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[Rimini] Ma quali vandalismi, la nostra lotta è di classe…

Riceviamo e condividiamo il comunicato sulla giornata del 22 marzo a Rimini e salutiamo a pugno chiuso le antifasciste e antifascisti riminesi.

Ma quali vandalismi, la nostra lotta è di classe…

«Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono» Malcom X

Abbiamo la necessità di prendere la parola dopo l’intenso weekend di mobilitazione e lotta a Rimini. Una necessità ancor più pressante vista l’oppressiva cappa di censura e disinformazione calata dai massmedia locali prima e dopo il corteo di sabato 22 marzo.

È scandaloso che assessori e politicanti vari si sentano in dovere di dichiarazioni pubbliche e sollecitazioni ai palazzi del governo per un po’ di vernice sui muri, quando non una parola hanno speso a seguito dell’accoltellamento subito da due ragazzi che hanno rischiato la vita a causa di un gruppetto di fascisti addestrati a fare gli apprendisti assassini del sabato sera.

È vergognoso e scandaloso ma non ci sorprende, viste le larghe intese al governo tutte impegnate ad imporre le velenose ricette della crisi neoliberista. Sappiamo bene che, per chi ha l’ordine di garantire che nulla accada affinché le ingiustizie abbiano campo libero, parole come “antifascismo” e “giustizia sociale” sono contenitori vuoti da mercato elettorale. E non siamo disposti ad accettare questa infida normalità.

Una parte della stessa Anpi di Rimini ed altri soggetti sociali cittadini prigionieri di logiche da quartierino hanno anteposto queste alla gravità della situazione, ossia che due giovani hanno rischiato la vita per essere antifascisti.

Ma la giornata di sabato ha dimostrato che in questa città c’è chi vuole ben altro, per questo occorre restituire dignità e visibilità alla parola di centinaia di persone che hanno manifestato in solidarietà con i compagni feriti, contro le aggressioni fasciste e la complicità dei loro padroni. Per liberare Rimini da questa cappa soffocante di revisionismo e qualunquismo. Per riprenderci attraverso le lotte e l’autorganizzazione quello di cui le nostre vite hanno bisogno e che ci viene invece sottratto quotidianamente.

Quelle centinaia di persone che nella serata di sabato hanno attraversato una zona temporaneamente autonoma, liberata dal degrado (quello vero) dell’abbandono: la palazzina dell’ex sert di Via Tonti, paradossalmente divenuta in questi anni di tagli ai servizi sociali una piazza di spaccio e consumo di eroina, è stata resa vivibile e viva per una sera, perché abbiamo bisogno di spazi liberi e gratuiti, senza eroina né polizia, dove vivere una socialità non mercificata dal divertimentificio rivierasco. Una strada desolata e morta è stata resa fruibile e gioiosa: è la dimostrazione che l’unica sicurezza possibile è quella delle nostre vite che si mettono in comune per riprenderci quello che ci spetta attraverso le lotte.

Ma quali vandalismi e calunnie di bassa lega… Rimini si è riempita di parole degne (quelle che sono state censurate in tutti questi giorni), autodeterminazione ed autodifesa delle nostre vite. Necessità che, sappiamo più che mai, non possiamo né vogliamo delegare a nessuno.

Come dice una bellissima frase che ci viene in mente in questo momento, tutti a dire del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono.

Antifasciste ed antifascisti – Rimini

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