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Trump dà il via libera a Erdogan per invadere la Siria del Nord

Ieri il presidente Usa Donald Trump ha parlato al telefono con l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan. Recita il comunicato della Casa Bianca: “La Turchia procederà presto con la sua operazione, pianificata da tempo, nella Siria del Nord. Le forze armate degli Stati Uniti non supporteranno né saranno coinvolte nell’operazione e, avendo sconfitto il ‘Califfato’ territoriale dell’Isis, non saranno più presenti nell’area. Il governo degli Stati Uniti ha fatto pressione su Francia, Germania e altre nazioni europee, da dove provengono molti ocmbattenti Isis, perché li riprendessero, ma loro hanno rifiutato. Gli Stati Uniti non li tratterranno per un periodo che potrebbe durare anni con grande costo per i contribuenti americani. La Turchia sarà ora responsabile per tutti i combattenti Isis catturati nell’area negli ultimi due anni“.

Una dichiarazione che avalla il piano turco di occupare l’intero Rojava per insediarvi i milioni di rifugiati siriani attualmente all’interno dei suoi confini (e grazie ai quali tiene in scacco l’Europa), e che soprattutto sancisce la fine dell’appoggio alle Syrian democratic forces, unità di combattimento della Federazione democratica della Siria del Nord, che hanno liberato città come Kobane, Manbij e Raqqa sconfiggendo lo Stato Islamico. La Federazione, che oggi si estende su oltre un quarto del territorio siriano, è oggi una regione autonoma dove trovano concreta attuazione i principi di autonomia, uguaglianza, municipalismo teorizzati da Abdullah Öcalan. Un’area, in pieno medioriente, dove le donne sono protagoniste e religione ed etnia non sono ostacolo alla convivenza sociale, dove politica ed economia sono in mano a consigli popolari e non a tiranni o istituzioni teocratiche.

Crediamo sia dovere di chiunque creda nella libertà e nella giustizia sociale difendere con ogni mezzo la Rivoluzione della Siria del Nord che oggi subisce la grave minaccia di uno dei più potenti eserciti della Nato, e non solo: l’attacco ad Afrin di inizio 2018 ha dimostrato come Erdogan non abbia ritegno di reclutare contro il Rojava tagliagole provenienti dallo stesso Isis e della milizie qaediste.

Di seguto il comunicato diffuso stamattina dalle Sdf:

Ai media e all’opinione pubblica internazionale,
Nonostante tutti gli sforzi che abbiamo fatto per evitare conflitti, il nostro impegno per l’accordo sul meccanismo di sicurezza e l’adozione delle misure necessarie a garantire la pace, le forze statunitensi non hanno adempiuto alle loro responsabilità e si sono ritirate dalle aree di confine con la Turchia. L’attacco non provocato della Turchia ai nostri territori avrà un impatto negativo sulla nostra lotta contro l’ISIS e sulla stabilità e la pace che abbiamo creato nella regione negli ultimi anni. Come Forze democratiche siriane, siamo determinati a difendere la nostra terra a tutti i costi. Chiediamo al nostro popolo curdo, arabo, assiro e siriaco di rafforzare la propria unità e sostenere l’SDF in difesa della propria terra.

Comando generale delle Forze democratiche siriane – Federazione della Siria del Nord 7 ottobre 2019
(traduzione: Rojava Resiste)

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