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Europa nera fra Oslo e Bologna

Il terrorista cristiano di Oslo e Utoya, poco prima di compiere le stragi che hanno sconvolto la Norvegia, ha scritto un mail al bolognese Alberto Ferretti, 50 anni, imprenditore informatico, politico di destra ed ex poliziotto. Ne dà notizia il “Resto del Carlino”.

Figlio del fondatore a Ferrara dell’M.S.I. e di A.N., Alberto Ferretti da sempre milita nell’estrema destra nazionalista. Candidato in passato con “La Destra” di Francesco Storace, dalla primavera scorsa è coordinatore regionale di “Progetto Nazionale – Fiamma futura”, il partitino animato dal nazi Piero Puschiavo (vedi 1, 2, 3, 4) e vezzeggiato dal leghista Flavio Tosi .

Sul perché della mail, Alberto Ferretti dà al “Carlino” questa spiegazione che adombra comunque una qualche rete internazionale: «Credo abbia pescato a casaccio per trovare gli indirizzi, mi sono fatto questa idea parlando con la polizia postale. Magari navigando nei siti nazionalisti. Tra l’altro, tutti gli indirizzi della mailing list sono in chiaro. Che terrorista è uno che lascia in chiaro gli indirizzi? Mi stanno scrivendo persone dal Belgio e dalla Francia per chiedermi chi sia quel pazzo. Anche loro hanno ricevuto il messaggio».

D’altro canto, il 4 giugno 2011 Alberto Ferretti scriveva: «I movimenti nazionalisti e identitari europei (le famose destre europee come si usa semplificare nei media) stanno segnando una svolta, un nuovo corso, risultati elettorali quasi dovunque a doppia cifra, stanno a confermare in modo inequivocabile che hanno saputo ben interpretare i bisogni e le richieste di cambiamento dei loro popoli. Movimenti che si ispirano al nazionalismo (British National Party) alla tradizione e all’identità (Vlaams block, Jobbik), alla stirpe (i veri finlandesi, la lega delle famiglie polacche)».

Sulla particolare ideologia che sta dietro alla strage di Oslo e Utoya un’analisi sintetica e approfondita è quella pubblicata su Infoaut: I Breivik in doppiopetto.

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2 Responses

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  1. piero says

    Concordo, ma il problema dell’autodifesa è più complesso perché veniamo da un ventennio in cui il centrosinistra e i vari partiti comunisti e sel eccetera ci hanno svenduti tutti e tutte alla cultura xenofoba sessista e violenta della destra e il degrado civile ha raggiunto livelli di massa. Considera questa notizia:

    Spacca una gamba a un senegalese: «Parlavo in dialetto e non mi capiva»
    Vittorio Veneto. Un pregiudicato disoccupato ha così giustificato l’aggressione a un 49enne immigrato.

    Questo è un proletario che pesta senza motivo uno sfruttato come lui: come ci si difende da tutto ciò? Con l’intransigenza: parole e azioni devono andare di pari passo, cultura e lotta di liberazione devono svilupparsi insieme.

  2. Marco Pacifici says

    PERDONATEMI COMPAGNI,MA NOI LO FACCIAMO ANTIFASCISMO MILITANTE DA SEMPRE E NON SMETTEREMO MAI, SAREBBE ORA DI SCHIODARE DALLE TASTIERE E RICOMINCIARE A “TIRAR MAZZATE”…. HASTA IL MONELLO.

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