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Ipocrisia e repressione

Mentre i politici vengono accolti a Lampedusa al giusto grido di «Assassini!», adesso le istituzioni scoprono la vergogna e la violenza del reato di «clandestinità», dopo quasi vent’anni che sono in vigore leggi come la Napolitano-Turco e la Bossi-Fini. E via con le lacrime ipocrite dell’eterno trasformismo italico.

Invece chi in questi vent’anni ha lottato in prima persona contro la barbarie xenofoba e fascista promossa o sovvenzionata dai ceti dirigenti d’Italia, si trova ora a fare i conti con l’uso fantasioso e vendicativo della «legge» come nuova moda normalizzatrice.

A Cuneo per i sedici antifascisti accusati di aver contestato l’apertura di una sede dei neofascisti di CasaPound, il magistrato ha chiesto ora pene fino a 7 anni e mezzo di carcere. Scontri con la polizia, danneggiamento di alcune autovetture, imbrattamento e utilizzo di petardi sono i gravi reati a loro attribuiti.

Scrive «La Stampa», per giustificare la severità delle pene richieste: «Francesca Nanni [il procuratore] ha fatto intendere che l’intenzione del gruppo più attivo della sommossa era di dare fuoco al locale di via Alba».

Ma se a Cuneo valgono le fantasticherie sulle «intenzioni», a Bologna si procede invece senza il minimo «supporto» contro chi ha solidarizzato con i «clandestini» e ha denunciato il ruolo violento dell’ENI. È un dato che emerge anche dall’opuscolo Sull’operazione Outlaw:

«Il Gup Santucci decide di mandare a processo 21 degli imputati, escludendone 6. Le motivazioni sono inquietanti e recitano più o meno così: l’accusa non ha un fondato supporto ma gli avvocati avranno modo di dimostrarlo nel corso del processo».

Mentre in Parlamento un regime ipocrita e violento approva la cancellazione del reato di «clandestinità», lo Stato processa proprio chi in questi anni ha gridato forte che nessuna persona deve essere clandestina, chi ha voluto gridare sotto le mura dei CIE la propria solidarietà alla gente disperata che vi veniva internata dentro, chi ha denunciato l’orrore, le vessazioni, i maltrattamenti, gli affari e le collusioni del razzismo di Stato.

Potranno travestirsi da agnelli e scordare vent’anni di razzismo e di morte, potranno condannare chi ha affermato generosamente un’ideale di libertà per tutt*, ma il grido che ha accolto i politici a Lampedusa è una verità storica che non sarà cancellata.

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[BO] dom 6 ott h.16: fiaccolata della comunità eritrea di Bologna per ricordare le stragi di migranti nel Mediterraneo

Aggiornamento

La fiaccolata preannunciata per domenica 6, è stata anticipata al 5 ottobre. Ritrovo a Bologna in Piazza del Nettuno alle ore 16. In caso di pioggia il presidio si terrà nel portico del cortile d’onore di Palazzo d’Accursio.

Una fiaccolata della comunità eritrea di Bologna partirà domenica 6 ottobre 2013 alle ore 18 da Piazza dell’Unità per ricordare le stragi di migranti: «Ricordiamo i nostri fratelli e sorelle».

Su Asmarino un resoconto dell’orrore in inglese.

Vedi anche il documento del Coordinamento migranti: Migranti: un’altra strage politica.

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Una candelina non basterà a lavarvi la coscienza

Ormai si sta passando dall’ipocrisia di regime al regime dell’ipocrisia. Sono quasi vent’anni che la legge Turco-Napolitano e poi la Bossi-Fini hanno cercato di limitare al massimo il fenomeno immigratorio, impedendo ai migranti dall’Africa o dall’Oriente di prendere un aereo per l’Italia e costringendoli – per un costo anche dieci o quindici volte superiore – ad affidarsi a ciò che i giornali chiamano, con lugubre eufemismo, i «viaggi della speranza». Sono norme che sono costate un numero imprecisato di vite umane, forse 200.000: uomini, donne, bambini, vecchi…

Non vi è dubbio che la Turco-Napolitano e la Bossi-Fini siano leggi contrarie ai principi fondamentali di umanità e di solidarietà. Anzi, la Turco-Napolitano è stata la prima legge di ispirazione razzista in Italia dopo le feroci leggi antisemite del 1938. Ma chi in questi anni le ha contestate e ha manifestato davanti ai CIE è stato sempre perseguito con estrema durezza dallo Stato: così è accaduto ad esempio al Circolo anarchico “Fuori Luogo” di Bologna, una sede di dibattito politico chiusa d’imperio dalla magistratura, proprio come si faceva ai tempi del Ventennio. Continued…

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Piazza Fontana: archiviate le ultime fantasiose inchieste

Rimuovere il sangue delle stragi d’Italia facendo finta di volere la verità: quante volte lo abbiamo visto in questi anni come se quegli eventi remoti fossero un passato che non passa e avvenissero ancora. E forse è così.

