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Giornalismo urinario

Quando il neofascista Luca Traini si mise a sparare per le strade di Macerata ai passanti di pelle scura, i media subito non cessarono di chiedersi se i migranti in Italia non fossero troppi…

È un esempio fra i tanti di come sia ridotto il giornalismo italiano, sempre pronto per alzare gli ascolti a promuovere stupidità, razzismo e intolleranza con l’aria di benpensanti democratici sinceramente preoccupati del degrado

Non fa meraviglia quindi che, dopo la festa del 25 aprile al Pratello, la sola e unica notizia che ha tenuto banco fra le tante cose belle che sono accadute in quella giornata sia il fatto che qualcuno ha fatto pipì per strada.

Senza dubbio è deprecabile che il buon Dio abbia creato la vescica e l’uretere costringendo le persone a quell’innominabile attività che si chiama fare pipì. Ed è assai più deprecabile che, per favorire bar e osterie, il Comune abbia chiuso quasi tutte le fontanelle pubbliche e abbia tolto quasi tutti i numerosi, comodi orinatoi pubblici di una volta. Uno solo è rimasto in Viale Oriani, usato soprattutto dai taxisti quando scappa

Pare che il Comune ora stia pensando a un coprifuoco dei liquidi o al pannolone obbligatorio nelle fasce orarie più a rischio. Anzi, la città sarebbe perfetta per i turisti e gli affari, se non vi abitassero anche le persone che a volte festeggiano insieme.

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