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Un altro Breivik


Si apprende che lo stragista di Tolosa è un integralista islamico francese di ventiquattro anni. Non si tratta però, come scrive “La Stampa”, di “due incubi opposti”, ma semmai simili e speculari. Non a caso, i neonazisti che hanno imbrattato nel 2010 via dell’Osservanza, vicinissima alla Sala dell’Angelo, potevano scrivere sia “Hitler tornerà”, sia “Go-go Al Qaeda” e “l’America è in bancarotta”.

Un commando neonazista si aggira per la Francia? Sulla strage antisemita di Tolosa, nella quale hanno perso la vita un professore di religione di 30 anni, le sue due figlie di 3 e 6 anni e una bambina di 10, è stata aperta un’inchiesta, ma media e istituzioni faticano a dire quale sia l’esatto movente politico. Diverse le persone ferite, due sono gravi, che potrebbero aggiungersi ai quattro morti. È il tragico bilancio dell’assalto a una scuola ebraica.

La polizia ha riferito che il killer aveva due armi: una delle due sarebbe la stessa utilizzata per i misteriosi agguati razzisti avvenuti nei giorni precedenti a Tolosa e a Montauban, che hanno provocato tre morti, tutti di origine maghrebina, e un ferito. Il killer avrebbe agito con un breve intervallo di tempo: tre o quattro giorni. Si tratterebbe quindi di un soggetto freddo e determinato che con meticolosa pazienza studia le reazioni e poi sferra i suoi attacchi. Ha cominciato con un solo target, per poi passare alla strage: un’intera scuola.

Quella del neonazismo è una cultura omicida, che in tutt’Europa pratica e promuove la violenza razzista, ed è sempre e univocamente banalizzata e spoliticizzata dai media di regime. Una volontà assassina di “purezza” che produce comportamenti vari, dai pestaggi agli omicidi e alle stragi. Anche a Bologna.

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