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Giorgetti allo sbando: «Io, in balìa degli anarchici…»

Non c’è che dire. Quando un politico viene messo in discussione e non sa più che pesci pigliare, cerca sempre di recitare la parte della vittima, fino a paventare o simulare pericoli immaginari solo per farsi un po’ di pubblicità. Non si sa mai: magari poi ci scappa una qualche candidatura, una qualche carrieruzza, una poltroncina, un sedile al sole.

È il caso, ad esempio, del finto attentato a Maurizio Belpietro, o della finta aggressione all’autista di Antonio Rinaudo per mano dei NO TAV.

Ma pare anche il caso del presidente del Quartiere Santo Stefano Ilaria Giorgetti, la cui conferenza-stampa da integralista cattolica è stata sbugiardata dalle canzoni del favoloso coro di Atlantide. E adesso dichiara al «Carlino» di sentirsi esacerbata e impaurita:

«Io, in balìa degli anarchici […]. Sono sola. Isolata, abbandonata in balìa di gente che comincia a farmi paura. Temo per me, ma soprattutto per i cittadini del mio quartiere. […] Sono stata blindata dalla polizia, mentre fuori inveivano contro di me, imbrattavano la sede del quartiere e distribuivano volantini degli anarchici con il mio nome sopra. […] Io mi sono esposta e ora resto con il cerino in mano. Mi isolano perché sono l’unico presidente di quartiere di centro destra, è chiaramente una strumentalizzazione politica. […] I contestatori mi accusano di discriminazione sessuale e di essere fascista. Da donna, mi feriscono queste false accuse».

Mentre la povera Ilaria Giorgetti viveva la terribile esperienza di sentirsi «in balìa degli anarchici», in tutta l’Europa neofascisti e neonazisti continuavano con le loro intimidazioni e la loro violenza squadrista, attivisti di estrema destra uccidevano e aggredivano persone di origine ebraica a Bruxelles e a Parigi, le milizie nere in Ucraina uccidevano a colpi di mortaio qualche giornalista…

Ma la povera Ilaria Giorgetti non scriverà certo un comunicato di sdegno e solidarietà per chi è vittima del neofascismo, dell’antisemitismo, del razzismo, dell’omofobia, o per i giovani antifascisti accoltellati pochi giorni fa a Rimini e a Trento.

Anzi, negli ultimi anni il «suo» Quartiere Santo Stefano ha incoraggiato in tutti i modi la propaganda neofascista: ha sempre concesso sale pubbliche e patrocini a gruppi di estrema destra e ha cercato persino di intitolare una sala di Quartiere a Rachele Mussolini, la moglie del Duce.

A noi sembra che sia Ilaria Giorgetti a «inveire» contro la nostra città che ha pagato un prezzo piuttosto alto all’odio nazifascista e neofascista, da Marzabotto alla Uno Bianca.

Per la sua pubblicità, Ilaria Giorgetti giustamente continui però a rivolgersi al «Carlino»!

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