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Comasco Comaschi (Cascina, 27 ottobre 1895 – 19 marzo 1922)


È importante ricordare chi si è battuto contro l’oppressione, l’autoritarismo, il fascismo.
Altre brevi biografie qui

Comasco Comaschi (Cascina, 27 ottobre 1895 – 19 marzo 1922)

Artigiano ebanista e insegnante della locale scuola d’arte, si avvicina precocemente alle idee libertarie per l’influenza della famiglia e del luogo in cui è nato. Figura di militante profondamente legata alla sua comunità, tanto che il suo tragico scontro con le camicie nere resterà fortemente radicato nella memoria locale anche dopo decenni. A capo degli Arditi del popolo, è ben noto il gesto fiero di sventolare l’anarchica bandiera nera nel giorno della fondazione del fascio locale (agosto 1921). L’attitudine a esporsi ed esplicitare il suo dissenso, anche in difesa altrui, lo porta dapprima a denunciare l’indulgenza dei Carabinieri verso i fascisti e poi a rifiutare l’invito di suo fratello a espatriare. Ma soprattutto gli fa guadagnare l’odio delle squadracce che lo uccideranno nel marzo 1922, una sera mentre rincasava con altri compagni dopo una riunione fuori città. Il funerale si trasforma presto nell’ultima grande manifestazione politica per Cascina.

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