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Capricci di Polizia

«Assolti perché il fatto non sussiste». Questa frase mette un punto a due storie di persecuzione e di angherie poliziesche tra le più vili degli ultimi anni.

Quella del presunto «danneggiamento» del «mausoleo» al criminale di guerra e gerarca fascista Rodolfo Graziani, che venne decorato con didascalie esplicative non solo condivisibili, ma anzi necessarie come «Chiamate eroe un assassino». Un monumento all’Infamia che andrebbe smantellato a colpi di piccone.

E quella della inesistente «associazione a delinquere» di 21 compagni anarchici che a Bologna nel 2011 si videro chiudere d’imperio il circolo di discussione «Fuori Luogo», per il quale fra l’altro avevano un regolare contratto d’affitto. Un fatto inedito e gravissimo: la chiusura di sedi di dibattito politico è stata una pratica propria del Fascismo…

Del resto, la Questura di Bologna che ha albergato o prodotto una banda di assassini come quelli della Uno Bianca, o una figura ambigua e canagliesca come quella di Giovanni Preziosa, non poteva fare di meno che dar vita a una montatura giudiziaria tra le più inconsistenti, intimidatorie e vendicative degli ultimi tempi.

Perché il Potere vuole sempre dimostrare che i suoi capricci sono la Legge. E ogni tanto non ci riesce.

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