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[BG] Don Tam celebra la Repubblica di Salò

Da Mirabello a Bergamo l’esperienza nazifascista della R.S.I. resta un riferimento costante delle varie versioni dell’estrema destra italica. Non a caso l’Associazione Edera di Bologna ha sempre invitato a devolvere il 5 per mille alla Fondazione R.S.I. (scarica e leggi il dossier del Coordinamento Antifascista Antirazzista Toscano).

Al cimitero di Bergamo l’11 settembre poco più di una cinquantina di neofascisti si sono ritrovati come ogni anno per commemorare i “martiri” della Repubblica sociale italiana. Così, la benedizione di padre Giulio Tam sulla tomba del repubblichino Gino Lorenzi si conclude con l’invocazione del Duce: “Camerata Benito Mussolini: presente”.

L’anno scorso la “cerimonia” fu accompagnata dal blitz della “Bergamo antifascista” con uno striscione calato improvvisamente da una gru posta dietro l’altare. Stavolta, considerato anche il gran spiegamento di forze messo in atto dalla questura, il rito è filato lugubremente liscio. Padre Tam arriva con un’ora di ritardo, ma i presenti aspettano diligentemente sotto il sole. Non mancano teste rasate, magliette con messaggi fascisti, stendardi della Xmas. Altare, formule latine in stile lefebvriano, tabernacolo, lettura del Vangelo, poi una breve omelia per esortare “a combattere contro l’invasore straniero, confidando nella benedizione di Maria Vergine”, infine saluti romani.

Per protesta Bergamo antifascista quest’anno ha incatenato al cimitero sei manichini raffiguranti i fucilati di Gaiarine. Ecco il comunicato:

Padre Tam e uno sparuto drappello di nostalgici e teste rasate, a celebrare le gesta di un repubblichino, con saluti romani e invocazioni a Benito Mussolini. Il tutto al cimitero di Bergamo, sotto gli occhi attoniti di persone venute a trovare i propri cari. Succede oggi 11 settembre 2010 anche se i partecipanti al raduno nazifascista preferirebbero essere nel 1943, nel periodo della “gloriosa” (per loro) repubblica di Salò.

Perché la celebrazione di oggi non è tanto in memoria di Gino Lorenzi, volontario della battaglione “M” Romagna (M sta per Mussolini), quanto per compiere apologia della scelta che il Lorenzi ha compiuto in vita. Scelta che lo ha portato spontaneamente ad unirsi con chi combatteva per le camere a gas, con chi opprimeva, affamava e torturava il proprio popolo, con chi caricava la gente su vagoni piombati diretti nei campi di concentramento. Ma soprattutto lo ha portato ad essere diretto responsabile della fucilazione di 6 civili innocenti, a Gaiarine (TV), il 6 aprile del 1945, per rappresaglia contro le azioni dei partigiani.

Un gesto da vero “eroe”: si è accanito contro la popolazione inerme, arrogandosi il diritto di decidere sulla condanna a morte di sei persone. La vergognosa celebrazione del sedicente “padre” Tam (sospeso a divinis) è l’esaltazione convinta di questi comportamenti, l’anacronistica apologia di chi è stato giustamente sconfitto dalla Storia. In questo il camerata sedicente religioso non è solo, se nel corso degli ultimi anni si è arrivati all’assurdo dell’equiparazione tra nazifascisti e partigiani.

No, nazifascisti e partigiani non sono neanche lontanamente equiparabili. Basta ricordarne le azioni compiute in vita, andando al di là dell’ipocrita formula dei “tutti uguali di fronte alla morte”. Da un lato chi con i nazisti ha compiuto stragi e massacri e ha fatto sprofondare l’Italia in un baratro di vergogna, dall’altro chi ha compiuto una scelta d’amore, imbracciando le armi per liberare il proprio Paese dagli oppressori, tedeschi e italiani.

Per questo abbiamo deciso di venire incontro agli “smemorati” neofascisti nostrani, aiutandoli a ricordare incatenando, nel luogo dell’adunata, 6 manichini raffiguranti i fucilati di Gaiarine.

Perché l’esaltazione di una scelta passa necessariamente per l’assunzione delle responsabilità che quest’ultima comporta.

Bergamo Antifascista

Nel ricordo dei 6 martiri di Gaiarine:

Davide Casaretto, nato a Genova il 10 marzo 1916
Onelio Dardengo, nato a Gaiarine il 2 luglio 1924
Antonino Minuto, nato a Reggio Calabria il 18 giugno 1905
Angelo Perin, nato a Gaiarine il 23 ottobre 1920
Placido Rosolen, nato a Gaiarine il 5 ottobre 1925
Rosario Tonon, nato a Gaiarine il 30 agosto 1920

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