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Buon 1922 a tutt*!

Il Collettivo autorganizzato universitario di Napoli ha scritto la storia dell’Italia degli ultimi settant’anni in poche, facili righe. Che ci dicono con estrema chiarezza dove siamo, contro tutte le favolette della “solidarietà nazionale” e della “memoria condivisa”.

18 Aprile del 1948: sconfitta del Fronte Popolare e vittoria della Democrazia Cristiana.

Iniziò un decennio durissimo, che la storiografia ignora deliberatamente: un decennio di riabilitazione dei funzionari fascisti, di forte repressione nelle fabbriche e nelle piazze, un decennio in cui la FIAT allestiva i reparti confino per gli operai della CGIL e le questure schedavano non solo comunisti e socialisti, ma addirittura i cattolici di sinistra, e con quella schedatura col cazzo che vincevi un concorso pubblico.

Il fascismo reale, inteso come dominio incontrastato del grande capitale, è continuato più forte di prima, calpestando il sangue dei partigiani morti: c’era da rilanciare l’accumulazione, c’era da evitare il rischio ‒ tutto teorico ‒ che l’Italia passasse “dalla parte sbagliata”, quella del blocco sovietico. La base militante della CGIL e del PCI ha pagato con manganelli e repressione, i partigiani “irriducibili” con esili che sapevano di espulsioni, gli alti dirigenti del partito, invece, collaborarono.

Nel 1960, a Genova, gli operai e gli studenti squarciano la cappa, inaugurando la grande stagione di lotte operaie che si conclude nel 1980, il ventennio d’oro che ci ha fatto guadagnare libertà, diritti, salari più giusti. Il ventennio finì, la lotta di classe dall’alto riprese, il cerchio, aperto allora, si avvia alla chiusura di nuovo.

Con l’inserimento del vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione, votato a larghissima maggioranza dal Parlamento e sostenuto dalla quasi totalità dei media, si ribadisce formalmente quello che era già noto materialmente, e si riportano le lancette della storia agli anni ’50, se non più indietro.

Non si chiamano diktat dell’Unione Europea, della Germania, delle banche, o di chi volete voi: si chiama dittatura del capitale. E la risposta non si chiama democrazia, riforme, giustizia, legalità: si chiama lotta di classe.

Buon 1922 a tutti.

Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli

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