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[BO] mer 27 set – Contro il «bus dell’odio»!

Il 27 settembre un bus ispirato dall’odio integralista e omofobo passerà anche per Bologna a coronare un’estate di intimidazioni, menzogne, violenze, razzismo e autoritarismo. Questi neofascisti cattolici ammettono che Gesù sia «uomo e Dio», che Maria sia «figlia del suo figlio», che Dio sia «uno e trino», che Eva derivi da una «costola di Adamo», tutto un gran pasticcio, ma vanno giù di testa non appena le cose non sono tristi e spente come vorrebbero, e nella libertà altrui vedono solo confusione… Una rete di collettivi e associazioni invita a contestarli con ironia.

Ci mancava il «bus dell’odio»!

Alcune ormai tristemente note associazioni di integralisti cattolici hanno annunciato che un autobus arancione girerà l’Italia portando l’ennesimo messaggio violento e discriminatorio sotto la maschera di un’apparente ovvietà:

«I bambini sono maschi e le bambine sono femmine. La natura non si sceglie».

È evidente propaganda di un modello sociale stereotipato in cui «maschi» e «femmine» sono gli unici legittimi detentori di identità riconosciute, con rispettivi ruoli definiti, immutabili e gerarchici, perché «naturali». Niente può esistere fuori da un rigido binarismo di genere, le differenze vanno annullate. Questa, è noto, costituisce la radice di ogni fascismo.

Lo stesso autobus arancione sta girando diversi paesi europei e americani, fra le proteste della cittadinanza e i divieti delle autorità. Ciò dimostra che si tratta di un progetto ben organizzato a livello internazionale. Si attaccano i diritti all’autodeterminazione di genere, alla libertà delle donne, all’accoglienza per le migranti e i migranti. Ma in Italia si attacca soprattutto la scuola pubblica statale (non a caso il bus porta anche la scritta «#StopGender nelle scuole») perché la scuola è un motore del cambiamento sociale, perché da lì parte la costruzione di una società laica e plurale, fondata sul rispetto.

Siamo davanti all’ennesimo episodio di una campagna di odio che nel territorio bolognese va avanti da tempo. Prima le intimidazioni alle scuole dell’area Reno-Galliera, poi la schedatura di tutte le scuole della provincia in base al livello di adesione alla «teoria gender» e ora il «bus dell’odio» per le strade della nostra città. Lo scorso giugno abbiamo costituito una rete di associazioni e di cittadini/e per contrastare questa escalation di discriminazione sul nostro territorio. Da allora ci battiamo insieme per una società aperta, plurale e antifascista e continueremo a farlo.

Alla loro schedatura fascista rispondiamo che noi portiamo con orgoglio il «bollino rosso» delle scuole in cui studiamo, in cui lavoriamo, in cui gestiamo progetti, in cui mandiamo i/le nostri/e figli/e, perché siamo orgogliosi/e dell’educazione alle differenze che vi viene insegnata.

Per questo, chiediamo ai sindaci e alle istituzioni di tutta la provincia di Bologna di assumere da subito una presa di posizione precisa e inequivocabile: non deve esserci spazio per chi esclude, discrimina, diffama.

Invitiamo quindi tutte e tutti a scendere in piazza mercoledì 27 settembre per rispondere all’odio con l’ironia. Ad una visione escludente, rispondiamo con i nostri corpi, con la nostra visione del mondo inclusiva e colorata. Con un maglietta bianca con bollino rosso e tanti cartelloni rivendicheremo una Bologna accogliente, che promuove l’educazione alle differenze e all’inclusività, in cui libertà non è sinonimo di odio e discriminazione.

Il 28 settembre alle 15 saremo in presidio all’Ufficio Scolastico Regionale in Via dei Castagnoli a chiedere al direttore Versari una parola chiara in difesa della libertà di insegnamento e dell’educazione al rispetto delle differenze. Alle 18 risponderemo all’appello di NonUnaDiMeno confluendo in Piazza Re Enzo nella manifestazione internazionale in difesa del diritto all’aborto.

Si tratta della stessa battaglia, la battaglia dei diritti, contro ogni discriminazione di genere, contro ogni razzismo e per una società laica, plurale e antifascista.

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