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[UD] Un campo di concentramento fascista rubato alla memoria

Vicino a Palmanova (UD) c’era il campo di concentramento di Gris. Fino a ieri, sul posto nessun segno ricordava quel terribile luogo.

Un tempo area di un devastante dominio su bambini, donne e uomini croati e sloveni, oggi zona di devastazione della natura e del territorio.

Così, per ricordare e resistere, si è tenuta l’1 novembre una commemorazione con vari interventi fra cui anche quello del Coordinamento Antifascista Friulano.

Nel suo intervento, il Coordinamento Antifascista ha ribadito l’importanza dell’antifascismo militante e di combattere il revisionismo strisciante proveniente anche da sinistra, come nel caso di San Giorgio di Nogaro in cui un sindaco, proveniente dalla file del PCI, per opportunismo elettorale, ha dedicato una targa ad un medico, ex segretario dell’MSI, ma nessun ricordo in loco, del valoroso partigiano sangiorgino, Gelindo Citossi (Romano il Manzin), artefice, fra l’altro, di uno dei principali episodi della Resistenza in Italia, cioè l’assalto alle carceri di Udine, il 7 febbraio 1945.

Più dettagli su info-action.

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CasaPound? No ai servi delle larghe intese!

Dopo la provocazione squadrista del 19 ottobre a Roma, CasaPound ci riprova, ma da Trento a Napoli i «fascisti del terzo millennio» tutti sanno ormai chi sono…

A Trento, sabato 9 novembre CasaPound intende inaugurare un presunto «circolo culturale» chiamato «Il Baluardo». Ma contro l’apertura della sede neofascista già lunedì 4 novembre alle ore 20 si terrà un’assemblea pubblica presso la sala circoscrizionale di Piedicastello convocata dal Centro Sociale Bruno. «Per noi l’antifascismo è una pratica quotidiana, controculturale, di resistenza a razzismo, squadrismo, omofobia e machismo. Queste organizzazioni percepiscono finanziamenti pubblici dalla Provincia. Gli è concesso di utilizzare sale pubbliche. Ricevono i patrocini dai comuni di Riva e Arco per finte iniziative di solidarietà, pretesti per propagandare il loro credo».

A Napoli, durante la manifestazione contro il disastro ecologico dei rifiuti tossici, la provocazione di CasaPound che ha cercato di entrare in corteo, ha suscitato un’immediata, spontanea presa di distanza. «Abbiamo costituito uno sbarramento in coda al corteo impedendo ai neofascisti di entrare tra gli applausi di tutti gli ultimi spezzoni della manifestazione. Perché i neonazisti non li vuole nessuno! Il gruppetto di neofascisti è rimasto così fermo a piazza Dante protetti dalla polizia».

CasaPound? No ai servi delle larghe intese!

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Strategia della tensione? Dubbi sull’attacco ad Alba Dorata

Due neonazisti morti e un altro ferito attualmente in condizioni gravi: è questo il bilancio dell’agguato di ieri sera ad Atene davanti alla sede di Alba Dorata nel quartiere periferico di Neo Eraklio. Si è trattato di una vera e propria esecuzione: i due attentatori sono arrivati davanti alla sede neonazista attorno alle 19, a bordo di moto di grossa cilindrata, sono scesi e si sono avvicinati, hanno puntato le loro pistole semiautomatiche Zastava contro gli estremisti di destra che sostavano davanti all’ingresso e hanno aperto il fuoco con precisione. Leggi tutto su Contropiano.

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[Cuneo] mar 5 nov h.20.30: presidio antifascista e No Tav


Riceviamo e condividiamo la convocazione di un presidio a Cuneo per il 5 novembre in cui si tiene un processo vergognoso per il quale certo il ministro Cancellieri non dirà «è la fine del modo» e «qualsiasi cosa io possa fare conta su di me»…

Mentre nelle aule del Tribunale ci si ingegna per mandare in galera con pene fino a 7 anni e mezzo chi concretamente ha cercato di contrastare la presenza fascista in città, l’antifascismo istituzionale cuneese invita a parlare Caselli, il procuratore capo di Torino che tanto zelo dedica alla repressione delle lotte, ultima in ordine di tempo quella del movimento popolare che si oppone all’Alta Velocità ferroviaria in Valsusa.

