[BO] Enzo Raisi (Pdl) perde una buona occasione per tacere

29 Lug, 2010

Sulla strage del 2 agosto il postfascista Enzo Raisi ha dichiarato il 29 luglio al Corriere di Bologna: «non sono un investigatore di professione e quindi non sono un esperto del campo». Visto che da tantissimi anni Raisi si profonde nel negare la «matrice fascista» della strage del 2 agosto, magari dopo decenni avrebbe potuto documentarsi. Ma perché sforzarsi quando si possiedono già «certezze» precostituite e faziose! Così, eccolo dichiarare impavido al Corriere di Bologna: «La prima [certezza] è il terrorista Carlos, che ha ammesso che i suoi uomini erano coinvolti nell’attentato...».

Peccato che sia Carlos che Thomas Kram si siano dichiarati del tutto estranei alla strage, e Carlos la abbia imputata invece a «yankee, sionisti e strutture della Gladio» (ovvero alla CIA, al Mossad e a strutture militari italiane segrete che proteggevano organizzazioni neofasciste...).

Insomma, anche quest’anno Raisi ha perso una buona occasione per tacere e non prodursi nelle sue solite insulse provocazioni.

[BO] lun 2 ago h.12: presidio contro le deportazioni di Faith e Ngom

29 Lug, 2010

Il 2 agosto, dopo il corteo per il trentennale della strage, dalle ore 12 un gruppo di compagne organizza un presidio in Piazza Roosevelt, tra la questura e la prefettura, per protestare contro il rimpatrio forzato di Faith, la ragazza nigeriana condannata a morte nel paese in cui è stata deportata (vedi la notizia su Radio Città del Capo, il comunicato della questura e le contestazioni dell'avvocato, l'Unità e Repubblica), e contro la possibile deportazione di Ngom, arrivata in Italia dodici anni fa e ora rinchiusa nel CIE di via Mattei (vedi l’Unità). (Continua)

Liberi dalla paura, contro ogni revisionismo: nuove adesioni

29 Lug, 2010

Vai al comunicato con le adesioni

Il fascismo ricorrente

28 Lug, 2010

Ripubblichiamo da Carmilla una recensione alla raccolta di saggi L’uniforme e l’anima. Indagine sul vecchio e nuovo fascismo del collettivo Action30. Oggi come non mai è necessario avere un’idea non semplicistica dei fascismi contemporanei per poterli contrastare nelle loro forme molteplici. E quello del collettivo Action30 è un libro che aiuta a farlo e su cui occorre ragionare per sperimentare una lotta antifascista all’altezza delle sfide del presente.

Il fascismo ricorrente
di Vittorio Sergi

“Oso citarvi colui che era ritenuto un grande dittatore, Benito Mussolini. Nei suoi diari ho letto recentemente questa frase:
Sostengono che ho potere, non è vero. Forse ce l’hanno i gerarchi, ma non lo so. Io so solo che posso ordinare al cavallo vai a destra o vai a sinistra, e di questo posso essere contento.”
Silvio Berlusconi – La Stampa, 28 maggio 2010.

“Non ho il benché minimo dubbio che Berlusconi voglia restaurare il fascismo in Italia. Non è un fascismo come quello degli anni trenta, fatto di gesti ridicoli come l’alzare il braccio teso. Ne ha altri, ugualmente ridicoli. Non sarà un fascismo in camicia nera, ma in cravatta di Armani.”
José Saramago – “El Pais”, 14 ottobre 2009.

