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Sul concetto di «sicurezza» e sull’uso politico della parola «degrado»

Giovedì 30 aprile la contestazione della Lega Nord a Imola (vedi Zic, Brigata 36 e Imola antifascista) è stata accompagnata da un volantino che riflette sull’uso politico manipolatorio di parole come «sicurezza» e «degrado», usate trasversalmente da forze politiche in apparenza contrapposte, ma in realtà sempre più simili fra loro nel promuovere paure, allarmi sociali e strette repressive al solo fine di raccogliere voti e istaurare un comodo, «decoroso» stato di polizia (vedi Carmilla e Contropiano).

Oggi in via Aspromonte le strumentalizzazioni della Lega Nord sono state nuovamente contestate!

NON CREARE DEGRADO: IL RAZZISMO BUTTALO NEGLI APPOSITI CONTENITORI, NON LASCIARLO PER LE STRADE!

Alcune riflessioni sul concetto di «sicurezza» e sull’uso politico della parola «degrado»

Maggiori «controlli e decoro» a favore di tutti; la sicurezza come un «nuovo bene pubblico», così viene descritto nelle proposte del pacchetto targato ministro Minniti (PD).

Tutti chi, ci chiediamo?

La sempre più evidenti strette repressive e securitarie targate PD e caldeggiate dall’altra sponda (Lega Nord) non fanno che riportarci alla solita riflessione: ordinanze locali e decreti nazionali non fanno che reprimere e tentare di nascondere condizioni di povertà o marginalità causate dalle politiche di precarizzazione dell’esistente (lavoro, casa, sanità e welfare).

Per risolvere i problemi delle aree metropolitane che si fa? Politiche sociali più incisive volte all’inclusione e al benessere comune? No certo, avanti con sanzioni, telecamere e allontanamenti per l’accattonaggio invasivo e per chi si prostituisce, daspo urbano e multe per gli spacciatori e chiunque danneggi il «decoro».

Il richiamo al decoro urbano è significativo: ciò che conta è che le città diventino pulite e asettiche vetrine di beni di consumo, percepite sicure e tranquille per il cittadino che spende, lavora, tace.

Avete notato come si moltiplicano i centri commerciali ultimamente mentre le città vengono «riqualificate»?

La cementificazione non è mai un problema?

Per chi ha memoria, le attuali derive legislative fascistoidi sono addirittura peggiori di quello emanate a suo tempo dal leghista Maroni. E intanto si scivola verso un sempre più «sottinteso» stato di polizia, per la sicurezza, di tutti.

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