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I movimenti di estrema destra in Russia

Non da oggi l’estrema destra nazionalista e/o nazifascista si è organizzata in reti europee spesso poco note e poco indagate se non dalle controinchieste militanti di gruppi antifascisti. Conoscere e far conoscere le ideologie, i crimini, le strategie, le tattiche dell’estrema destra europea non è solo un fatto di solidarietà internazionalista, ma è importante anche per contrastare ovunque ci troviamo le logiche del neofascismo, del nazionalismo sociale, delle discriminazioni sessiste e della xenofobia. Proponiamo una libera traduzione di un panorama recente dell’estrema destra russa: “Antifascistes en Russie aujourd’hui”, fuoriserie “No Pasaran” e “Barricata”, inverno 2008-09.

I movimenti di estrema destra in Russia

L’interesse a identificare gli avversari degli antifascisti russi contemporanei non ha scopo solamente informativo, bensì analitico e politico. L’estrema destra russa non è solamente mal conosciuta ma è per molti aspetti differente da quelle che noi conosciamo, risultato di un contesto storico particolare e contro la quale bisogna adottare strategie specifiche. Essa non è solamente populista, nazionalista e autoritaria: essa rappresenta concretamente una forma di neo-fascismo che sostiene un progetto più conservatore che rivoluzionario, e un progetto onnicomprensivo: sociale, economico, culturale e politico. La sua dottrina è composita, non solamente per le differenti interpretazioni dei suoi gruppi, ma anche perché essa si costituisce di elementi che la cultura politica occidentale potrebbe classificare “di destra” così come “di sinistra”. Ciò che la caratterizza è il modo in cui organizza la sua configurazione politica: una immagine ribelle e contestataria legata a un progetto autoritario conformemente all’essenza del modello sociale del “popolo russo”.

Bisogna anzitutto sottolineare che alcuni elementi che nei nostri stati occidentali appartengono tipicamente all’estrema destra non hanno in Russia alcun valore discriminante e sono condivisi dalla quasi totalità dei gruppi politici. Nel caso del nazionalismo e dell’autoritarismo essi appartengono a tutti i partiti attualmente presenti nella Douma. L’autoritarismo di Vladimir Putin e del suo partito Russia Unita è ben noto; ma il Partito liberal-democratio di Russia (LDPR) di Vladimir Jirinovski non è da meno e, attraverso un modello populista simile a quello del Front National francese, si presenta come difensore delle persone comuni e richiama a purificare la Russia dai “non assimilabili”. Quanto al Partito comunista della Federazione Russa (PCFR) esso deriva dalla ricomposizione nel 1993 dell’ex PCUS attorno alla tendenza nazional-patriottica voluta da Guennadi Ziouganov e auspica la ricostituzione dell’URSS come Stato forte per assicurare la potenza della Russia a livello internazionale con la presenza sovietica all’apice del nuovo ordine.

La Russia eredita in effetti una tradizione secolare di Stato forte e autoritario, e da questo punto di vista la tendenza odierna prolunga il leninismo e lo zarismo. Il liberismo, che sia politico o economico, è quasi inesistente e ormai solamente un ricordo del decennio di potere di Eltsin, durante il quale le condizioni di vita della popolazione si sono fortemente degradate. Il discredito (relativo) della libertà economica capitalista viene a rinforzare la tendenza alla non concessione di libertà civili e politiche. S’aggiunge a questo sottostrato autoritario una retorica nazionalista, che i bolscevichi, soprattutto durante il periodo stalinista, utilizzarono per mobilitare la popolazione (ad esempio il secondo conflitto mondiale non fu presentato come un conflitto tra comunisti e nazisti, ma come una grande guerra patriottica). Queste due tendenze, nazionalista e comunista autoritaria, si sono incrociate e fuse nel corso degli anni ’80, sull’opposizione alla Perestroika e alle sue conseguenze. È emersa così la tendenza nazional-patriottica, un’autentica commistione “rosso-bruna”, in cui nostalgici del regime politico e difensori della grandezza nazionale russa si sono ritrovati nella medesima posizione conservatrice contro-rivoluzionaria.

A questo si aggiunge una parte della scena underground e contro-culturale un tempo a sostegno della Perestroika, ma presto delusa dai suoi risultati. Numerosi dei suoi membri, molti dei più influenti, hanno virato verso il neo-fascismo, una terza via tra un marxismo screditato e un liberalismo che ha tradito ciò che prometteva. Questo percorso ha avuto un’influenza determinante sul movimento dandogli una propria connotazione sociale (un movimento di giovani), una portata estesa (un movimento politico e culturale) e una sua connotazione radicale (un movimento rivoluzionario che rifiuta il gioco elettorale e utilizza la violenza politica).

