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Fascismo bibliotecario?

Anche questo Natale decine e decine di migliaia di volumi dell’Università di Bologna resteranno sequestrati e chiusi in container nei sotterranei bui di Via Zamboni. Sul catalogo on-line si legge «Volumi indisponibili per lavori»…

Per quali lavori che durano mesi e anni…? Si è parlato tanto dei «tornelli» della Biblioteca di via Zamboni 36, ma poco della gestione autoritaria e sconsiderata delle biblioteche dell’Università.

Si è parlato sui giornali della «battaglia del 36», ma si è taciuto il fatto che quei «tornelli» erano una prima regalia di 90.000 euro a privati smaniosi, appunto, di lavori e affari

Nel febbraio del 2017, le cariche e le manganellate all’interno della Biblioteca di Discipline Umanistiche in realtà hanno contribuito a coprire il crescente disservizio e disinvestimento rispetto a un istituto come quello della biblioteca pubblica e aperta che fin dalla tarda antichità è stato una conquista di civiltà del mondo mediterraneo.

Ora, per colmo di insulto e di falsificazione, chi ha resistito allo sfascio e all’autoritarismo universitario viene condannato a un anno con pena sospesa per «una forte determinazione a delinquere [cioè a resistere] e un atteggiamento di spregio dell’autorità e delle istituzioni pubbliche».

Si sarebbe potuto credere che un fascismo bibliotecario fosse impossibile, ma le istituzioni bolognesi sono sempre piene di sorprese.

Solidarietà a Sara e Orlando!

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