Ci sono state le indagini della magistratura sulle pretestuose «piste alternative» per la strage del 2 agosto 1980, con file di camion di carte segrete provenienti dai paesi dell’Europa dell’Est. Aperte solo per fare un po’ di polverone sui giornali. E infine in via di archiviazione come un nulla di fatto, perché la verità si può dimenticare ma non cancellare.

Vi è stata la riapertura delle indagini per la strage di Piazza Fontana propiziata da un libro fantasioso e furbo come il Segreto di Piazza Fontana di Paolo Cucchiarelli e da un film ipocrita e oltraggioso come Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana. Aperte solo per fare un po’ di polverone sui giornali. E ora anch’esse archiviate come un nulla di fatto, perché la verità si può dimenticare ma non cancellare.

Sappiamo tanto della strage di Piazza Fontana. Conosciamo i nomi degli assassini. Ma nell’ipocrisia del linguaggio giornalistico resta sempre una «strage senza colpevoli».

Nessuna strage di Stato pare avere davvero dei «colpevoli». A cominciare da quelle coloniali del Fascismo come ricorda Yodit Berhane:

«Si studia storia americana, francese e spagnola, ma poi non si studia la storia dell’Italia e delle sue colonie africane. Quasi nessuno, ad esempio, conosce la figura di Rodolfo Graziani, a cui hanno persino avuto il coraggio di dedicare un sacrario, costato circa 120 mila euro e inaugurato l’11 agosto 2012 ad Affile, in provincia di Roma. Un generale fascista da molti considerato eroe di guerra, nonostante il sanguinario massacro di Addis Abeba (secondo fonti etiopiche circa 30.000 morti) e l’uccisione di almeno 1600 preti cristiano-copti, accusati di aiutare i ribelli Etiopi nella rivolta contro la colonizzazione italiana. Venne inserito dall’Onu nella lista dei criminali di guerra per l’uso di gas tossici e i bombardamenti degli ospedali della Croce Rossa, e sterminò migliaia di cristiani, fra cui donne e bambini».

Quando si tratta di funzionari dello Stato non c’è memoria che tenga, non c’è indagine che chiarisca… Basti il caso della Uno Bianca per cui tutto fu messo a tacere nel volgere di una mattinata. Basti pensare alla Scuola Diaz, a Bolzaneto, alle questure d’Italia… Medaglie d’oro, divise e parate sì, ma non la verità che è un ornamento incompatibile con ogni apparato di potere.

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Movimento Trieste Libera?

Un movimento che si dichiara “né di destra né di sinistra”, un avvocato dalle chiare posizioni filo nazifasciste e razziste, una teoria economica sulla “moneta locale” ispirata a pensatori della destra antimondialista, Giacinto Auriti in primis (l’ex missino che collaborò con Beppe Grillo nella stesura di Apocalisse morbida nell’ormai lontano 1998)…

Ecco il Movimento Trieste Libera (MTL) che domenica 15 settembre ha portato in piazza, in nome del distacco del Territorio Libero di Trieste dall’Italia, 5.000 persone. Leggi tutto su Carmilla.

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[Roma] 36 anni fa Walter Rossi, a Roma Alba dorata si chiamava MSI

Le iniziative in occasione dell’anniversario dell’omicidio di Walter Rossi, militante di Lotta continua. I killer uscivano da una sede del MSI. Leggi tutto su Globalist.it.

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Austria: cresce l’estrema destra

In Austria le recenti elezioni politiche hanno segnato una forte avanzata dell’estrema destra della FPOE («Freiheitliche Partei Österreichs», «Partito della Libertà Austriaco») guidata del successore di Joerg Haider, Heinz-Christian Strache. La FPOE, capeggiata fino al 2005 da Haider, ha ottenuto infatti il 20,7%, rispetto al 17,5% di cinque anni fa.