Un movimento fortemente diviso

L’estrema destra russa è contraddistinta quindi da due elementi: a livello di immaginario, contro e al di fuori del sistema politico esistente, al di là e contro ogni democrazia; a livello di finalità, una rivoluzione conservatrice o restauratrice di un ordine specificatamente russo, contro il disordine della libertà (occidentale/straniera). Vi è consenso sul fatto che tale “rivoluzione” supponga la ricostituzione di uno Stato forte all’interno e all’esterno delle frontiere, capace di irreggimentare e di sottomettere l’economia, le usanze e la cultura alle proprie esigenze. Questo movimento è tuttavia attraversato da profonde divergenze che fino ad ora non hanno reso impossibile alleanze durature. Se i promotori di una restaurazione zarista non hanno che un peso residuale all’interno del movimento, i conflitti persistono su molteplici punti essenziali per definire l’ordine “russo” da instaurare (fermo restando che le divisioni non si sovrappongono, ma si combinano per formare numerose linee di frattura):

– sulla questione del nazionalismo si oppongono etnicismo e statalismo: per i primi è l’identità etnica ad essere importante (russkij), per i secondi invece è determinate l’appartenenza allo stato (rossijski); in un caso si rivendica la costituzione di uno Stato etnicamente omogeneo, nell’altro l’obbiettivo è la ricostituzione di un impero russo etnicamente diversificato;

– sulla questione dell’identità etnica si oppongono arianisti e eurasiaticisti: gli uni tentano di stabilire delle connessioni tra slavi ed ariani, mentre gli altri promuovono una identità russa storicamente costruita, improntata sulle tradizioni sia occidentali che orientali, una sorta di terza via tra questi due modelli di civilizzazione;

– sulla questione dell’identità spirituale, si affrontano cristiani ortodossi e neo-pagani: in questo caso la divergenza di vedute è meno accentuata, la maggior parte dei neo-pagani affermano la compatibilità o la continuità tra le religioni russe precristiane e le cristiane ortodosse definite specificatamente russe.

Segnaliamo infine che l’antisemitismo è fortemente diffuso, anche se in maniera differente e per motivazioni diverse: esso è a volte etnico o razziale, ma spesso è anche collegato a motivazioni religiose e soprattutto politiche. In questo caso l’antisemitismo è primariamente un anti-occidentalismo, gli ebrei incarnerebbero tutti i valori e le pratiche occidentali che calpestano i valori russi, in particolar modo sarebbero i portatori di ideali capitalisti e liberali. La violenza antisemita è tuttavia meno diffusa che altri tipi di violenza, come quella razziale che colpisce ad esempio le popolazione del Caucaso.

Pamiat

Primo gruppo costituito su basi nazionaliste Pamiat (Memoria) è stato fondato nel 1980. Esso era in origine una associazione culturale ansiosa di valorizzare la storia ed il patrimonio russo. L’ambiguità tra etnicismo e statalismo era già al tempo visibile: i suoi fondatori stabilirono contatti all’interno di Vitiazi (Il valoroso), associazione creata nel 1978 per commemorare la battaglia di Koulikovo (1390), prima vittoria russa sull’impero mongolo e debutto dell’unificazione dell’impero zarista. La discesa in campo politico avvenne nel 1984: Pamiat intraprese la denuncia dell’imperialismo occidentale, del sionismo e del complotto giudaico-massonico volto a distruggere la Russia. All’inizio sostenuto da alcune frange del potere, Pamiat è cresciuto rapidamente fino alla flessione nel 1987 a causa di scissioni interne e in quanto esposto alle crescenti ostilità delle autorità. A partire dal 1988 esso ha adottato una linea più conservatrice che auspica la religione ortodossa come religione di Stato e il ritorno alla monarchia. Il suo ruolo è duplice: da una parte contribuisce a formare numerosi dei principali attori del movimento nazionalista/fascista degli anni ’90, dall’altro ha contribuito alla diffusione delle idee nazionaliste attraverso elementi di “opposizione al sistema”.