Nell’assordante silenzio della coscienza antifascista di Cuneo che tollera i fascisti in città, trasforma Duccio Galimberti in una grottesca macchietta per promuovere un appuntamento podistico e non ha nulla da ridire se si propongono pene degne del ventennio per un episodio di resistenza antifascista simile a tanti altri di cui la nostra città può essere fiera, dimostriamo ancora una volta che c’è chi non è disposto a starsene zitto mentre quest’opera di revisionismo storico e culturale viene messa in atto. Continued…

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Dacci oggi il nostro fascismo quotidiano

Con singolare misericordia lo Stato dà ogni giorno qualche nuovo, miracoloso esempio di fascismo quotidiano. Ecco il Ministro della Giustizia che parla al telefono con un esponente del clan di Salvatore Ligresti dopo gli arresti del luglio 2013:

– Comunque guarda, qualsiasi cosa io possa fare conta su di me, non lo so cosa possa fare, però guarda son veramente dispiaciuta.
– È stata la fine del mondo.
– Sì, la fine del mondo, sì.

Se per il Ministro l’arresto di un pezzo grosso è «la fine del mondo», invece un’apocalisse annunciata da vent’anni è quella del Casertano. Nel 1997, un esponente del clan dei Casalesi, Carmine Schiavone, dichiarò davanti alla Commissione parlamentare sulle Ecomafie che erano tali e tante le montagne di rifiuti tossici sepolte nel Casertano con il consenso implicito dello Stato che la gente sarebbe tutta morta di cancro:

– Gli abitanti lì intorno non credo che si salveranno: chi vive in paesi come Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno e così via, avrà, forse, venti anni di vita.

Così, forse per non turbare il buon andamento dell’economia, nel 1997 la Commissione parlamentare mise subito il segreto di Stato su quei verbali e solo adesso sono diventati pubblici. In modo che chi muore oggi di cancro, abbia la consolazione di sapere che la sua vita è stata proficuamente venduta da politici, affaristi, massoni, mafiosi e funzionari di Stato.

Ma non si creda che vi sia una qualche forza istituzionale al di fuori del gran gioco incrociato delle connivenze. Ecco una mirabile iniziativa a sostegno della Siria prevista per il prossimo 16 novembre a Terni e promossa dal PDCI («Partito dei Comunisti Italiani») e dall’Associazione «I primi della strada» (qui il loro facebook con gagliardetto italico) insieme… ai neofascisti di «Stato e Potenza». Leggi tutto su Militant.

Un po’ di fascismo quotidiano lo Stato, le Mafie e i Partiti non lo negano a nessuno.

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[Reggio Emilia] Forza Nuova si raduna all’Hotel Airone e scatta la protesta

Dopo il flop di Ravenna, ecco che Forza Nuova tenta di sbarcare anche a Reggio Emilia, dove vorrebbe presentare una lista per le amministrative del 2014 e aprire una sede. Ma lo sparuto gruppo di neonazisti in trasferta permanente ha incontrato resistenze anche a Reggio.

Per sancire le proprie fantasie di potere, il segretario locale di Forza Nuova, tal Fabrizio D’Aria, ha accolto all’Hotel Airone – zona Campovolo – il leader del partito Roberto Fiore, detto «Crisantemo». Al suo fianco una ventina di militanti in camicia bianca, contro i quali è stata diretta la protesta di circa cinquanta antifascisti reggiani che si sono raccolti a poche centinaia di metri di distanza. Più dettagli su ECN antifa.

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[BO] mar 29 ott h.19: Dimitri Deliolanes parla dei neonazisti greci di Alba Dorata

Martedì 29 ottobre: FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA, via Zamboni 38, AULA 3, ore 19

Presentazione del libro Alba Dorata (Fandango 2013) con l’autore Dimitri Deliolanes organizzata dalla «Rete degli universitari» per comprendere meglio uno dei più inquietanti esempi di rinascita di un partito di stampo nazista in Europa.