Heinz-Christian Strache illustra così i suoi punti di riferimento nella geografia dell’Europa nera:

«Abbiamo un rapporto di amicizia e di collaborazione molto buono con la Lega Nord. Cooperiamo anche con il partito fiammingo belga Vlaams Belang e recentemente abbiamo incontrato Wilders. Ci stiamo confrontando a diversi livelli, guardando al futuro anche in vista delle prossime elezioni europee».

Va detto che la strategia elettorale della FPOE non è stata quest’anno all’insegna dei soliti toni violentemente xenofobi, ma dell’ipocrisia del «Prima gli austriaci» e «Amiamo l’Austria» per far passare contenuti razzisti, familisti e nazionalisti sotto la formula del patriottismo euroscettico.

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[BO] Forza Nuova si copre di ridicolo

Alla fine il raduno di Forza Nuova non ha nemmeno avuto Piazza Galvani e i neonazisti hanno tenuto il loro minuscolo «comizio» in un angolo deserto di Piazza San Domenico tra cori e sberleffi del corteo antifascista bloccato dal solito imponente schieramento di forze dell’ordine.

Una quarantina di marziani fra i trenta e i quarant’anni arrivati in gran parte da fuori Bologna hanno farfugliato i soliti slogan e sventolato le loro lugubri bandiere per poi ascoltare la breve omelia di Roberto Crisantemo contro «il comunismo emiliano che coccola omosessuali e immigrati». Che dire? Come commentare l’evento?

«La broda che incolla!» è il grido di battaglia: contro la r/esistenza la gioventù si squaglia!

Vedi anche Zic, Radio Città del CapoRepubblica, Corriere.

Intanto in Grecia si scopre che Alba Dorata è un’«organizzazione criminale» di squadristi e assassini «ricalcata sulle strutture di comando naziste»…

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[BO] sab 28 set h.16: mobilitazione antifascista contro Forza Nuova in Piazza Nettuno

Riceviamo e condividiamo il comunicato di Bologna Antifascista che dà appuntamento domani sabato 28 settembre alle ore 16 in Piazza Nettuno.

Sabato 28 settembre ore 16 piazza del Nettuno: Bologna è Antifascista.

PER I DIRITTI DI TUTTE E TUTTI

Oggi sabato 28 settembre piazza Galvani vedrà la squallida presenza dei fascisti di Forza Nuova e del suo ducetto Roberto Fiore.

Forza Nuova, corpo estraneo a questa come altre città, si presenta come il corrispettivo italiano di Alba dorata, formazione neonazista greca responsabile di innumerevoli aggressioni a migranti, gay e lesbiche, militanti di sinistra in genere. Solo pochi giorni fa i neofascisti greci hanno assassinato ad Atene il trentaquattrenne Killah P., noto rapper e attivista antifascista.

Questo avviene in un quadro di crisi, che è in realtà un chiaro attacco alle condizioni di vita di tutte/i noi attraverso lo smantellamento del welfare e dei servizi sociali. In Grecia come in Italia.

È così che chi ha nel proprio Dna politico l’odio e la violenza contro “il diverso” cerca di affermare la propria agibilità facendo leva sulla paura e sull’insicurezza. Concetti, questi, sempre più spesso amplificati dalla stampa e utilizzati, anche a Bologna, da rappresentanti delle istituzioni per mettere in pratica politiche di esclusione e di controllo del territorio.

Al contrario, noi crediamo che l’unica risposta concreta alla crisi passi per un allargamento degli spazi di partecipazione, attraverso pratiche inclusive di lotta sociale e rivendicazione di sempre maggiori libertà e diritti per tutte/i. L’unica differenza che vogliamo combattere è quella tra i pochi che hanno tanto e la stragrande maggioranza che ha sempre meno.

Per questo riteniamo che a Bologna non ci sia spazio per formazioni neofasciste ma solo per l’affermazione di libertà e diritti. Invitiamo tutti e tutte alle 16 in piazza del Nettuno.

BOLOGNA ANTIFASCISTA

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Da Bologna a Brescia: il 28 settembre manifestazione dei migranti #bastabossifini

Manifestazione dei e delle migranti contro razzismo e sfruttamento

Sabato 28 settembre ore 15 – Piazza della Loggia, Brescia

Per informazioni sui pullman da Bologna a Brescia per la manifestazione vedi il sito del Coordinamento migranti.

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