I fronti nazional-patriottici

Con la fine dell’URSS, gli oppositori della Perestroika si impegnarono a formare un fronte nazional-patriottico dove si ritrovarono comunisti nostalgici e nazionalisti di tutti i tipi. Questo fronte, nonostante la sua breve vita, si dimostrò cruciale: esso servì da catalizzatore all’emergere di una tendenza “rosso-bruna” sulla scacchiera politica e alla diffusione del nazionalismo nella gran parte degli oppositori al regime. I due principali furono il Fronte di salvezza nazionale e l’Assemblea nazionale russa, create attorno Ziouganov, futuro dirigente del PCFR a partire dal 1993, il quale impose una linea nazional-socialista di restaurazione dell’URSS con uno spiccato antisemitismo. Furono creati alcuni giornali legati al movimento che iniziarono ad elaborare quella che diverrà la dottrina nazional-bolscevica, prendendo in prestito dalla tradizione della sinistra e dalla “Nouvelle Droite” occidentale. Tali giornali, pubblicati con il sostegno congiunto dell’entourage comunista di Ziouganov e della “Nuovelle Droite” di Alain de Benoist, sono l’ambito in cui Alexandre Guelievitch Douguine, futuro ideologo del NBP, inizierà ad affilare le armi. Questo è anche il periodo in cui alcuni membri della contro-cultura delusi dalla liberazione iniziarono ad avvicinarsi ai nazionalisti rivoluzionari.

Unità nazionale russa (RNE)

La RNE fu creata nel 1990 da Alexandre Barkachov, vecchio numero due di Pamiat,che ne rifiutò l’orientamento ortodosso-monarchico volendo proseguire la lotta per un nazional-socialismo nettamente razzista. Barkachov si ispira apertamente al fascismo e al nazismo, dai quali egli riprende l’estetica e la simbologia (saluto, svastica), le tecniche (formazione e inquadramento militare), ma anche diversi punti del programma politico: economia mista, eugenetica, xenofobia. Questo è il partito più apertamente etnicista e più chiaramente affiliato al fascismo storico. Ha conosciuto un destino elettorale fluttuante prima di rinunciare nel 1996 ai giochi elettorali dichiarando di preferire la guerra civile. Dopo essersi riallineato al potere al tempo della guerra in Cecenia, il partito se ne è allontanato nuovamente nel 1998. Barkachov è stato escluso nel 2000 e il partito, conseguentemente alle lotte interne e alle continue scissioni, è quasi totalmente scomparso dalla scena politica.

Partito nazional bolscevico (NBP)

Il Partito nazional bolscevico di Russia (NBP) è stato creato nel 1994 a Mosca. Esso è nato da un lungo processo di formazione durato diversi anni ed è stato fortemente marcato da due personalità. La prima, Edourd Limonov, è un dissidente espulso dall’Unione sovietica nel 1974 che, dopo un soggiorno negli Stati Uniti, guadagnerà popolarità soprattutto in Francia come poeta e scrittore d’avanguardia; il secondo, Alexandre Douguine, fondatore della rivista “Elementy”, ha ugualmente fatto parlare di lui in Francia negli anni ’90 allorché il suo nome fu associato al teorico francese della “Nuovelle Droite” Alain de Benoist.

Da un punto di vista politico Limonov, prima su posizioni di estrema sinistra, ha in seguito cambiato radicalmente in favore dell’estrema destra e si è messo a propagandare un delirante insieme di fantasmagoriche rappresentazioni razziste, nazionaliste e megalomani. La sua affinità con la cultura skinhead inglese così come le sue uscite appariscenti e le messe in scena mediatizzate, hanno fatto di lui, soprattutto tra i giovani, una personalità molto apprezzata. È anche attraverso la sua influenza che si è si sviluppata attorno al NBP una contro-cultura di giovani nazionalisti portatori di una nuova “identità”, allorché la cultura postsovietica entrò in crisi. Questa egemonia culturale del BNP si spiega soprattutto per la convergenza di correnti molto differenti verso questo nuovo partito.

Si sviluppa ad esempio attorno alla band punk popolare Graschdanskaia Oborona una grossa scena punk nazionalista e numerosi gruppi rock russi si sono avvicinati a questa nuova corrente. Artisti underground di livello internazionale come Serguei Kuriochin si vantano di aver aderito al BNP. Il giornale del BNP, “Limonka”, contribuisce con una propaganda in stile fascista alla diffusione di un codice estetico anche nel modo di vestire (soprattutto per quando riguarda il mondo naziskin). Un altro fatto che sottolinea l’importanza in ambito culturale dei nazional-bolscevichi è rappresentato da un gruppo che durante l’estate del 1998 giunse in cima alla classifica musicale nazionale con una canzone sottilmente razzista. Questi legami con la contro-cultura sono la specificità del BNP, il quale auspica una fusione degli estremi (sinistra e destra), impegnati secondo i suoi sostenitori nella stessa lotta “antisistema”, e alla costruzione di una nuova elite rivoluzionaria.

