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Due riflessioni sull’antifascismo

Su «Umanità Nova» è uscita la traduzione di un’interessante intervista a un militante antifascista statunitense, tra i fondatori dell’«Anti-Racist Action», che ragiona sulle convergenze fra estrema destra e repressione statale e descrive una serie di tattiche e di intuizioni che, partendo dal basso, possono contrastare la rabbia montante del neonazismo. Leggi tutto su «Umanità Nova».

Intanto, un po’ ovunque, stiamo sempre più scivolando in una nuova età dell’intollerabile. Da decenni, in Europa non vi sono più progetti di società diversi, alternativi o «progressisti», ma solo un sistema di governo in cui la paura del fascismo xenofobo serve a rendere accettabile lo sfascismo neoliberista e la devastazione sociale e ambientale. Ed è sempre più evidente che l’alternativa fra governi di «destra» e di «sinistra» sia solo fittizia e di superficie, ma che in realtà quasi tutta la politica istituzionale collabori a realizzare una nuova età autoritaria.

In Italia, rastrellamenti e deportazioni di migranti sono sempre più uno spettacolo pubblico a cui il cittadino medio deve abituarsi. C’è il Dapso urbano del ministro Minniti che, per motivi di «decoro», permette di scacciare chi non ha niente. Si allarga la «legittima difesa» per chi spara e uccide all’interno delle sue proprietà… E intanto l’Italia smercia armamenti a feroci dittature ed eserciti criminali con un fatturato di 15 miliardi di euro nel 2016, cioè con un aumento dell’85,7% rispetto al 2015…

Per questo è importante tener presente anche la riflessione su Democrazia/Fascismo che conclude il documento «Chi semina vento, raccoglie tempesta»:

Non ci si stancherà mai di rammentare che Hitler andò al potere attraverso delle democraticissime elezioni e che lo stato d’emergenza sul quale ha costruito il suo ordine del terrore era già stato messo in opera da volenterosi socialdemocratici. L’analisi storica degli usi e degli abusi dello stato d’eccezione dal XIX secolo ad oggi ci dimostra che il fascismo non è un “mostro”, ma parte integrante della storia dello Stato moderno ed è per questo che ancora oggi si presenta come tentazione, come possibilità sempre aperta.

Leggi qui tutto il documento.

Essere antifascist* vuol dire secondo noi combattere contro tutto ciò che rende di nuovo possibile il fascismo e contro tutti i dispositivi sociali, politici e legali della discriminazione e della diseguaglianza. Ora e sempre resistenza!

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