In Italia il fantasma e l’aura nefasta del fascismo periodicamente ritornano ad accompagnare i potenti nei momenti di scontro più duro con le forze progressiste e rivoluzionarie. (Continua)

[BO] Addio al sacerdote fascista tra i saluti romani

28 Lug, 2010

Accompagnati da saluti romani (vedi foto) si sono svolti il 27 luglio nella chiesa di Santa Maria dei Servi i funerali del sacerdote fascista Pellegrino Santucci morto a 89 anni. Erano presenti alle esequie anche Galeazzo Bignami (ex AN) e Maurizio Cevenini, uno dei candidati «di sinistra» alla poltrona di sindaco di Bologna. (Continua)

2 agosto: la «pista introvabile» del revisionismo d’accatto

27 Lug, 2010

A un elegante incontro promosso da una deputata del PdL presso l’esclusiva Sala del Cenacolo della Camera e intitolato «Strage di Bologna: una storia da riscrivere?», il giudice Rosario Priore ha affermato che «la rappresaglia da parte del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina è una chiave piuttosto utile per l’interpretazione della strage di Bologna». (Continua)

Strage di Loriano Macchiavelli

26 Lug, 2010

Intorno alla ricorrenza della strage neofascista del 2 agosto, ogni anno si consuma qualche meschina provocazione “postuma” dello Stato. Nel 2009 ci fu il blocco delle pensioni ai familiari delle vittime, concesse solo pochi anni prima. Quest’anno invece c’è l’annuncio che fra breve il segreto di Stato non durerà più quindici anni rinnovabili una sola volta (cioè trent’anni), ma sarà prorogabile a piacere ogni qual volta i vertici statali ne sentiranno il bisogno o il prurito. E il segreto sui documenti verrà deciso dagli stessi servizi di sicurezza secondo regole interne e nuove prolungate decorrenze: segreto, segretissimo, riservato, riservatissimo... (Continua)

L’estrema destra nell’Europa centro-orientale

25 Lug, 2010

East Journal ha pubblicato una serie di approfondimenti sui movimenti politici di estrema destra nell’Europa centro-orientale. In Europa orientale l’estrema destra si distingue in due tipologie:

– movimenti neonazisti, che recuperano tutta la simbologia del Terzo Reich integrandola talvolta con elementi appartenenti alla cultura locale;

– partiti populisti che utilizzano a scopo di costruzione del consenso retoriche fondate sull’antisemitismo, l’antieuropeismo, la discriminazione di minoranze etniche, religiose e sessuali, il fondamentalismo religioso e il nazionalismo violento. (Continua)

[BO] Due Agosto: Liberi dalla paura, contro ogni revisionismo

23 Lug, 2010

LIBERI DALLA PAURA, CONTRO OGNI REVISIONISMO

Sono passati trent’anni dalla strage neofascista del 2 agosto 1980. La bomba che esplose nella sala d’aspetto della Stazione di Bologna costò la vita a 85 persone. Da allora si sono susseguiti depistaggi e menzogne di Stato, volte a coprire e proteggere i mandanti della strage, così come è avvenuto e avviene per tutte le quattordici stragi che hanno insanguinato il paese negli ultimi decenni. Ancora oggi non abbiamo verità e giustizia.

Quest’anno che la pista palestinese ha mostrato tutta la sua illogicità storica, che si è dissipato il polverone intorno a immaginate o presunte presenze a Bologna di questo o quel bombarolo famoso, i professionisti del depistaggio mediatico hanno cercato vanamente di imbastire l’ennesima «pista internazionale» con ipotetiche «rivelazioni» della Commissione Mitrokhin e carte provenienti dall’altro versante della cortina di ferro.

Il 1980 fu anche l’anno in cui il DC9 Itavia decollato da Bologna e diretto a Palermo fu abbattuto da un missile Nato. Ottantuno vittime, un’altra cicatrice ancora aperta.

Anche in questo caso il Re è nudo, il missile mirava a colpire un velivolo libico su cui viaggiava Muammar Gheddafi nascondendosi nel tracciato radar dell'aereo civile. Anche in questo caso un omicidio di massa viene mistificato in una nuvola di falsità e ipotesi fantasiose, dal cedimento strutturale alla bomba nascosta nel wc. Furono suicidati gli anelli deboli della catena della disinformazione, incendiati archivi, i tracciati radar sparirono.