L’influenza del NBP non è solamente culturale ma anche politica. Il fatto che non solamente gruppi di estrema destra, ma anche gruppi di estrema sinistra si siano associati alle correnti che costituiscono il NBP spiega bene l’essenza, fino alla fine degli anni ’90, di un movimento antifascista di estrema sinistra insufficientemente preparato per lottare in maniera efficace contro l’insidiosa strategia dei nazional-bolscevichi. Oltre le sue aspirazioni egemoniche a livello culturale, il BNP persegue anche l’obbiettivo di un sistema politico specifico, ed è qui che l’ideologo Alexandre Douguine ha definito alcune linee guida.

Dal punto di vista ideologico il sistema nazional-bolscevico tenta di associare gli elementi totalitari della tradizione russo-sovietica ad altri che caratterizzano l’estrema destra occidentale. Il liberalismo, la democrazia e il capitalismo sono rifiutati. La base ideologica del regime futuro deve essere, secondo il programma del partito, lo “Stato totalitario” e, dal punto di vista economico, un nazional-socialismo russo.

A livello politico il NBP non è riuscito ad avere la stessa influenza decisiva che è riuscito ad ottenere in ambito culturale. Questo è da imputare principalmente alle numerose scissioni e cambiamenti di leader che ha avuto il partito. Ci sono anche oggi Limonov e la sua corrente (che portano avanti un discorso relativamente moderato), appartenenti all’alleanza “L’altra Russia” creata da Garry Kasparov. C’è Alexandre Douguine, che si è separato dalla corrente più estrema (che si fa chiamare Fronte nazional-bolscevico) e da quel momento è alla testa di un think-tank che porta il nome di Arktogeia e che influenza in modo importante il panorama politico istituzionale.

Nel 2001 Limonov è stato arrestato e imprigionato per possesso illegale di armi e, dopo un primo tentativo di messa fuori legge nel 2005, il BNP è stato ufficialmente messo al bando il 19 aprile 2007. Esso continua tuttavia a essere attivo nella sfera culturale ben al di là della scena underground, in un modo oggigiorno scandaloso, promuovendo la rivolta a tutto campo, l’eroismo guerriero e la violenza contro le istituzioni, gli stranieri e le donne.

Il movimento contro l’immigrazione illegale (DPNI)

Questo partito di estrema destra è stato creato nel 2002 ed è finanziato principalmente dal LDPR (il Partito Liberal-Democratico di Russia) di Jirinovski, rimanendo leale a lui ed al Cremlino. Il suo leader, Alexandre Belov soprannominato “Potkin”, è un vecchia conoscenza del Pamiat.

Gli obbiettivi di questo partito, che propaganda pubblicamente la sua ideologia xenofoba, sono: la deportazione degli stranieri clandestini, l’imposizione di quote  e di test di lingua e civilizzazione russa a tutti gli stranieri.

Il DPNI non è in conflitto con il potere costituito. Esso si dichiara per la legalità e rifiuta la violenza: esso si è servito dei fatti di attualità per alimentare l’odio razziale, evidenziando ad esempio la mobilitazione al momento delle sommosse di Kondopoga in Carelia (regione al confine con la Finlandia) durante l’estate del 2006. Diversi autobus carichi di giovani militanti si recarono a Kondopoga dove ci furono diverse manifestazioni con violenti scontri. Il DPNI cavalcò la notizia mediatica dando dimostrazione di forza e affermando di controllare la situazione.

Non di meno esistono dei legami, che sono difficilmente documentabili formalmente, tra il partito e attivisti violenti di estrema destra, come coloro che hanno commesso l’attentato contro un mercato di Mosca nel 2006. Questi legami, difficilmente provabili, sono anche il modo per il governo e i servizi di sicurezza russi di fare pressioni sul DPNI.

Partito nazional popolare

Creato nel 1994 da Alexandre Ivanov-Soukharevski, esso combina elementi del fascismo italiano e del cristianesimo ortodosso. Sostenendo la “russità”, una ideologia dove si uniscono etnicismo, antisemitismo, misticismo, ecologismo e una certa nostalgia per lo zarismo, non ha che poca influenza oggi ma in tempi passati è stato un serio rivale del RNE.

Partito nazional repubblicano

Creato nel 1990 da Nokolai Lyssenko, vecchio militante di Pamiat, esso ha organizzato la “legione nazionale russa” che ha inviato dei combattenti nazionalisti dove vivono minoranze russe nelle regioni frontaliere come l’Ossezia. Dopo numerose noie giudiziarie, il partito fu bandito nel 1998 e Lissenko si avvicinò allora all’Unione pan-nazionale russa creata da Sergej Baburin attorno a un progetto di restaurazione dell’URSS, trasformatosi nel 2001 in Volontà nazionale e integrato dopo il 2003 in Rodina.

