squadrista del FUAN e figlio d’arte del picchiatore fascista Marcello Bignami, ha subìto un’aggressione per mano di un bolognese quarantenne «con problemi psichici» che egli aveva offeso. Al poveraccio pare sia stata inflitta prontamente la tortura di Stato del TSO. E subito, con il consueto vittimismo aggressivo dei neofascisti, Bignami aveva cercato di passare da martire sui giornali. Insomma, un bel personaggio.

Ora Bignami ha preso un pugno in faccia «nelle vicinanze di un campo rom», mentre fotografava dei cassonetti del pattume. Ovviamente nessun giornale precisa se le sue solite intemperanze verbali abbiano avuto una qualche parte nella vicenda. Anzi, la non meglio precisata «vicinanza» di un campo rom è già una spiegazione sufficiente. Anche se poi il racconto del «postfascista» è tutt’altro che chiaro:

«La cosa buffa è che stavolta non ero andato a monitorare un campo nomadi, ma alcune baracche contenenti cani lungo il fiume Reno. Avevo visto dei cassonetti per la raccolta differenziata con dentro dei neon e ho scattato una fotografia dall’auto. Quell’uomo mi ha inseguito, tagliato la strada e poi mi ha colpito».

Pôver al mi passarot!

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2 Responses

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  1. @ says

    come al solito chi aggredisce e insulta è bignami sempre lì a manifestare il suo odio razzista di fascista benpensante

    “Abbiamo visto un’auto aggirarsi nei pressi del campo, dopo il guidatore è sceso per fare delle foto con il suo telefonino. Noi abbiamo pensato che fotografasse i bambini seduti nel prato. Un residente gli ha chiesto se aveva bisogno di qualcosa. Il signore non ci ha risposto e continuava a fare fotografie. Dopo l’ennesima richiesta di spiegazione ha risposto dicendo di non avere bisogno di niente dandoci dei “c…”. Dopo di che è andato via. Uno di noi l’ha rincorso per chiedere cosa volesse fare con le foto dei bambini. La risposta che ha ricevuto è stata che lui poteva fare tutto ciò che voleva.

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