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Fascismo automobilistico

Ormai i pedoni e i ciclisti travolti da automobili in corsa sono più di due o tre al giorno. Di notte, o in pieno giorno, e persino sulle strisce pedonali. Tanti anziani, tanti immigrati travolti e uccisi da ignoti «pirati della strada». A Bologna qualche giorno fa un Suv ha colpito e ferito gravemente il poeta Gennarino, ospite del dormitorio Beltrame e un tempo grande pasticcere.

Di fronte al notevole incremento del fenomeno, viene spontaneo chiedersi fino a che punto si tratti di «tragiche fatalità» e non invece di uno sfogo fascistoide di frustrazioni o idee più o meno consapevoli. Spendo tanti soldi per la mia bella auto, e quindi posso passare sul corpo di altri a piedi o in bicicletta…

D’altra parte, a Bologna ormai non è più tanto raro trovare taxisti che si lasciano andare con i malcapitati clienti a sproloqui fascisti e razzisti contro «extracomunitari», «prostitute» e «tossici». Non di rado taxi e autobus stringono pericolosamente le biciclette contro le auto parcheggiate senza alcun bisogno. Abbiamo ricevuto tre segnalazioni recenti di taxisti che hanno dichiarato rabbiosamente di voler investire biciclette e immigrati.

Queste persone svolgono un lavoro pubblico e non si può tollerare che facciano discorsi razzisti o sessisti o cerchino addirittura di intimidire e far male.

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