I naziskins (o boneheads)

Apparsi all’inizio degli anni ’90 in Russia, ma realmente visibili a partire dal ’94, il fenomeno skinheads s’ispira fortemente al suo modello occidentale quanto al look e ai simboli, ma con tre differenze particolari. La prima concerne il reclutamento: se il movimento skinheads è ad oggi un movimento diffuso, in Russia è il primo luogo dove esso è diffuso tra i ragazzini in strada che vivono nelle grandi città e dove si contano a migliaia, dove formano le prime gang soprattutto nelle periferie più isolate (la situazione è oggi evoluta e il reclutamento avviene spesso alla scuola media). La seconda è che le tre componenti del movimento skin (naziskins o boneheads di estrema destra, redskins di estrema sinistra, skinheads apolitici) la prima è quasi la sola ad essere presente in Russia. Questo non sorprende visto un contesto dove le violente azioni razziste sono coperte ed incoraggiate dalla classe politica e dalla polizia e dove il nazionalismo radicale trova nuovi spazi di agibilità e propaganda. Il terzo elemento infine è un livello di violenza estremamente elevato, dato che non sono atti di “holiganismo” che vengono commessi dai boneheads russi, ma degli assassini spesso organizzati e delle devastazioni reali.

Se le aggressioni razziste sono presenti sin dall’inizio, è nell’aprile del 1998 a Mosca che gli skin di estrema destra fecero il loro primo colpo mediatico: venne fatto un appello ai giornali che prometteva che a partire dal 20 aprile (il giorno dell’anniversario della nascita di Adolf Hitler) avrebbero “ucciso un africano ogni giorno”. Le aggressioni si sono succedute nei giorni seguenti al punto che diverse ambasciate dei paesi africani protestarono al ministero degli affari esteri, purtroppo invano, visto che le autorità non hanno mai riconosciuto il carattere razzista delle aggressioni.

Tale impunità non fece che incoraggiare le violenze che si moltiplicarono: bisognò attendere le violenze del mercato della stazione Tsaritsymo della metro nell’ottobre del 2001, che provocarono quattro morti e ottanta feriti, alle quali parteciparono trecento boneheads, per vedere le prime condanne a diversi anni di carcere. Durante gli anni seguenti e fino ad oggi, malgrado qualche reazione politica, le aggressioni proseguono a ritmo regolare. All’inizio degli anni 2000 i naziskin hanno continuato a combattere i loro nemici politici e gli antifascisti sono diventati i loro bersagli regolari.

Sebbene il loro numero stimato (tra cinquantamila e settantamila) sia impressionante, nessuna struttura boneheads è durata inalterata sino ad oggi. Sono apparsi una moltitudine di gruppi per sparire quasi tutti a breve termine. Questo si spiega con il fatto che è l’attivismo di strada, basato sulla violenza, che assicura una certa visibilità mediatica e permette loro di esistere politicamente: le aggressioni, spesso minuziosamente organizzate, sono generalmente fatte da piccoli gruppi di una decina di persone. La profusione dei siti internet dimostra la vivacità di tale movimento (rese dei conti e video di aggressioni, appelli di morte con indirizzi dei militanti antifascisti) e allo stesso tempo la volontà di fare un discorso politico o di fare propaganda.

Non di meno, le strutture cugine di quelle europee si sono sviluppate (sezioni russe di Blood & Honor e degli Hammerskins) e ne possiamo citare altre: L’Unione slava (Slavanski Souyouz, SS), creata da un veterano dell’RNE, Dimitri Demychkine, che organizza campeggi paramilitari nelle foreste; l’NSO (Società nazional-socialista), dove, uno dei militanti poi arrestato, Maxim Martsinkevich, alias Tesak (Colltellaccio), capeggiava il gruppo neonazi Format 18; il gruppo Obbiettivo russo di Semion Tokmakov, che è diventato l’organizzazione della gioventù del Partito nazional-popolare di Ivanov Soukharevski. Infine, è soprattutto come base sociale dei partiti di estrema destra (Partito nazional-popolare, RNE, ma anche NBP) che i nazi si ritrovano in politica, partecipano a incontri e manifestazioni, e provocano entro i ranghi di questi partiti reazioni contrastanti tra fascinazione e repulsione.

Alf, Philipp et SB

Traduzione a cura del Nodo Sociale Antifascista, Bologna

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One Response

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  1. Alexia Kefalas says

    C’est article est interesssant, je le relais à mes contacts !! :p

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