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Merola bis? A seppellirlo sarà un lungo conato di vomito

Pare che il PD voglia riproporre il sindaco Merola per un secondo mandato, un Merola bis, perché «serve un sindaco per 10 anni». Quel che è certo è che una parte di questa città sente già salire un lungo conato di vomito.

Sempre disposto ad avallare ogni provocazione della destra, il sindaco Merola è alla guida di un’amministrazione che ha dato il patrocinio a un’iniziativa neofascista, che ha sempre concesso sale pubbliche a conferenze neofasciste e razziste, che ha fatto affiggere negli appositi spazi a pagamento i manifesti di «Fascismo e libertà» con grandi fasci littori e messaggi di fanatismo nostalgico.

È quello che, se la Lega Nord o il PDL lo sollecita, sgombera a ripetizione gli insediamenti di migranti e invoca strette autoritarie sulla «sicurezza»: una parola arrivata a Bologna con l’«Assessorato alla sicurezza» del poliziotto fascisteggiante Giovanni Preziosa

È quello che toglie alberi e aspira a cancellare ogni segno di appropriazione collettiva della città da parte di chi la abita. Uno che sponsorizza le squadrette o ronde di pattuglianti cittadini (magari come quelle che pestarono alcuni manifestanti nel 2004) e promuove l’impiego estensivo di telecamere e polizia. Uno che ha speso una fortuna per rifare la pavimentazione di Piazza Verdi perché non restasse nemmeno una pietra di quelle su cui era passata la rivolta del 12 marzo 1977…

Privi di una cultura politica, soppiantata dalla frettolosa liquidazione del loro passato, e incapaci di pensare una società diversa da quella attuale, i notabili del PD sono votati da decenni allo sfascismo neoliberista, al vuoto spinto, alla devastazione ambientale e alla repressione sociale condita di buonismo e ipocrisia. A Bologna più che altrove.

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