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[BO] Qualcuno telefoni alla Giorgetti!

Da sempre il «Resto del Carlino» si applica a minimizzare e nascondere i grandi e piccoli crimini del potere – dalla strage di Marzabotto alla Uno bianca e oltre – e a inventarne invece di inesistenti per fare un po’ di polverone.

Adesso il «Resto del Carlino» ha trovato nuovi misfatti immaginari. Anzitutto che «il silenzio è reato», proprio così! Poi che vi siano state «minacce degli anarchici» contro la presidente del Quartiere Santo Stefano, un’integralista cattolica come tante, un’amministratrice faziosa e incompetente, in affanno soprattutto per il pessimo risultato del PdL alle europee che le preclude rosei sogni di carriera.

Da giorni il «Resto del Carlino» cartaceo e on line sta imbastendo un tormentone per fare di Ilaria Giorgetti un’improbabile «martire della legalità».

Pare, secondo l’autorevole quotidiano bolognese, che la presidente del Quartiere Santo Stefano abbia mandato un sms al sindaco Merola senza ottener risposta, poi abbia telefonato al ministro Angelino Alfano che ha promesso che un qualche prefetto l’avrebbe richiamata e il prefetto però non le ha ritelefonato. E intanto qualcun’altro, nel tentativo di confortarla, ha scritto a pennarello «W il Duce» sul muro del Baraccano subito ridipinto, e ha strappato e sottratto uno striscione da uno dei casseri di Porta Santo Stefano.

Ecco l’enigmatico titolo del «Carlino» nella cronaca locale del 26 maggio: «Anarchici, ira Giorgetti / Si muove il Viminale». E ancora il 28 maggio il «Carlino» titolava: «Caso Atlantide, nessuno chiama la Giorgetti / dopo le minacce degli anarchici in corteo sabato scorso».

Certo il «Carlino» è ben fortunato che gli attivisti anarchici non siano soliti querelare e non chiedano i danni, altrimenti nel corso degli anni avrebbe dovuto pagare fior fiore di indennizzi.

Qualcuno telefoni alla presidente Giorgetti e le spieghi che se vuole commemorare Rachele Mussolini o ospitare e patrocinare iniziative neofasciste lo può fare a casa sua. E noi continueremo a gridarlo forte perché, stando appunto alla «Pravda» del centrodestra, d’ora in poi anche «il silenzio è reato».

Ora e sempre resistenza!

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One Response

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  1. ale says

    beh, potremmo anche chiamarla tutti allo 051-2197045 …Così non si sentirà più sola ed abbandonata…



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