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Quei feticisti della Lega Nord…

Nel suo saggio sul Feticismo del 1927, Sigmund Freud scriveva che il feticismo consiste in un diniego o negazione (Verleugnung) della realtà correlato però con il suo riconoscimento.

Ci si continua a comportare come se non si fosse preso coscienza della realtà, ma nello stesso tempo si mostra di tenerne conto.

Il feticcio diventa allora il segno sostitutivo della presenza e dell’assenza di una verità che ci inquieta e che ci allarma.

In altre parole, la negazione permette al rimosso di entrare nella coscienza sotto forma di feticcio.

Ai leghisti e perbenisti del suo tempo, Freud ricordava che l’allarmismo sociale è il feticcio di un’altra verità e di altre oscure pulsioni.

«Forse l’adulto sperimenta un panico analogo, che porterà a conseguenze illogiche non dissimili, quando qualcuno grida ai quattro venti che il trono e l’altare sono in pericolo» (S. Freud, La negazione e altri scritti teorici, Torino, Bollati Boringhieri, 1981, p. 72).

Non a caso leghisti e fascisti agitano il feticcio di ogni vero o presunto delitto o stupro commesso da «stranieri» e non hanno mai nulla da dire sui tanti furfanti, sfruttatori, stupratori, femminicidi e assassini di casa nostra…

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