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Neonazisti e istituzioni

Va da sé che la crisi economica induca il padronato a promuovere e sovvenzionare i neofascisti, con il loro presunto anticapitalismo fintorivoluzionario e il loro reale squadrismo antiproletario. Anche le istituzioni sono oggi «preoccupate della tenuta sociale del Paese». E, dopo il decennio dell’allarmismo securitario e xenofobo, un po’ di nazionalismo autoritario e fascistoide pare la ricetta istituzionale per una società che sta insieme ormai solo con lo scotch.

Ci sono i neonazisti in Grecia che entrano in Parlamento, grazie al voto massiccio delle forze dell’ordine greche (un poliziotto su due vota neonazista).

Ci sono i neonazisti italiani che adesso puntano ad avere legittimità istituzionale. Si fanno chiamare «Movimento Nazionalsocialista dei lavoratori» e si sono presentati alle elezioni amministrative in otto comuni. Sei sono in Piemonte: Carrosio, Trarego Viggiona, Civiasco, Casalvolone, Pomaro Monferrato e Alice Bel Colle. Sono tutti centri piccoli o piccolissimi, che in alcuni casi superano di poco i cento abitanti: l’obiettivo non è l’elezione a sindaco, ma la legittimazione politica del loro «Programma azionale dei 25 punti», un libretto che si apre con una citazione di Hitler e un cenno veloce alla «razza» per proseguire con un discorso anti-tasse: contro l’IMU sulla prima casa, l’IRPEF comunale, le spese cimiteriali, ecc.

Ci sono i fascisti a Palazzo Chigi. Il fotografo ufficiale di Monti, ma anche del ministro Terzi e del presidente della Camera Fini va alle cerimonie di Stato ostentando un’immagine del Duce sulla sua Audi nera.

Ci sono i fascisti premiati in Campidoglio.

Ci sono gli ipocriti «fascisti del terzo millennio» di CasaPound (quei bravi ragazzi che pestano militanti del Pd al grido di: «Uccidiamo questi comunisti di merda») che ora prendono le distanze da fascisti ancora più violenti di loro: si tratta di un raduno naziskin alle porte di Roma che vedrà la presenza anche dei «Legittima Offesa» di Bologna, noti in città per una serie di pestaggi, angherie, atti di razzismo.

Ma nonostante tutti gli aiutini istituzionali, i neofascisti non riescono a passare e non passeranno, perché tanta gente sa che sono solo una sottocultura al servizio del potere.

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