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Facci da cubo! La quadratura del cerchio neofascista a Bologna

I neofascisti in doppio petto credono di essere «soldati politici» in sonno, ma spesso sono solo mediocri opportunisti interessati alla rete di amicizie influenti e al piccolo bacino elettorale del neofascismo italico.

Ciò sembra valere anche per il criptofascista Michele Facci, squadrista del Fuan a metà anni Ottanta e, come altri suoi camerati, iscritto a Giurisprudenza e poi avvocato.

Colui che, anche dopo la strage di Firenze per mano di un milite di CasaPound, ha potuto prudentemente dichiarare:

«Voglio però chiarire una cosa: io non difendo Casapound in quanto tale, siamo su posizioni di partito differenti, è noto. Io difendo il diritto di una libera associazione, democraticamente costituita, di essere rappresentata in città, a Bologna, e qui di svolgere la propria attività in modo democratico».

Certo queste «posizioni di partito differenti» derivano anzitutto dal fatto che CasaPound non potrebbe assicurare, come ha fatto invece il PdL, qualche speranza di carriera politica.

Ma quello di Facci è un «cuore nero». Non solo dichiara «Io sto con CasaPound», non solo partecipa sempre alle loro iniziative anche in veste di oratore, ma su Facebook clicca il «mi piace» alla campagna bolognese per il tesseramento di CasaPound…

Sì, proprio loro, gli stupratori del terzo millennio

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