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La lunga marcia di CasaPound nel sottogoverno comunicativo

Daniele Toaff, storico nome di Rai Uno e responsabile della programmazione pomeridiana, è stato costretto a lasciare l’azienda di viale Mazzini per il piano di prepensionamento. Andrà a sostituirlo Angelo Mellone, fascista «pop», dirigente di estrema destra, addetto stampa di Alemanno, direttore finiano di «Farefuturo», amico del console nazirock Mario Vattani e vicinissimo a CasaPound.

Ecco come presenta gli amici di CasaPound, con una prosa da pubblicitario di terz’ordine:

«I casapoundini e le loro avanguardie studentesche danno del tu alla contemporaneità, si sentono a loro agio nelle occupazioni scolastiche, esibiscono comportamenti e stili di abbigliamento che sì, lo diciamo così, vanno di moda. A Roma e non solo. Il “topo nero” fa posto al ragazzo di tendenza, a una sorta di stile minimal militant che acchiappa proselitismo pure tra le ragazzine […]. CasaPound va di moda nella capitale. […] è come se CasaPound avesse colmato il vuoto di identità, al centro e nelle periferie, lasciato dalla crisi delle sinistre dei centri sociali e dell’altermondismo».

Come ha sempre dichiarato, l’obbiettivo «culturale» del Mellone è sempre stato lo sdoganamento dell’estrema destra, della sua «cultura» e delle sue icone: lo spiegava già nel libro-manifesto Dì qualcosa di destra. Da Caterina va in città a Paolo di Canio del 2006. E ora il bravo Mellone si prenderà anche lui il suo stipendio da dirigente.

Nei prossimi mesi potremo vedere in tivù – chissà! – un documentario su Hitler e l’arte dell’acquerello, una telenovela sentimentale su Mussolini, una tavola rotonda su Céline autore maledetto, un dibattito sui libri dello stragista Gian Luca Casseri…

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