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[BO] Ecco la «legalità»: prescritta la truffa bipartisan del CIVIS…

Un giorno magari verremo a sapere che ha operato a Bologna un comitato d’affari in cui c’erano un po’ tutti: Comune, Questura, Curia, Procura, malaffare, fascioleghisti, grande imprenditoria creativa. Magari i giornali locali parleranno dello strano caso di Bologna, con meraviglia, con incredulità. Come fanno adesso per «Mafiacapitale» o per gli «intoccabili» di Sassuolo…

Sta di fatto che ogni raggiro e truffa che sia stata compiuta dai ceti dirigenti bolognesi finisce sempre archiviata o prescritta, mentre contro qualsivoglia starnuto antagonista sono sempre pronte severe misure cautelari dal nome arcaico, come «divieto di dimora», «obbligo di dimora», «obbligo di firma»… Basti dire che per la truffa del CIVIS, cioè per quasi 200 milioni di euro sottratti alla collettività, adesso il Pm Antonello Gustapane chiede il «non luogo a procedere» perché il reato è… prescritto. Certamente, il Pm Gustapane era troppo occupato a inventarsi qualcosa per il sequestro di qualche spazio occupato…

Ma sarebbe sbagliato pensare che le angherie del potere locale colpiscano solo i movimenti di protesta sociale. È piuttosto un fenomeno di normalizzazione autoritaria che investe più largamente la società per disciplinarla e renderla impaurita e sfiduciata.

Da qualche tempo la fascistizzazione dello Stato non è più solo questione di macrostrutture, di leggi, di autoritarismo su larga scala, di tv e giornali, ma anche di provvedimenti minimi, di divieti irragionevoli, di sanzioni fascistoidi, di tribunali conniventi con il potere politico che devono solo ribadire che «il potere è il potere».

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