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Riaprirà il CIE di Bologna?

«I CIE sono un inferno», hanno dichiarato a più riprese i parlamentari del PD, vent’anni dopo averli voluti con la legge Napolitano-Turco. Così oggi c’è chi dice che a Bologna il CIE non riaprirà mai più. Ma non è affatto detto che sia così. Fra non molto, passata l’emozione per i morti nel Mediterraneo, la Prefettura potrebbe indire un nuovo bando per la gestione del centro dal 2014.

Certo è che il gruppo più attivo che si è mobilitato contro il CIE di Bologna, cioè contro «un inferno», è ora sotto processo a Bologna anche e soprattutto per quella lotta, con l’accusa di «associazione a delinquere con finalità eversiva». Qui il resoconto delle prime udienze e il calendario delle prossime.

Ma se davvero «i CIE sono un inferno», forse l’«associazione a delinquere con finalità eversiva» andrebbe attribuita a chi li ha voluti, costruiti, fatti funzionare, sovvertendo il diritto all’inviolabilità della libertà personale che figura tra i principi fondamentali della Costituzione (art. 13) ed è stato formalmente garantito in Europa fin dall’Habeas corpus dell’anno 1215.

Non ci si può fidare della Politica e del linguaggio ipocrita del potere. Anche Cofferati aveva promesso in campagna elettorale di chiudere il CIE, ma una volta eletto aveva mandato le ruspe sulle baracche. Domani, quelle stesse persone che ora si cospargono il capo di cenere per gli orrori dei CIE, sono pronte a tornare a far affari rastrellando e imprigionando corpi «clandestini».

«No free man shall be imprisoned» (Magna Charta, 39)!

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[RA] Ennesimo flop di Forza Nuova contestata dagli Studenti antifascisti ravvennati

«Massima mobilitazione». Così Forza Nuova Ravenna aveva chiamato a raccolta i suoi sostenitori dalla pagina di Facebook per una manifestazione contro la moschea di Ravenna da tenersi sabato 26 ottobre dalle 14 in Piazza Gandhi.

Già fra il 9 e il 10 ottobre i neonazisti di Forza Nuova avevano appeso nella notte uno striscione sul perimetro esterno della moschea inaugurata cinque giorni prima: «Lepanto ce l’ha insegnato, l’Islam va fermato».

Tuttavia, invece della «massima mobilitazione», il 26 ottobre in Piazza Gandhi c’era il solito sparuto gruppo di neonazisti in trasferta permanente a fare il solito show con saluti romani, slogan fascistoidi e bandiere.

Ma c’erano anche gruppi di antifascisti che hanno protestato energicamente contro la cultura dell’odio xenofobo promossa dal gruppo neonazista. Nel breve parapiglia un poliziotto è rimasto lievemente contuso in una caduta.

Qui cronaca e foto della contestazione.

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[Verona] sab 9 nov: «La mobilitazione queer continua»


Riceviamo e condividiamo il programma del convegno organizzato a Verona per il 9 novembre come spazio di riflessione antiautoritaria e anche come risposta alle provocazioni fascistoidi e clericali della giunta del sindaco Tosi.

La mobilitazione queer continua


Sabato 9 novembre gay-lesbiche-bisex-trans-intersex, da tutta Italia, si danno appuntamento in Gran Guardia a Verona.

Una risposta precisa e inequivocabile, colta ma ironica, competente dal punto di vista scientifico e culturale ma aperta ai contributi e alla discussione. Infine, per metodo, modalità e intenti, una risposta politica.

Così il convegno del 9 novembre p.v. “ControNatura? Lesbiche, gay, bisessuali, asessuali, trans*, intersex/dsd si interrogano sul loro posto nel creato”, promosso e coordinato dai gruppi e dalle associazioni glbtqi veronesi, replica a quello organizzato dalle associazioni cattoliche in odor di integralismo il 21 settembre u.s. e titolato “La teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo?”, in cui “brillanti” accademici anti-evoluzionisti e creazionisti hanno discettato sulla difesa della “famiglia naturale” e sull’omosessualità come “malattia che si può guarire”. Continued…

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