La lezione è vecchia: non si governano corpi e vite meglio che con i dispositivi della paura, e l’omicidio è uno di questi. L’ultimo decennio si è aperto con la mattanza messa in atto dalle polizie contro l’insorgenza di Genova e l’assassinio di Carlo Giuliani. Pur faticosamente, nelle aule di giustizia stanno emergendo le responsabilità delle alte sfere della forza pubblica. Tutti uomini che però, anche a seguito di condanne in appello, mantengono impunemente cariche di prestigio: una campagna lanciata in questi giorni ne chiede giustamente la rimozione.

Molti altri casi, negli ultimi dieci anni, ci parlano di supposti tutori dell’ordine che compiono omicidi, sevizie, torture, abusi sessuali, per strada come nelle prigioni e nei Cie, o che si rendono responsabili della morte in mare di chi cercava di raggiungere le frontiere meridionali della Fortezza Europa nella disperata ricerca di un futuro o una speranza. Spesso, troppo spesso, i responsabili sono non solo impuniti ma neppure indagati.

Proprio le tante violenze e bugie di Stato ci consegnano oggi un paese impaurito, corrotto, ipocrita, perbenista, razzista, sull’orlo ormai di uno sfacelo civile senza ritorno. Se i governanti in Italia non sono mai stati ispirati da un’etica della verità, oggi prevale solo un clima di autoritarismo, sopraffazione, menzogne e paura.

Tuttavia la paura non è l’unica passione che tiene donne e uomini insieme. È un paradigma a cui è possibile e necessario opporsi immaginando, praticando e difendendo spazi di libertà, di solidarietà, di creatività antigerarchica, di autorganizzazione.

Ma anche attraverso la memoria intesa come percorso collettivo, pratica concreta di lotta ed antidoto per quanto succede oggi. Non come cerimonia.

Parteciperemo e invitiamo a partecipare al corteo che lunedì 2 agosto raggiungerà la Stazione di Bologna con uno spezzone che denunci e smascheri ogni manipolazione revisionista della memoria e rilanci la necessità e l’urgenza di una società altra, libera da paura e terrore. Un mondo diverso, migliore e possibile se lo desideriamo e costruiamo insieme. Da oggi.

Liberi dalla paura, contro ogni revisionismo


Aderiscono e promuovono:

Nodo Sociale Antifascista
Tpo
Vag61
Circolo Anarchico Berneri
Xm24
Lazzaretto Autogestito
Circolo Iqbal Masih
Associazione Antigone
Bologna Prende Casa
Antagonismogay
Atlantide

Valerio Evangelisti
Gianmarco De Pieri (Tpo)
Elia De Caro (Antigone)

per adesioni: liberidallapaura@gmail.com

La macchina dei rastrellamenti

22 Lug, 2010

Quando si monta una macchina, l’uso che poi se ne fa può essere più ampio di quello originario. Chi crede che i rastrellamenti di «clandestini» non possano riguardare gli «italiani», può incominciare a scuotere le proprie certezze dinanzi al sindaco leghista di un paese trevigiano, Riccardo Missiato, che ha avviato la propria crociata contro i gay: «I gay sono malati e deviati, hanno bisogno di aiuto psicologico – dice il sindaco – dobbiamo scoprire dove sono e identificarli, e se sono clandestini devono venir espulsi. I cittadini li hanno visti sul Piave, sulla Pontebbana e nei parchi pubblici. Dire che queste pratiche sono vergognose è poco, siamo al degrado morale. E i gay non devono invadere la libertà altrui: sono stato a verificare, li ho visti che si appartavano». (Continua)

[BO] mer 21 lug h.19.30: presidio sotto il CIE di via Mattei

21 Lug, 2010

PRESIDIO SOLIDALE SOTTO AL CIE DI VIA MATTEI
(da Indymedia ER)

Da alcune settimane a questa parte, specialmente dopo il telegramma “urgentissimo” di Maroni che sollecitava le questure a deportare in massa tunisini ed algerini, la situazione nei CIE è tornata incandescente.

