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[BO] Spettri in Piazza Verdi

Uno spettro si aggira per Bologna…

Nel corso degli anni Piazza Verdi è rimasta, volenti o nolenti, un luogo simbolo della rivolta alla normalizzazione autoritaria e alla socialdemocrazia repressiva. È il luogo in cui, quarant’anni fa, un partito uscito dalla tradizione rivoluzionaria del movimento operaio ha represso con violenza la grande contestazione di massa degli anni Settanta e le speranze di un mondo più libero e più giusto.

E adesso basta un po’ di musica in quelle strade per ridestare i timori e le ansie repressive dei benpensanti d’ogni colore.

C’è il PD che invoca al solito «stangate» e «telecamere»…

C’è Galeazzo «Svastica» Bignami – che ha ereditato il posto dal padre neofascista e si è dato alle «spese pazze» con 35.000 euro di soldi pubblici… – che dichiara sul «Resto del Carlino» del 28 settembre: «Bisogna usare gli idranti e i fogli di via».

Poi ecco Egeria Di Nallo – docente a Scienze Politiche e madre della prof. Francesca Rescigno, che insegna anch’essa, guarda caso, a Scienze Politiche!… – che scrive sempre sul «Resto del Carlino» del 28 settembre: «Gli schiamazzi, i disordini non possono avere giustificazione né politica, né ideologica, né umana».

Invece la corruzione, il familismo e i plagi accademici di un’Università sempre più oziosa, incompetente e affarista hanno sicuramente tante giustificazioni politiche e ideologiche e umane. Infatti un mondo che non offre alcun futuro decente se non ai figli di papà è per politici, baroni, mafiosi e industriali il migliore dei mondi possibili…

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