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Umberto Tommasini (Trieste, 9 marzo 1896 – Vivaro, 22 agosto 1980)


È importante ricordare chi si è battuto contro l’oppressione, l’autoritarismo, il fascismo.
Altre brevi biografie qui

Umberto Tommasini (Trieste, 9 marzo 1896 – Vivaro, 22 agosto 1980)

Di origini friulane e operaie, lavora come fabbro a Trieste dove frequenta ambienti socialisti. Arruolato nell’esercito durante la Grande guerra, viene internato dopo Caporetto. Nel biennio rosso si avvicina al movimento anarchico contro il fascismo: nel 1921 lancia alcune bombe contro una squadraccia di ritorno da una spedizione, poi aiuta Lucetti e altri nei tentativi di attentare alla vita di Mussolini. Conosce il confino (Ustica, Ponza), il carcere (Napoli) e l’emigrazione (Francia). Dal 1936 ricopre incarichi militari in Spagna, pur non considerando con favore la militarizzazione. Incarcerato in un convento sotto gli stalinisti, fugge ma torna sui suoi passi per permettere la liberazione dei compagni. Organizza un attentato al Duce ma viene tradito dall’informatore Mario Buda. Internato in un campo francese allo scoppio della guerra, finisce a Ventotene e poi al campo di Renicci d’Anghiari, ma una volta libero non partecipa alla Resistenza triestina per diffidenza verso i comunisti. Attivissimo nel dopoguerra, fonda il gruppo «Germinal» aderente alla FAI, dirige «Umanità Nova» negli anni settanta e coltiva ottimi rapporti con la nuova generazione di militanti del post-1968.

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