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[BO] sab 17 mag h.16: assemblea pubblica verso il corteo antifascista

bannerantifaSabato 17 maggio ore 16
assemblea pubblica in piazza di porta Ravegnana (Due Torri)

per costruire insieme il corteo del 24 maggio

CHIUDIAMO CASAPOUND! NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI!
CORTEO A BOLOGNA – SABATO 24 MAGGIO ORE 14:00 PZA S. STEFANO

Da troppo ormai i fascisti di Casapound hanno aperto una loro sede in via Malvolta 16/d, nel quartiere Murri a Bologna. Due anni sono passati da quando, dietro la copertura di una fantomatica associazione culturale, “Sole e acciaio”, si sono fatti affittare un locale al piano terra da Biagetti, titolare dell’omonimo esercizio commerciale in via Emilia Levante 94.

Chi sono i fascisti di Casapound lo sanno tutti. Nel corso degli ultimi anni sono state decine le aggressioni fisiche contro oppositori politici, o chiunque sia da loro ritenuto “diverso”. Nel 2008 a Piazza Navona hanno bastonato gli studenti che protestavano contro la cosiddetta “riforma” Gelmini. Nel dicembre 2011 Gianluca Casseri, militante della sede di Casapound di Firenze, ha preso il fucile e ha sparato sui venditori ambulanti dei mercati rionali ammazzando due lavoratori senegalesi e ferendone tre.

Fin dall’apertura i residenti del quartiere Murri si sono mobilitati e hanno dato vita a iniziative di informazione rivolte alla cittadinanza e agli abitanti. Si è costituito un coordinamento antifascista di zona che ha organizzato nel novembre del 2012 un corteo nel quartiere partecipato da più di mille persone tutti uniti nell’esprimere la propria volontà: la sede di via Malvolta deve chiudere subito! Da allora a oggi si sono tenute numerose iniziative di controinformazione e sensibilizzazione con presidi, volantinaggi, passeggiate in quartiere, giornate di socialità e dibattito al parco della Lunetta Gamberini nella convinzione che quella sede è fonte di pericolo per l’incolumità di tutti e che da lì i fascisti se ne devono andare!

I rappresentanti istituzionali del Quartiere, con in prima linea la presidente Ilaria Giorgetti e il vice presidente Mario De Dominicis, entrambi di Forza Italia, hanno sempre favorito la propaganda di Casapound e di altri neofascisti o neonazisti dichiarati concedendo a ripetizione sale pubbliche e patrocini a gruppi di estrema destra e cercando persino di intitolare una sala di Quartiere a Rachele Mussolini, la moglie del Duce. Da parte sua la giunta comunale Pd non ha mai espresso nemmeno una parola sulla presenza della sede e l’ANPI si è adeguato al silenzio. In piena campagna elettorale, nel febbraio 2011, il sindaco Merola aveva detto riferendosi a una sede di Casapound in via Guerrazzi (chiusa ancora prima di aprire grazie a una vasta mobilitazione antifascista): “Non vedo con piacere che si apra una struttura di questo tipo […] non c’è la libertà di opinione sul fascismo”. Tutto ciò non ci stupisce ma vale la pena constatare quanto siano meschini i nostri governanti, ad ogni livello.

Di fronte a tutto ciò noi non possiamo accettare oltre la presenza di una sede di Casapound o di altre simili formazioni fasciste a Bologna.

Perchè sono intolleranti e razzisti, odiano gli immigrati e fomentano l’odio tra la gente con la loro propaganda. E come sappiamo dall’odio alla violenza razziale il passo è breve. Non si può usare come capro espiatorio dell’attuale situazione conomica e sociale italiana chi ha la colpa di essere ancora più povero e scappa da una vita di di stenti e miseria. La colpa è di chi governa e di chi vota e sta a guardare.

Perchè sono omofobi e omofobe, sostengono la famiglia tradizionale e vorrebbero precludere diritti civili e libertà a chi ha altri gusti sessuali. Con questo discorso sulla famiglia tradizionale veicolano tra l’altro un’idea della donna, moglie e madre, tipica del periodo fascista, che dal dopoguerra ad oggi in milioni hanno rifiutato, nel nome dell’autodeterminazione della donna e della sua libertà di scelta se donare o meno il proprio corpo alla patria.

Perchè sono xenofobi e nazionalisti. Certo, come tanti altri perchè questa oggi tra l’altro è la moda. Ma osservando i conflitti che nel mondo si sono susseguiti negli ultimi decenni, moltissimi dei quali hanno visto grossi spargimenti di sangue, migrazioni forzate di massa, campi profughi e altre atrocità, sono stati mossi da idee nazionaliste. L’idea che entro certi confini risiedano solo persone appartenenti alla stessa nazione (per discendendenza di sangue) è antistorica. Da sempre l’umanità si è incrociata, migrando, dando vita alle più belle e ricche culture, ed esperienze di convivenza e tolleranza che sono alla base di una società inclusiva, libera e più giusta.

Il nostro antifascismo noi non lo deleghiamo. Noi siamo quelli che ogni giorno si autorganizzano e costruiscono un’alternativa reale alla sistematica devastazione sociale, ambientale e culturale in cui i governanti ci vogliono costringere.

Noi siamo quelli impegnati ogni giorno nella lotta per condizioni di lavoro dignitoso e per il diritto al reddito, per la scuola pubblica e gratuita e per un’altra università, per il diritto alla casa e per la libertà di movimento dei migranti, in difesa dell’ambiente e contro le megaopere come il TAV, contro il militarismo e per lo smantellamento delle basi militari, contro la discriminazione di genere e il razzismo, contro le galere e gli abusi degli uomini in divisa.

Noi siamo quelli che diamo vita a spazi liberati, concreti e reali, dove è possibile mangiare sano a prezzi popolari, acquistare cibi biologici, andare al cinema gratuitamente, assistere a presentazioni di libri, a seminari o a concerti, fare un laboratorio di danza o per i bambini, coltivare un orto o stampare in serigrafia, ecc dove è possibile insomma vivere senza sfruttamento né gerarchia.

Noi siamo tutto l’opposto dei fascisti perché portiamo un mondo nuovo dentro di noi e lo facciamo crescere attimo dopo attimo. I fascisti invece sono i servi di questo sistema che vogliamo trasformare, pronti ad offrire i propri servizi alle manovre più torbide e reazionarie dei poteri forti.

Noi facciamo nostro uno slogan che non perde mai d’attualità: fascisti carogne tornate nelle fogne!

Invitiamo quindi tutti i gruppi, le associazioni, le realtà, le singole e i singoli antifascisti a scendere di nuovo in piazza sabato 24 maggio per un corteo popolare e determinato che imponga la chiusura di Casapound
Bologna Antifascista

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