Da Trapani a Gradisca proteste e rivolte sono all’ordine del giorno e la repressione è sempre più violenta. Qualcuno riesce anche ad evadere. Qualcun altro, come Habibib, è da giorni sul tetto del Cie di Torino per opporsi alla deportazione, mentre un presidio di solidarietà sostiene la sua lotta ventiquattr’ore su ventiquattro.

Proprio ieri è stata deportata in Nigeria una donna, Faito, condannata a morte nel suo paese per aver ucciso chi stava cercando di violentarla.

Contro i lager della democrazia, contro la feroce macchina delle deportazioni, in solidarietà con chi lotta nei Cie, OGGI, MERCOLEDI 21 LUGLIO, DALLE 19.30 PRESIDIO SOTTO AL CIE DI VIA MATTEI

Antirazziste e antirazzisti

I rosso-bruni: vesti nuove per una vecchia storia

21 Lug, 2010

Come si sa, l’ideologia del Fascismo è nata storicamente da una rete di scambi e ibridazioni fra “destra” e “sinistra”, combinando lotta di classe e nazionalismo, dittatura del proletariato e stirpe eletta, socialismo e razzismo. L’ideologia fascista da sempre si è alimentata di discorsi rivoluzionari per virarli verso l’autoritarismo. Per questo la resistibile ascesa dell’estrema destra porta con sé persistenti fenomeni di collaborazionismo e mimetismo politico. Per questo i neofascisti sono tanto interessati a fare discorsi “di sinistra”, “anticapitalisti”, “rivoluzionari”, “antimperialisti”. Non da oggi è la loro strategia, tanto più in tempi di crisi economica e crescente disagio sociale. Ripubblichiamo da Carmilla un articolo che fa il punto sulle organizzazioni neofasciste “rosso-brune”.

I rosso-bruni: vesti nuove per una vecchia storia
di Valerio Evangelisti


[Questo breve articolo di tono divulgativo, apparso sul numero di giugno della rivista Su la testa, legata al PRC, non doveva apparire su Carmilla. Esistono in rete inchieste sullo stesso tema molto più accurate, di cui fornirò i riferimenti. Se mi risolvo a pubblicarlo qui è perché, a scoppio ritardato, ha causato nei diretti interessati reazioni scomposte, ai limiti dell’isteria. In particolare, ciò è avvenuto per le tre righe piuttosto neutre consacrate a Costanzo Preve, elencato tra i marxisti sedotti dall’ipotesi rosso-bruna. In appendice, fornirò qualche indicazione bio-bibliografica sui curiosi difensori che, per l’occasione, l’illustre “filosofo marxista” ha trovato. Naturalmente, a tutti è lecito cambiare idea, ma se la schiera dei “versipelle” è troppo folta dà adito a sospetti.]

L’ultimo, sconcertante prodotto della strana famiglia che sto per descrivere ha per nome “autonomi nazionalisti”. Si tratta in effetti di giovani neonazisti che fanno propri alcuni simboli esteriori non tanto dell’autonomia, quanto dell’anarchismo più radicale.

Vestono le tutine nere dei “Black Bloc”, si fregiano della A cerchiata. Di recente hanno occupato una casa rurale abbandonata nei pressi di Pavia, con l’intento di farne un centro sociale. Inalberano l’insegna del movimento internazionale “Antifa Aktion”, rappresentata da una bandiera rossa giustapposta a una nera, se i militanti sono in prevalenza marxisti, o una nera su una rossa, se prevalgono gli anarchici. L’emblema vuole comunque indicare l’unità di anarchici e marxisti contro il fascismo. Non è così per gli “autonomi nazionalisti”. Nella loro versione, la bandiera nera copre la rossa, ma la scritta attorno è “Anti-Antifa Aktion”. Il nemico è dunque l’antifascismo militante. (Continua)

[BO] «Pancetta nera» e «CocoCamerata». Le notti di Carella a P.ta San Vitale

19 Lug, 2010

Mentre via San Vitale è chiusa per i lavori del Civis, apre alla Porta il «ristorante» di Daniele Carella: cene «antidegrado» sul marciapiede per sdoganare la cultura di estrema destra con titoli ammiccanti quali «CocoCamerata» o «Pancetta nera». Quest’ultimo titolo sembra richiamarsi al fumetto d’epoca fascista Le avventure di Pancetta Nera, un ragazzino africano al seguito dell’esercito italico in Etiopia.

