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Sinistri

«Non sono in alcun modo più tollerabili le attività intimidatorie e violente condotte dal movimento neofascista Forza Nuova nei confronti del Partito democratico», ha dichiarato ieri il parlamentare Emanuele Fiano per una sede del PD la cui saracinesca è stata imbrattata con vernice rossa.

Invece, quando si tratta di migranti, gay, antifascisti, lesbiche, rom, sinti o altri «diversi» che vengono minacciati, intimiditi, picchiati o uccisi, da decenni la politica istituzionale chiude un occhio, minimizza, anzi invoca la «tolleranza» e la «memoria condivisa» in nome della «democrazia»…

Basterebbe vedere la reticenza davvero «sinistra» del PD bolognese sulle continue istigazioni all’odio razziale dell’estrema destra cittadina.

Del resto, si vede benissimo che, con la crisi del centrosinistra, i suoi politicanti e burocrati si preparano all’eventualità di saltare su un qualche altro carro e preferiscono non prendere alcuna posizione che possa pregiudicare il loro «avvenire».

Il sindaco Virginio Merola aveva già fatto sapere che in caso di scissione del PD sarebbe stato un «sindaco indipendente». E ora avverte: «se il congresso PD va male, lascio». Forse finirà nella Lega Nord a magnare con Magnes…

Bisogna ormai che il coraggio della disperazione che oggi spinge qualcuno persino a darsi fuoco (solo questa settimana 1, 2, 3, 4, 5…), infiammi invece una lotta di liberazione dalla miseria, dallo sfruttamento, dall’ingiustizia crescente di una società sempre più grigia.

Per dirla con un poeta degli anni Sessanta:

Ma che si viva o si muoia è indifferente,
se private persone senza storia
siamo, lettori di giornali, spettatori
televisivi, utenti di servizi:
dovremmo essere in molti, sbagliare in molti,
in compagnia di molti sommare i nostri vizi,
non questa grigia innocenza che inermi ci tiene

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