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Violenza padronale e ipocrisia istituzionale

Il bollettino della violenza padronale si sta per chiudere nel 2017 con quasi 900 morti sul lavoro e 600.000 infortuni. Non è un prezzo troppo alto: infatti lo fanno pagare a noi. Per i poteri che ci sovrastano siamo solo numeri buoni per riempire una statistica. Masse di manovra da usare, spostare, sfruttare, controllare.

Ma accade pure che, per Natale, a Faenza un operaio 45enne e uno studente 18enne impegnato in un progetto di alternanza Scuola-Lavoro cadano da un cestello sospeso a una gru perché il braccio meccanico ha ceduto facendoli precipitare per dieci metri. L’operaio è morto. Lo studente-lavoratore è ferito gravemente.

Senza indugio tal Patrizio Bianchi, Assessore alla Scuola e al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, ha dichiarato con la solita ipocrisia dei politicanti d’ogni risma:

«Questi sono episodi che non devono succedere, gli incidenti sui luoghi di lavoro non sono davvero più ammissibili».

Per noi il cordoglio delle autorità è un oltraggio ai morti e ai feriti. Le parole delle istituzioni sono grottesche perché, da troppo tempo, dicono sempre il contrario di quello che fanno.

Ma basterebbe studiare un’alternanza Politica-Lavoro obbligando chiunque voglia rivestire una carica politica o amministrativa a lavorare sei mesi l’anno in fabbrica o fonderia, e forse i morti sul lavoro diminuirebbero o almeno il numero dei politici parolai e spudorati…

Contro ogni fascismo!

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