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Ancora provocazioni sul 2 agosto

Essendo ormai sfumate le fantomatiche “piste” alternative, i presunti complotti di Carlos, la commissione Mitrokhin e tutti gli altri depistaggi inventati in questi anni, il “centrodestra” è un po’ in difficoltà nel lanciare il consueto insulto alla città per il 2 agosto, in ricordo della strage. Ci hanno provato il duo Garagnani-La Russa, ma ora ci riprova più autorevolmente anche Maurizio Gasparri.

«La gente di Bologna non gradisce la presenza del governo e il governo ne prende atto». Così il capogruppo del PdL al Senato Maurizio Gasparri spiega la decisione di non inviare nessun ministro alla commemorazione per il 31esimo anniversario della strage di Bologna del 2 agosto. E va sul patetico: «Che tristezza! È Bologna che non ci vuole».

Nato nel 1956, già a sedici anni Maurizio Gasparri prende la tessera del M.S.I. di Giorgio Almirante, ex repubblichino, fucilatore di partigiani, già segretario di redazione della rivista «La difesa della razza» e autore di odiosi saggi antisemiti sulla superiorità della razza ariana.

Ventenne, Maurizio Gasparri condivide la sua militanza politica con il peggio del neofascismo romano: frequenta la sezione del Fronte della Gioventù di via Sommacampagna a Roma assieme a Gianfranco Fini, ai fratelli Valerio e Cristiano Fioravanti, Francesco Storace, Francesca Mambro, sotto la guida del segretario della sezione Teodoro Buontempo.

Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono gli esecutori materiali di omicidi e stragi, tra cui proprio quella di Bologna del 2 agosto 1980. Tranne Cristiano Fioravanti, gli altri neofascisti di allora hanno tutti ricoperto prestigiosi incarichi istituzionali nei governi di “centrodestra”.

Non si capisce perché in piazza debba essere rappresentato uno Stato che prima ha indirizzato e protetto lo stragismo neofascista e poi ha nascosto per trentun’anni e nasconde tutt’ora la verità.

E non vi è dubbio che la «gente di Bologna» non apprezza che persone opache come Maurizio Gasparri mettano bocca sulla strage di Bologna compiuta proprio dai suoi commilitoni di gioventù.

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