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Ecco la «memoria condivisa»…

Ecco la «memoria condivisa» su cui i politicanti di destra e di sinistra vanno fantasticando da vent’anni.

Per l’anniversario della Liberazione dal nazifascismo, a Como spunta una lapide in ricordo di Benito Mussolini. A Catania viene detta una messa sempre per Mussolini.

A Roma sul display di un autobus di linea compare la scritta «Onore al Duce».

A Lecco ecco una cerimonia sul luogo della fucilazione di sedici ufficiali della RSI, in cui il consigliere comunale del Pdl Giacomo Zamperini si esibisce nel saluto romano. Del resto, il consigliere Zamperini scrive su facebook frasi di questo genere: «25 aprile lutto nazionale, io non ho un c…o da festeggiare».

A Parma sono comparse scritte sui muri del Liceo Ulivi, firmate da CasaPound. Slogan, svastiche, croci celtiche e fasci littori per offendere la Resistenza e l’antifascismo, subito cancellate dagli antifascisti parmensi.

A Udine, dinanzi alla proposta di abbattere il monumento alla Resistenza perché «divide gli italiani», il leghista Luca Dordolo dichiara: «Dipendesse da me abbatterei tutti i monumenti dedicati alla Resistenza».

Si potrebbe continuare a lungo con questo elenco di squallide idiozie compiute da un ceto politico all’ultima spiaggia.

Oggi occorre ricostruire la memoria storica della Liberazione e, insieme, le pratiche sociali di una incessante liberazione dall’ingiustizia e dallo sfruttamento. Lo ha detto bene l’ANPI con lo slogan che accompagna la sua festa nazionale che si terrà a Marzabotto dal 14 al 17 giugno: «La memoria batte nel cuore del futuro».

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