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[BO] Altri criptofascisti

Dopo Galeazzo «Svastica» Bignami, dopo Alessandro Lucia, Luca Cavazza ed Elia Pirone, ecco che anche altri personaggi della destra «moderata» bolognese mostrano un’evidente ombra nera dietro la loro immagine pubblica di rispettabilità perbenista.

Pare infatti che gli amministratori del sito facebook «Al diavolo i centri sociali!», pieno di insulti razzisti e omofobi, di minacce squadriste, di entusiasmi per i successi elettorali della destra neofascista, siano… il consigliere azzurro Marco Lisei e la presidente di quartiere Ilaria Giorgetti (vedi Zic).

Vistosi scoperto, Marco Lisei non ha voluto continuare a fare il finto tonto perbenista e ha cercato di confondere le acque con un piagnisteo vittimista raccolto dal «Corriere di Bologna»:

«Posso dire una cosa sola: al diavolo i centri sociali! Siete un tumore per questa città, dovunque siete create solo degrado e insicurezza! Chiamatemi pure fascista, venite, come è già successo ad aggredirmi, ma andate al diavolo e se non al diavolo il più lontano possibile da Bologna».

Tutt’altra la strategia di Ilaria Giorgetti che certo non può ammettere nulla visto che ha querelato chiunque abbia denunciato pubblicamente le sue parole o azioni come discriminatorie, omofobe o fasciste.

Tuttavia lo stile pare tipico della cultura di destra: perbenisti di giorno e squadristi web (quando va bene) di notte…

Da ultima si è aggiunta la leghista Rossella Ceriali che vorrebbe bruciare nel «forno» i profughi. Si è difesa dicendo che è colpa di un hacker introdottosi sul suo profilo facebook, ma non era certo la prima volta e già in passato la candidata leghista invocava «cannonate, ruspe e bastonate» su nomadi e migranti definiti «escrementi», «feccia» e «merde». È gente che non ha nemmeno il coraggio delle proprie opinioni…

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