Svanito il sogno romano dell’Impero, perdute le baionette, si passa alle alacri forchette antidegrado. Il manipolo d’arditi elegge a desco il suolo stesso dell’amata Patria vilipesa. Armati sol di posate e bavagli littori, i coraggiosi affronteranno a morsi crescentine, coppa e salamino. Molti rutti, molto onore! Un mascarpone? Guai però a chiamarlo dessert. Solo felsinee parole salutino il ritorno dei biassanot. Caffè? Me ne frego!

«Ci è piaciuta l’idea di stare sul marciapiede a mangiare riappropriandoci della città e abbiamo deciso di continuare», spiega Mirko Cinti, ufficiale di Polizia giudiziaria di Castel Maggiore. «Siamo tutti persone di destra e non ci manca l’ironia – sottolinea Carella – ma il nostro intento è soltanto quello di occupare il territorio in modo positivo, con iniziative spartane, perché se ci siamo noi non vengono delinquenti, vandali e incivili».

Nella novella Sparta non manca l’ironia. Infatti l’ex consigliere comunale berlusconiano Carella dichiara serafico: «Un’iniziativa apartitica, nonostante sia partita da persone attive in politica». Speriamo solo che questa brava gente non voglia rinnovare a Bologna l’epica conquista di Addis Abeba.

[Le dichiarazioni tra virgolette dei cococamerati sono trascritte dal “Corriere di Bologna” del 18 luglio 2010]

Sinistri allo sbando

19 Lug, 2010

Dopo gli svastichismi polacchi, ecco sui muri toscani la «Madonna del Terzo Reich» che pubblicizza una mostra di tal Giuseppe Veneziano a Pietrasanta in Versilia (vedi Femminismo a Sud). Com’era prevedibile, il manifesto ha suscitato scalpore e la pubblicità sulle ossa di milioni di morti garantisce oggi un discreto successo. Giuseppe Veneziano replica così alla polemiche: «Se l’arte non provoca, allora cosa deve fare?». Non pretendiamo certo di dare risposte sul che fare dell’arte, ma con la logica del Veneziano qualsiasi provocazione è «arte» e un neofascista che spranga potrà sempre dire che era una performance... Una logica vicina a quella di CasaPound.

La «Madonna del Terzo Reich» ha ricevuto il patrocinio del sindaco Domenico Lombardi (PD) che ammette di essersi distratto: «Non l’avevo vista prima, altrimenti forse ne avrei scelta un’altra». (Continua)

Resistenza al confine orientale e questione “foibe”: ricerca storica o disinformazione strategica?

18 Lug, 2010

Scrive Claudia Cernigoi, a proposito della traccia dell'esame di maturità 2010 sulle foibe [2] «...mi sono messa nei panni di uno studente maturando nell’anno di grazia 2010 e mi sono detta: alt, non è una passeggiata. Intanto perché bisognerebbe capire quale preparazione hanno avuto gli studenti su questo argomento, su quali testi storici sono stati istruiti, o se piuttosto quello che sanno è solo quanto è stato diffuso come propaganda, se la loro conoscenza delle foibe deriva dal filmino “Il cuore nel pozzo”, dalle esternazioni dei gruppi neofascisti o neoirredentisti, dalle semplificazioni ideologiche (e non storiche) sulle quali si basano la maggior parte degli storici “accreditati”. No, non sarebbe stato un tema facile da svolgere per un maturando. Però io, che ho al mio attivo una quindicina di anni dedicati allo studio delle “foibe”, ho pensato di sviluppare questa “traccia” nel modo seguente, che è la rielaborazione di un intervento che ho fatto al festival delle culture antifasciste di Bologna il 1° giugno scorso». Leggi su Carmilla on line